Parchi divertimento

La situazione attuale dei parchi Disney: è il periodo più buio

L’emergenza coronavirus sta avendo ripercussioni negative enormi sull’economia mondiale. Uno dei settori più colpiti in assoluto è quello del turismo, azzerato in tutto il mondo. Ed è qui che i parchi a tema si inquadrano. Ormai parlare singolarmente di tutte le piccole strutture è poco utile. Sono tutti chiusi e continuano a posticipare costantemente la data d’apertura. Facciamo quindi il punto sulla situazione dei parchi Disney che annoverano fra le proprie file alcuni dei parchi divertimento migliori del mondo.

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In sintesi, sono tutti chiusi da metà Marzo in Europa e USA, ed anche molto prima nel caso della Cina. Una situazione senza precedenti. Un business solidissimo, in costante crescita praticamente da sempre, adesso è tra i primi a risentire della crisi. La prima domanda alla quale è necessario dare risposta è: cosa accadrà ai parchi Disney a seguito di questa lunga chiusura ? La risposta è fortunatamente incoraggiante. Non succederà nulla di preoccupante. Bob Iger si era dimesso  da CEO della Disney. Le dimissioni sono state annullate in seguito alla crisi, dunque sarà lui a guidare la Disney fuori dalla crisi, soltanto dopo lascerà il testimone a Bob Chapek.

La prima mossa per fronteggiare la crisi è stata quella di procurarsi ingenti somme di denaro. Ciò è stato fatto senza nessuna difficoltà grazie alla solida reputazione ed affidabilità della società. Ad oggi la Disney a parte la liquidità propria, ha raccolto non meno di 13 miliardi di dollari, dei quali cinque utilizzabili in tre anni ed il resto nell’anno in corso. Cifra ampiamente sufficiente per coprire i 30 milioni al giorno persi tra parchi Disney e tutte le sue altre divisioni più o meno importanti, dalle crociere ai film fino allo stop degli eventi sportivi.

Per quanto riguarda la gestione del personale dei parchi Disney, negli USA riceveranno la paga di Aprile tra qualche giorno anche se i parchi sono chiusi, in seguito non verranno licenziati ma messi in congedo temporaneo, dunque manterranno tutti i benefit, cominciando dall’assicurazione sanitaria. Ad emergenza terminata tutte le 80.000 persone saranno immediatamente richiamate. Situazione simile per buona parte dei 16.000 dipendenti di Disneyland Paris che durante la chiusura riceveranno i sussidi statali francesi equivalenti alla cassa integrazione italiana.

In tema di riaperture infine le previsioni continuano a non essere incoraggianti. Disneyland Paris non aprirà certamente prima di metà Luglio, in quanto il governo francese fino a tale data ha vietato ogni evento con grandi assembramenti di persone. Chiaramente ciò ha comportato l’annullamento della stagione dei supereroi Marvel, nonché il festival Electroland a Giugno. I parchi negli USA neanche si sbilanciano. L’unica certezza è che le prime posizioni aperte per alcuni ristoranti di Epcot specificano da Agosto in poi. Cauto ottimismo in oriente con la chiusura certa fino alla metà di Maggio e decisione su eventuali prolungamenti da prendere alla fine di Aprile.

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