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Essi Vivono: un cult da celebrare dopo più di trent’anni

John Carpenter è uno di quei pochi registi a saper leggere la realtà oltrepassando il velo di Maya, vedendo in essa i pericoli più insidiosi e subdoli proprio perché apparentemente banali e celati esattamente sotto ai nostri occhi. Pur con cinico pessimismo, è stato in grado di imprimere nelle sue pellicole l’ambivalenza, le contraddizioni, gli inganni della società, ma non si è limitato finora solo a “descrivere”: Carpenter potrebbe essere definito un vero profeta contemporaneo. E l’opera filmica che forse più di tutte concretizza il suo talento nel preannunciare le storture del mondo è Essi Vivono (They Live il titolo originale), uscito in Italia esattamente trentadue anni fa.

Essi Vivono è stato distribuito infatti nel nostro paese il 16 aprile 1989, in un’epoca in cui l’impatto dei mass media era già forte e tuttavia nemmeno paragonabile a quello attuale, con una portata amplificata ogni giorno di più dall’utilizzo delle nuove tecnologie e dei social media. Una vista lunga, quella di John Carpenter, che è riuscito così a sintetizzare in soli ottanta minuti non solo il suo presente, ma anche il nostro, attraverso un film che abbraccia con amore la fantascienza e al contempo non si lascia imbrigliare in un genere definito con facilità. Come per molte delle sue opere, anche per Essi Vivono le opinioni sono state piuttosto contrastanti lasciando la pellicola in un limbo tra il capolavoro e il lungometraggio di fantascienza di serie B. Noi, nel giorno del suo anniversario, non possiamo fare a meno che celebrarlo: ecco la storia dietro a Essi Vivono e le curiosità che lo riguardano.

Essi Vivono

They Live, We Sleep

Per scoprire l’opera di Carpenter, può essere utile fare prima un ripasso relativamente alla trama. Essi Vivono prende le mosse dal girovagare di John Nada, vagabondo disoccupato giunto a Los Angeles in cerca di lavoro. Interpretato dal compianto wrestler Roddy Piper, Nada ha a disposizione un’invidiabile possanza fisica che gli consente di farsi assumere in poco tempo presso un cantiere edile, nella sfatta e infelice periferia dove reietti e diseredati dalla società si ritrovano e si nascondono. Qui Nada conosce Frank Armitage (Keith David), con cui stringe amicizia e condivide le giornate lavorative, ma fa anche una scoperta che gli consentirà di acquisire una nuova, sconvolgente consapevolezza sul mondo che lo circonda.

Essi Vivono

In una chiesa poco distante dal cantiere, Nada scova un gruppo di persone che si riunisce, in segreto, per condividere alcune verità sugli inganni che la società sta compiendo a spese della popolazione. Per vedere tali inganni, questo gruppo di “ribelli” fa uso di speciali occhiali da sole che anche Nada indossa. Da quel momento, l’uomo riesce a vedere con orrore il vero aspetto delle cose: molti individui sono delle creature a metà tra degli zombie e degli alieni e numerosi dei messaggi visibili in giro per la città sono in realtà ordini latenti volti a spegnere la propria coscienza per ubbidire, procreare, consumare.

John Nada cercherà di convincere anche Frank Armitage (attraverso una delle scazzottate più celebri nella storia del cinema) a osservare la società per mezzo degli occhiali “magici”, così da allearsi con l’amico e sovvertire insieme il dispotismo latente per ottenere la libertà sul proprio arbitrio (quella vera, però).

Essi Vivono nel capitalismo e nella menzogna

In patria Essi Vivono è approdato in sala nel novembre 1988, in Italia invece ha raggiunto i cinema con diversi mesi di ritardo, il 16 aprile 1989. Per la trama del film (disponibile per l’acquisto online in versione Blu-Ray), John Carpenter ha di certo combinato la sua immaginazione alla sua spiccata tendenza alla critica sociale, tuttavia la pellicola prende spunto da un’altra opera: Alle Otto del Mattino, racconto breve dello scrittore Ray Nelson composto addirittura nel 1963. Nel racconto la presa di coscienza del protagonista avviene con modalità parecchio differenti: George Nada non inizia a vedere la realtà per mezzo di occhiali speciali, ma a seguito di un’ipnosi avvenuta durante uno spettacolo.

È così che ha modo di scovare i Rettiliani, esseri alieni infiltrati nella società a vari livelli, e resistere ai loro ordini quali “Lavora otto ore”, “Sposati e riproduciti”, “Obbedisci al governo”. Il suo tentativo di convincere gli altri a “svegliarsi” dal torpore causato dai Rettiliani sembra però essere soggetto a diverse interpretazioni: George Nada è davvero in grado di percepire la verità dietro all’illusione creata in maniera fin troppo realistica dai Rettiliani? O è un invasato che agisce spinto da semplici convinzioni complottiste e paranoiche?

In Essi Vivono invece gli intenti del regista sono chiari attraverso una sceneggiatura che non ammette compromessi. In un film che mescola la fantascienza a riferimenti horror e non disdegna l’azione, Carpenter esprime senza mezzi termini la sua aspra critica alla società. Un luogo letteralmente invaso dai mass media e dalla propaganda politica, coi loro insistenti, seducenti messaggi che sotto manifesti patinati, donne bellissime, prodotti invitanti, ideologie fallaci, celano istruzioni che mutano inconsciamente le nostre disposizioni mentali. Una sistematica azione di plagio a livello subconscio che consentirebbe di mantenere l’ordine e consumare inducendo bisogni di cui in realtà non abbiamo la necessità, “spegnendo” le facoltà di pensiero critico e libero arbitrio. E verso quale paese punta il dito Carpenter, a questo proposito, se non i super capitalistici Stati Uniti?

Essi Vivono

Sono gli anni in cui salgono alla ribalta i rampanti yuppies e i businessman; Reagan manda avanti una propaganda fondata sul capitalismo sfrenato in cui “i ricchi possano diventare più ricchi”, in contrapposizione al “temibile” nemico rosso e alle sue idee comuniste. In questo quadro generale, l’uomo comune, l’uomo di strada, è sopraffatto da ideologie e modelli da seguire che lo travolgono dagli schermi dei TV e dai cartelloni pubblicitari: per Carpenter è una situazione sconcertante, che lo induce a dipingere i nuovi “opinion leader” come i veri mostri alieni in grado di soggiogare le menti altrui. Una dittatura del pensiero che indossa i panni fittizi della democrazia, così da apparire bella e splendente mentre plagia gli ignari componenti della società.

Fantascienza anni ’50 e scazzottate tra amici

Mentre il protagonista John Nada si sposta, sempre più orripilato, all’interno di una Los Angeles invasa dagli alieni, una delle prima curiosità che si possono notare in Essi Vivono è l’omaggio di John carpenter al cinema vecchio stampo. Le immagini in bianco e nero degli scheletrici invasori e della loro propaganda sono infatti un chiaro riferimento al cinema fantascientifico degli anni ’50 tanto caro all’innovativo regista, declinato però nel suo presente (quello degli anni ’80, insomma). Uno dei momenti che forse incarna più di altri lo spirito del suo tempo, è la celebre scazzottata tra John Nada e Frank Armitage: circa cinque minuti e mezzo di botte tra due tizi tutti muscoli che cercano di far valere le proprie ragioni a suon di schiaffi. Più anni ’80 di così!

Una curiosità in merito a questa fight scene passata alla storia è il modo in cui essa è stata realizzata: tre cameramen piazzati ad angolazioni strategiche per immortalare lo scontro in ogni suo sensazionale e sfiancante dettaglio, combattuto sulla strada di un vicolo che è stata ricreata con della gommapiuma da Frank Carissosa, responsabile per gli effetti speciali che si è dedicato anche al trucco per gli alieni del film. Una sequenza in cui, quando sembra che uno dei due contendenti stia infine per cedere, ecco che si rialza e riprende a menare: Nada cerca infatti di convincere l’amico a indossare gli occhiali per mostrargli finalmente la vera realtà, ma Armitage si rifiuta categoricamente.

E chi poteva essere più adatto a una scena simile se non il wrestler Roddy Piper? John Carpenter lo aveva incontrato durante Wrestlemania III e aveva subito deciso che sarebbe stato perfetto per realizzare la fight scene che desiderava (benché in realtà Piper non avesse idea di chi fosse Carpenter). Dopo aver lavorato sul set de La Cosa, Keith David era invece l’uomo che il regista cercava per porre un personaggio che non fungesse troppo come mera “spalla”, ma anche come figura pari a quella del protagonista. Un’altra chicca in merito a questa figura? Il nome Armitage è lo stesso del protagonista del racconto L’Orrore di Dunwich, firmato da Howard Phillips Lovecraft, ma è anche lo pseudonimo con cui Carpenter si è firmato più volte in qualità di sceneggiatore dei suoi film. Un vero e proprio omaggio a uno degli autori preferiti del regista.

Essi Vivono

I due amici sono poi due degli abitanti della baraccopoli eretta alla periferia di Los Angeles: un’altra peculiarità sfruttata da Carpenter, che non porta sulla scena dei personaggi stereotipati, ma vagabondi, reietti, indigenti. Gente che vive insomma non solo ai margini della città ma anche delle convenzioni sociali. Sono proprio questi gli individui che secondo il regista possono avere una visione più chiara sugli inganni del mondo e combatterli in maniera critica. Per girare le scene dedicate a queste figure e all’ambiente in cui vivono, John Carpenter si è servito della location di Justiceville, quartiere degradato di Los Angeles in cui all’epoca vivevano senzatetto e vagabondi.

Citazioni, easter eggs e ancora curiosità

A proposito della scazzottata Nada-Armitage: essa è diventata talmente iconica nella storia del cinema, da essere stata ripresa più volte anche in altre sedi, come cartoni animati e videogiochi. E’ il caso ad esempio di South Park, che cita parodisticamente la scena, o di Saints Row IV, coinvolgendo il giocatore in una missione che segue passo passo gli avvenimenti del film, tra cui appunto lo scontro tra i protagonisti. Anche all’interno del cartoon Adventure Time, nell’episodio The Red Throne, troviamo un omaggio alla fight scene di Essi Vivono in cui i protagonisti sono il Re Fiamma e il fratello Don John, doppiati rispettivamente nientemeno che da Keith David e Roddy Piper.

Essi Vivono

Lo stesso film di Carpenter è a sua volta una sorta di contenitore di citazioni e easter eggs. È importante sapere ad esempio che Essi Vivono è un film girato con un budget piuttosto basso (circa 4 milioni di dollari), il che ha reso necessario l’utilizzo di oggetti di scena “riciclati” da set di altri film. I walkie talkie utilizzati dagli alieni in una scena, per esempio, non sono altro che i PKE Meter (o Rilevatori di Energia Psicocinetica) utilizzati dai Ghostbusters nell’omonima pellicola. Proprio a proposito del budget, è interessante notare come uno dei set che sono costati di più per la realizzazione del film è quello del supermarket in cui John Nada fa il suo ingresso: ricoprire tutti i prodotti con etichette riportanti i messaggi subliminali avrebbe richiesto troppo tempo e troppi soldi, così Carpenter ha optato per la costruzione di un set ad hoc che ricreasse un negozio con tutti i prodotti bene in vista (e pronti a plagiare le menti dei consumatori!).

Infine, come per gran parte dei film diretti dal maestro, anche per Essi Vivono John Carpenter si è dedicato alla composizione della colonna sonora, affiancato qui dal compositore Alan Howarth. Entrambi non avevano in realtà molte idee sulle musiche che avrebbero dovuto accompagnare le immagini della pellicola e il loro è stato in larga parte un lavoro di improvvisazione basato anche sui ritmi di Roddy Piper sulla scena. Alcuni alieni che pronunciano determinati ordini, poi, sono stati doppiati dallo stesso Carpenter, la cui voce è stata rimodulata così da suonare distorta e, appunto, aliena.