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Il sequel di Mad Max dice addio a Charlize Theron

Dopo un lungo discutere, il regista George Miller si è espresso formalmente: Charlize Theron non reciterà nel prequel di Mad Max: Fury Road.

La conferma è giunta in un’intervista con il The New York Times, quotidiano che nei giorni scorsi ha dedicato una lunga serie di approfondimenti alla serie cinematografica in questione. Discutendo del suo quinto progetto legato all’universo di Mad Max, Miller ha ammesso di essere alla ricerca di un’attrice 20enne che possa rivestire il ruolo di Furiosa, co-protagonista di Fury Road interpretata nel 2015 da Theron. Nonostante le voci di corridoio, la scelta non si lega agli storici dissapori che avevano lacerato il rapporto tra l’attrice e il suo collega sul set, Tom Hardy, bensì da giustificazioni pragmatiche che vanno in controtendenza con le scelte dei blockbuster più commerciali.

«Per un sacco di tempo ho considerato di usare la computer-grafica per ringiovanire Charlize, ma alla fine non penso che la tecnologia sia ancora arrivata a un punto soddisfacente», ha ammesso il regista. «Nonostante tentativi virtuosi quali quelli di The Irishman, penso che stiamo ancora ottenendo risultati perturbanti».

Mad Max: Fury Road, pluricandidato agli oscar 2015, si era posto come un film d’azione con pochissimi dialoghi. La narrazione profonda filtrava più che altro da scelte estetiche e registiche laterali, seguendo la massima dello “show, don’t tell”. Nel lungo periodo di pre-produzione della pellicola, Miller ha infatti partorito una serie di complesse sotto-trame che, per quanto inesplorate, hanno arricchito il set design, la costumistica e la caratterizzazione di ogni singolo personaggio presente nel copione.

Uno dei filoni meglio approfonditi, nonché quello che trainava la trama del film, era appunto quello di Furiosa, sobillatrice guerriera che voleva portare in salvo le mogli-schiave dell’antagonista Immortan Joe. La sua ricerca del “posto verde”, le sue memorie d’infanzia e il suo rapporto con una tribù di sole donne lasciavano intuire una vicenda molto complessa e accattivante che Miller vuole tradurre in lungometraggio.

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