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Ms. Marvel, chi è? dal fumetto a Disney+

Ms. Marvel si prepara a sbarcare su Disney+ con una serie apposita. Ma chi è Kamala Khan? Com'è nata e quali sono i suoi poteri?

Novità di questi giorni, l’annuncio di una nuova serie Marvel in arrivo su Disney+, oltre alle “vecchie conoscenze” (Loki, The Falcon and the Winter Soldier, WandaVision, Hawkeye e What If…?) e alle altre due new entry (She-Hulk e Moon Knight), ancora avvolte dal mistero. Stiamo parlando di Ms. Marvel, alias di Kamala Khan. Ma se non sappiamo ancora nulla sulla serie, qualcosina sul personaggio e la sua vita fumettistica la sappiamo eccome.

Ms. Marvel

Prime due cose da dire su questa Ms. Marvel, perché ne sono esistite diverse, è che un arrivo relativamente recente anche nei fumetti e che, nonostante ciò, si è meritatamente ritagliata un posto sotto i riflettori agli occhi dei lettori di tutto il mondo. Forse per la sua importanza simbolica intrinseca, ma anche per il modo, eccellente, con cui ha trattato la sua pesante eredità.

Nel 2014, Sana Amanat e G. Willow Wilson, entrambe autrici americane forti di un viaggio, interiore ed esteriore, anche di natura sociale e religiosa, collaborano per dare vita al primo supereroe musulmano della storia dei fumetti Marvel. E si tratta di una giovane ragazza del New Jersey, nata da una famiglia pakistana. Kamala Khan si prende un bel rischio, ma riesce a disinnescarlo con grazia sorprendente e sovrannaturale, non aderisce ad alcuno stereotipo, anzi, li distanzia tutti contemporaneamente, come potesse cambiare forma a piacimento.

G. Willow Wilson non era nuovissima al mondo dei fumetti, ma con Ms. Marvel, praticamente, a quel mondo dona se stessa e la propria esperienza di americana studiosa di religioni, convertitasi all’Islam in Egitto, dove insegnava inglese e conosceva il suo attuale marito, Omar, e tornata in patria per scrivere e raccontare storie di ricerca d’identità (vincendo, tra l’altro, premi anche sulla scena letteraria). Anche Amanat fa lo stesso: in Kamala infonde la sua origine familiare, anch’essa pakistana, e la residenza geografica, sempre nel New Jersey sensazione di frustrazione e rigetto nei confronti di una società che tende a ostracizzarla.

Al disegno, altrettanto essenziale nel delineare i contorni del mito, Adrian Alphona e Jamie McKelvie, due artisti rispettivamente con Runaways e Young Avengers nel curriculum, quindi con esperienza da vendere in fatto di supereroi teenager. Così, nasce Kamala, nel timido scetticismo dei suoi stessi creatori che temevano scontento diffuso nel tessuto sociale, e invece riscuote un successo praticamente unanime. Ma chi è, nella storia che la riguarda, Ms. Marvel?

Kamala Khan

Che Kamala sia un’adolescente del New Jersey di famiglia pakistana l’abbiamo già detto. Quel che non abbiamo detto è che nel suo DNA, evidentemente, erano rimaste tracce di genoma inumano. Tant’è che, quando la nebbia terrigena rilasciata da Freccia Nera si abbatte su tutto il pianeta (in concomitanza con gli eventi di Infinity, nel fumettistico scontro con Thanos), anche lei si ritrova imprigionata in un bozzolo decisamente poco convenzionale.

È la trasformazione innescata a forza dal Re muto in tutti gli Inumani latenti della Terra, che trasforma Kamala Khan in un essere capace di mutare forma, apparenze e dimensioni del proprio corpo, o di qualunque sua singola parte, a piacimento. Con grande importanza allegorica e, fuor di metafora, una “lieve” predilezione per l’ingrandirsi a dismisura. Ovviamente, della cosa, la ragazza non osa dire niente alla sua famiglia, impossibile prevedere come prenderebbero la notizia. Anche da questo conflitto, perfettamente adolescente, deriva il fascino di un personaggio universale che, come sottolinea l’editor Amanat, nasce per rappresentare una minoranza, sì, ma anche e soprattutto per trovare se stessi.

Come nome sceglie quello già esistente, ma libero al momento della sua nascita, di Ms. Marvel, la sua eroina di un tempo. Tant’è che se oggi digitate “Ms. Marvel” su Google, escluse le news sulla serie Disney+, riguardano tutte ancora Carol Danvers. Quest’ultima, d’altronde, promossa a capitano non ha più bisogno del suo nome, o tantomeno del suo vecchio costume, che Kamala imita, all’inizio persino inconsciamente, grazie ai propri poteri. È un gesto altrettanto universale, provare a essere come chi si ammira di più: in questo caso un modello di autorità femminile, dal carattere integerrimo e la forza di un terremoto.

Questo tributo, ovviamente, porterà la ragazza a un confronto, prima positivo e poi oppositivo, con il Capitano Danvers: mentre quest’ultima scalerà i vertici dei super team fino a guidare una fazione in Civil War II (disponibile qui), Ms. Marvel si unirà alla nuova formazione dei Vendicatori di Mark Waid, in squadra con l’ambiguo Visione (uscente dalla saga capolavoro di Tom King), i coetanei Nova e Miles Morales, Sam Wilson, Iron Man e la potente Thor.

I Champions

Con i più giovani del gruppo, Kamala passerà poi al team dei Champions, integrati dall’Hulk di Amadeus Cho, da Vivian, figlia di Visione, e dal Ciclope buono, dalla linea temporale del passato. Questa è la nuova Ms. Marvel: timida, insicura, ma anche onesta, idealista, determinata e piena di risorse e amici pronti a supportarla. Come Bruno, che in realtà è qualcosa di più di un semplice amico e che, potremmo scommetterci dollari contro patate, farà capolino con un ruolo essenziale nella serie dedicata.

Vale la pena ricordare, inoltre, che ancor prima che in gruppo, la serie solitaria di Ms. Marvel, pur non priva di rallentamenti, ha regalato apici di qualità e ironia fuse assieme. Come nella battaglia per Jersey City contro l’Inventore, pazzo genialoide ma soprattutto clone ibrido tra Thomas Edison e un pappagallo domestico. Non è un caso, l’Hugo Award del 2015 per miglior storia grafica (che naturalmente vi consigliamo di recuperare). Né è un caso l’hype che si respira ora, in attesa del suo arrivo su Disney+ e un domani, chissà, anche sul grande schermo.