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Novigrad. Un larp dark fantasy ispirato a The Witcher

La discesa in un mondo oscuro e inquietante, in cui il confine tra eroe e mostro è segnato dal filo di una spada d’argento, popolato tanto da crudeli megere quanto da rispettabili cittadini con inconfessabili segreti: questo, e molto di più, è stato Novigrad, l’ultimo LARP (Gioco di ruolo dal vivo) di Terre Spezzate, ispirato alla saga di The Witcher e giocato nella splendida cornice del Castello di Gorzone (BS) in due repliche (31 maggio-2 giugno e 7-9 giugno).

Il Castello è diventato, per tre giorni, una Cittadella sottoposta al dominio di Novigrad, ricreata in ogni minimo particolare perché, in ogni angolo, si respirasse l’atmosfera  cupa dei luoghi in cui Geralt svolge le sue avventure. Non solo, gli scenografi di Terre Spezzate, unendo gli sforzi con Piece of Cake Cosplay, hanno addirittura realizzato alcune delle creature più iconiche della serie, come il Leshen, le Tre Megere o il cavaliere nero della Wild Hunt.

Foto: Luca Tenaglia
Foto: Luca Tenaglia

The Witcher come ispirazione

L’ibrido tra fantasy e gotico è un genere che negli ultimi anni ha riscontrato un incredibile successo e si è imposto nella letteratura, nei videogiochi e nelle produzioni cinematografiche, aggiungendo nuovi stimoli al fantasy che nelle sue forme più tradizionali può risultare alla lunga un po’ stantio e stucchevole: Novigrad ha permesso di vivere in prima persona questo nuovo tipo di narrativa, in cui la classica ed epica battaglia tra bene e male è in realtà una lotta a perdere, perché il vero male è generato nel cuore dell’uomo.
Proprio uno dei prodotti più di successo di questo genere contemporaneamente nuovo e vecchio come la più antica delle storie, cioè la saga videoludica di The Witcher, è tra le principali ispirazioni dell’evento di Terre Spezzate. Abbiamo già parlato di come spesso e volentieri LARP e videogiochi vadano a braccetto , ma in questo caso gli autori si sono posti l’obiettivo di non farsi intimidire e condizionare da un tale colosso, bensì di prenderne gli spunti più interessanti e più facilmente applicabili ad un evento di gioco di ruolo dal vivo per creare una storia originale, viva e completamente personalizzabile: alcuni tratti di ambientazione, soprattutto geografia, bestiario e cenni di storia passata. Il resto è farina degli autori, e ancora di più dei giocatori.


La trama fondante di Novigrad è presto detta: dopo un lungo periodo di crisi, guerre, carestie e purghe religiose una cittadella semi-indipendente comincia finalmente a rifiorire e organizza tra le sue mura la cosiddetta “Fiera d’Estate”, ospitando stranieri da terre più o meno vicine per far ripartire alleanze, collaborazioni e commerci. Le premesse, però, sono tutt’altro che serene: nei mesi precedenti sono infatti avvenuti fatti cruenti e crimini mai risolti ne puniti, tanto da far ribattezzare sottovoce la fiera “il mercato di sangue”. Tra questi eventi si intrecciano le storie di circa 70 personaggi tra strighi, vampiri, tagliagole e mercanti, impegnati tanto in problemi soprannaturali quanto nella gestione di clienti capricciosi in bottega.

Foto: Luca Tenaglia

Fra mestieri ed avventura

Uno degli spunti più divertenti del live è stato infatti avere la possibilità di svolgere nel concreto un mestiere in puro stile rinascimentale, che fosse servire birra in taverna ascoltando le confidenze dell’avventore di turno o forgiare un gioiello tempestato di (finti!) diamanti in un’elegante oreficeria. L’idea di poter “giocare” un mestiere è stata uno dei punti che mi hanno convinto a provare Novigrad: immaginavo, e così è stato, che avrebbe reso l’esperienza più realistica, interessante ed immersiva. 

Il richiamo al soprannaturale è stato il secondo punto che ha demolito completamente le mie poche resistenze all’iscrizione. Questo soprannaturale nello specifico, radicato nel lato oscuro delle fiabe e nella parte dimenticata del folklore, dove il cuore della foresta ha una forma e tre streghe dalla natura insondabile intrecciano i fili dei destini umani. Non di rado, purtroppo, mostri e creature fantastiche vengono rappresentati in maniera grossolana anche in produzioni televisive e cinematografiche di medio livello: nel caso di Novigrad, invece, costumi e scenografie sono state curate nel minimo dettaglio da un gruppo di professionisti del settore, che hanno dato vita a creature pressoché identiche a quelle presenti nei famosi videogiochi, e ad altre di loro fantasia, sempre ad altissimo “wow factor”.

Foto: Luca Tenaglia
Foto: Luca Tenaglia

Insomma, Novigrad, pur con i suoi spunti di riflessione profonda sul peso delle proprie azioni e sulle loro conseguenze, sul peccato e sulle origini del male, è stato in un certo modo un giro in uno spettacolare parco divertimenti. Come spesso succede nei parchi divertimenti, però, a volte si è talmente pieni di cose da fare o da vedere da non riuscire a dedicare a tutte la giusta attenzione: se infatti si deve cercare una pecca a questo evento, la si può trovare nell’eccessiva ricchezza di stimoli e di trame.

Ogni personaggio, infatti, era caratterizzato da un’ampia serie di trame, segreti e tratti di personalità, scelti e combinati tra loro in modo unico e originale per ciascuno attraverso il Quest Builder, uno strumento online innovativo e creato apposta per questo LARP, molto simile ai meccanismi di character building dei videogiochi di ruolo, in cui il protagonista resta completamente customizzabile pur mantenendosi all’interno di binari definiti dall’autore, facendo così sperimentare al giocatore una totale libertà senza per questo che vengano a crearsi stonature nella macrostruttura dell’evento.

Foto: Luca Tenaglia
Foto: Luca Tenaglia

Il Pozzo della Corruzione

Un’altra novità di Novigrad è il Pozzo della Corruzione, ovvero un sistema per rendere “reale” e “concreto” l’effetto che l’inesorabile discesa verso il Male aveva sui personaggi di Novigrad. I giocatori dovevano recarsi al Pozzo qualora avessero ceduto al Male o compiuto un’azione particolarmente esecrabile e in quel luogo ne avrebbero scoperto le conseguenze: una terribile deturpazione al volto  l’obbligo di tradire il proprio migliore amico, o molto altro ancora. 

Le audaci innovazioni dell’evento hanno incontrato il favore dei partecipanti, tanto dei veterani forse stanchi dei soliti stilemi che dei novizi il cui primo approccio al LARP è stato qualcosa di ancora più interattivo e stimolante dei classici eventi: per entrambe le categorie, infatti, l’emozione di essere toccati dalla gelida mano di uno spettro o di risolvere intrighi politici è stata esaltata dalle infinite possibilità di caratterizzazione e dagli spunti offerti dalle nuove tecniche di design. 

Foto: Luca Tenaglia

Un’esperienza per tutti

Pensavo di non esserne capace, mi vergognavo parecchio e l’idea di mettermi in gioco davanti a tante persone esperte mi agitava. Che dire, è bastato rompere il ghiaccio iniziale.” scrive ad esempio Federica. 

Parlando del Quest Builder, invece Elena dice che “A me é piaciuto parecchio, sono riuscita a creare un personaggio a tutto tondo e anche quest che si sono risolte abbastanza velocemente mi hanno comunque fornito un buono spunto per caratterizzare il personaggio.”

Tra i giocatori, inoltre, erano presenti persone che non avevano mai sentito parlare di The Witcher e che hanno comunque avuto modo di godersi appieno la trama originale dell’evento, a ulteriore dimostrazione del fatto che per giocare LARP non servono conoscenze o abilità specifiche, ma semplicemente la voglia di mettersi in gioco e di creare una bella storia con i propri compagni di avventura.

Foto: Luca Tenaglia

Da giocatrice relativamente navigata ed appassionata del genere, Novigrad è stata un’esperienza decisamente positiva, che mi ha creato una grande aspettativa per il secondo capitolo previsto per Marzo 2020: magari non è stato l’evento più strappalacrime ed emotivo a cui abbia partecipato, ma è stato indubbiamente divertente e non privo di momenti toccanti e di riflessioni sulla vita vera. 

Non sono, d’altro canto, una grande appassionata di videogiochi, per cui sono rimasta piacevolmente stupita dalla perfetta fusione che è stato realizzata tra la tematica molto radicata nella tradizione e gli strumenti all’avanguardia utilizzati per trattarla.
Si tratta di un rapporto in cui entrambe le parti risultano esaltate e con una nuova freschezza, uscendo dallo stereotipo secondo cui favole e folklore verrebbero relegati in tomi polverosi mentre le intrusioni da parte della realtà digitale in quella effettiva apparterrebbero ad un ambito principalmente futuristico e ipertecnologico.
Se queste sono le premesse, spero di vedere molti “matrimoni misti” che seguano l’esempio di Novigrad e il suo sperimentare pur mantenendosi tradizionale.

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