Cinema e Serie TV

Iago, isterico pappagallo Disney dalle lontani origini

La vita di un pennuto non è così difficile, penserete: basta stare in una gabbia, se è addomesticato, becchettare un po’ qua e là, dondolarsi su qualche aggeggio. Un po’ diversa è la sopravvivenza fuori le sbarre, cercando riparo in qualche remoto angolo di un sottotetto o proteggendo i propri piccoli. Insomma, niente a che vedere con quel pappagallo rosso e isterico che bercia dall’inizio alla fine di Aladdin, soprattutto nella versione a cartoni animati del 1992. Parliamo di Iago, il volatile di Jafar, spalla metaforica e “inquilino” della stessa parte del corpo. Un nome scelto nient’affatto per caso, il suo, rivelando origini lontane e intrecciate alla letteratura di secoli or sono, come lo è del resto l’intera storia di Aladino.

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Iago, tra finzione e realtà

Ne parlavamo già in questo pezzo dell’importanza dei personaggi secondari, spesso dimenticati, ma che meritano invece di essere riscoperti. Tra queste fila, annoveriamo appunto anche Iago, di cui cominciamo allora a recuperare i lontani ricordi legati alla prima apparizione di questo personaggio secondario, da sempre doppiato in originale da Gilbert Gottfried, fatto salvo per la pellicola del 2019.

Iago rivela una spiccata personalità nella prima pellicola targata Disney, che prende il nome del protagonista principale, il ladruncolo Aladdin. In questo film infatti, il rosso pennuto rivela una verve dichiarata, soprattutto nei confronti del suo padrone, riuscendo a creare un equilibrato contraltare di caratteri e interpretazioni che ha davvero sortito un effetto efficace.

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Se Jafar è altero, scaltro e con gli occhi puntati verso il suo obiettivo, ossia diventare Sultano di Agrabah, gli occhi di Iago sono invece spesso buttati al cielo, stressato da una vita difficile da sopportare. Il pappagallo del resto, fa il dovere per il quale è chiamato dalla nascita: la natura gli impone di ripetere quello che viene detto, un tratto però non così meccanico e frequente nella versione a cartoni, quanto spesso marcata nel live action di 27 anni dopo.

Qui però, Iago ha sofferto parecchio la posizione in secondo piano nella quale è stato relegato. Non mostra di certo la tragicomica insofferenza del suo alter ego a cartoni; rispecchia di più l’aura funesta che circonda il suo padrone e si rivela meno brillante, soprattutto nella parlantina.

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Del resto, sappiamo che il live action del 2019 si discosta dalla versione animata anche guardando ai due sequel in cantiere, per riportare prossimamente sui nostri schermi una storia originale e slegata dai film originali che conosciamo. Tornando al film del 1992, abbiamo adorato questa versione di Iago per le sue battute e per il suo nervosismo, foriero di uscite ilari come:

Mi cadono le piume da quanto sono stressato!

L’abbandono di Jafar e la nuova vita

Stare nelle retrovie non fa per lui, è chiaro, motivo per cui ha decisamente perso quello smalto e quella freschezza nella versione al ribasso di semplice scagnozzo di MArwan Kenzari, attore nel ruolo di Jafar nel live action. Sicuramente le origini del pappagallo e il suo rapporto frizzante con il visir hanno raggiunto un certo risalto che è stato difficile eguagliare nei successivi capitoli a cartoni, Il ritorno di Jafar e Aladdin e il re dei ladri. Qui infatti torna a fare capolino anche il pennuto, ma senza coprire la schiena al suo ormai ex padrone.

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Infatti, dopo una sorta di redenzione, perde il suo “lato oscuro” e stringe un nuovo sodalizio con Aladdin e compagnia danzante, ma solo dopo essere scappato dalla lampada magica dove era stato trascinato dal suo signore. Se al termine del primo capitolo il pennuto viene inghiottito all’interno del piccolo oggetto di ottone, riesce miracolosamente a uscirvi e ad avere una seconda chance per vivere una nuova vita. Ci è piaciuta questa versione?

Non del tutto convincente come interpretazione, ma Iago sa di avere uno spessore e un’importanza non comuni nella vasta schiera dei personaggi Disney. Come ben sappiamo, spesso e volentieri i film dell’epoca d’oro dei grandi classici Disney ricalcano le orme di storie altrettanto note nella cultura popolare, spesso riprendendole in versione edulcorata rispetto all’originale.

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Da La Sirenetta a Il gobbo di Notre-Dame, anche Aladdin recupera le chiare origini di terre lontane che soffiano contro il nostro viso il caldo vento del deserto, sollevando le sabbie che disvelano le antiche storie de Le mille e una notte.

Origini drammatiche

Se dunque la storia di Aladdin richiama storie antiche di mille anni, non ha tanti secoli in meno l’origine di Iago, e non parliamo del pappagallo in questione. I più ferrati in letteratura sapranno che si tratta di un personaggio di rilievo nel dramma Otello di William Shakespeare, e proprio da questo servo infame e traditore vengono recuperati diversi tratti in comune con il pennuto.

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Se Iago instilla nella mente del padrone l’idea di sposare la bella Jasmine per diventare sultano e sbarazzarsi di lei e dell’anziano padre, non è andata diversamente con il personaggio della letteratura classica inglese, dove l’alfiere in questione non desidera altro che destituire dal potere il suo signore.

Entrambi i personaggi mal sopportano l’idea di essere secondi e il loro odio accresce talmente tanto, in loro e nei rispettivi complici, da condurli effettivamente al declino e alla sconfitta, tradotta in entrambi i casi con la prigionia (per quanto non sia permanente quella del pappagallo, come accennavamo poco sopra).

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Addirittura, restando in tema di cause perse, è lo stesso pennuto a distruggere la lampada di Jafar, e di conseguenza segnare la morte dello stesso, al termine de Il ritorno di Jafar, vendicando se stesso, il suo passato e la sua nuova amicizia con Aladdin.

Un legame forte e significativo, quello tra Iago e Jafar, che si dissolve quasi totalmente nel live action, dove a malapena viene pronunciato il nome dell’uccello, talmente assume un ruolo parecchio laterale e poco cruciale.

Non si esaurisce qui però la “carriera” di Iago: in seguito, si divide tra cinema e videogiochi, diventando una presenza quasi costante e ben apprezzata nel settore dell’entertainment a cavallo tra anni Novanta e Duemila.

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Tra cinema e videogiochi

A seguito del successo e della sua fama acquisita nei film, oltre che aver appeso al chiodo la valigia e cessato di viaggiare con Cassim, compagno d’avventure de Aladdin e il re dei ladri, il pappagallo torna in Disney Princess: Le magiche fiabe – Insegui i tuoi sogni, il film del 2007 che vede la partecipazione delle principesse Disney, tra cui Jasmine, la quale parte alla ricerca del cavallo perduto proprio in compagnia di Iago e Abu, la simpatica scimmietta di Aladdin.

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A proposito di scimmie, un nuovo riferimento shakespeariano riemerge in “Much Abu About Something”, episodio della serie TV a cartoni Aladdin che riprende ironicamente il famoso titolo Much Ado about Nothing (Molto rumore per nulla), titolo di un’altra fatica dello scrittore inglese, commedia ripresa in un film omonimo, e per la prima volta con sonoro, nel 1993, il quale vanta un cast d’eccezione e quasi interamente anglosassone: da Kenneth Branagh a Emma Thompson, senza dimenticare Denzel Washington e Keanu Reeves accanto a Michael Keaton e altri ancora.

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Proprio in questa serie, la quale rivela il suo substrato culturale, Iago dimostra di possedere una vasta conoscenza di varie forme di magia, grazie alla sua frequentazione di Jafar, ma anche accennare alle sue “vere” origini. In un episodio, il pappagallo si riferisce di nuovo alla tragedia Otello e urla improvvisamente nel sonno:

You got the wrong guy! You want my twin brother, Othello!

Come anticipato, Iago entra anche nel mondo virtuale, facendo capolino in almeno due produzioni distinte. Ripercorre la sua storia sin dalle origini in Kingdom Hearts, uno dei franchise videoludici targati Square Enix più famosi al mondo. Se all’inizio compare come il braccio destro di Jafar, viene poi visto accanto a noi nel combattimento per sconfiggere il nemico. Una piccola apparizione non manca nemmeno in Kingdom Hearts: Chain of Memories, per dare il suo contributo ancora una volta nella battaglia contro l’ex padrone, ma questa volta sotto le spoglie di genio malvagio.

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In Kingdom Hearts II, dove Iago torna ad Agrabah, prima aiutando il protagonista Sora contro Jafar, dove viene riproposta in breve anche qui la sua storia di amore-odio nei confronti del padrone e finisce con l’aiutare Aladdin e gli altri eroi anche questa volta. Non sono nemmeno da dimenticare i diversi titoli dedicati proprio a Disney’s Aladdin, dove rimane quasi sempre ancorato al ruolo di antagonista.

Eravate già a conoscenza di questi dettagli su Iago? Oppure vi abbiamo svelato parecchi tratti nascosti di un personaggio dal ruolo e dall’importanza apparentemente ridimensionati? Se un pappagallo cela così tanti segreti, vi lasciamo immaginare quali altre sorprese si nascondano nelle storie e nei personaggi dell’intero universo disneyano!