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Onward – Oltre la magia, la recensione del nuovo film Disney Pixar

Onward – Oltre la Magia è il nuovo titolo Disney Pixar che farà finalmente la sua uscita nelle sale cinematografiche italiane il 19 agosto, dopo mesi di rinvii dovuti all’incertezza della situazione sanitaria mondiale. Nonostante l’accoglienza positiva durante la sua presentazione al Festival Internazionale del Cinema di Berlino a febbraio, Onward – Oltre la magia è rimasto nelle sale americane solo per una decina di giorni, guadagnando all’effettivo molto meno di quanto auspicato. Tuttavia, questo inizio un po’ incespicante sotto l’aspetto degli incassi non è dovuto a un fallimento della pellicola, bensì alla chiusura delle sale cinematografiche durante l’uscita programmata del film a causa della pandemia globale.

Il pubblico anglofono è comunque rimasto colpito in maniera positiva, commentando favorevolmente il film anche grazie alle tematiche affrontate. Molti degli elementi della pellicola risultano essere quasi dei classici per casa Pixar, ma il modo in cui vengono affrontati in Onward – Oltre la Magia, risulta essere diverso dai precedenti. Numerosi spettatori hanno commentato entusiasti di essere rimasti toccati sul piano personale ed emotivo, riconfermando così Pixar come uno degli studios più attento all’aspetto sentimentale. Questa accortezza è evidente anche nei cortometraggi che spesso accompagnano le pellicole Disney, come ad esempio Loop, il cui tema principale è l’autismo e le difficoltà che ci possono essere per comunicare con chi è sotto lo spettro.

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Onward – Oltre la Magia punta quindi a una storia riconoscibile emotivamente per gli spettatori, trattando il rapporto tra due fratelli e un padre scomparso anni prima, immergendoli però in un mondo fantastico che un tempo era pieno di magia. Ma dato che non tutti sapevano utilizzarla, si cercò di semplificare la vita e con il passare del tempo, la magia svanì.

Magia, unicorni e fratelli

New Mushroomton è una cittadina dei tempi moderni, con grattacieli ed elettricità e la magia sembra essere stata totalmente dimenticata dai suoi abitanti, nonostante questo mondo sia popolato da creature mitologiche come fatine, orchi ed unicorni.

I nostri protagonisti sono due fratelli elfi: Ian (Tom Holland) e Barley Lightfoot (Chris Pratt), il primo un liceale senza fiducia in sé stesso e il secondo un appassionato di Quest of Yore, un gioco di ruolo storico-fantasy alquanto imbarazzante per il minore dei due. Veniamo introdotti subito alle dinamiche famigliari, presentandoci la madre dei due, Laurel (Julia Louis-Dreyfus), e il suo nuovo fidanzato, un agente di polizia centauro, Colt Bronco. Il padre di Ian e Barley, Wilden, è scomparso poco prima della nascita del più piccolo a causa di una malattia, avvenimento che ha lasciato in Ian un vuoto che il nuovo patrigno non riesce a colmare.

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Il momento di svolta nella vita del giovane Ian è il giorno del suo sedicesimo compleanno, durante il quale la madre decide di mostrare un regalo da parte di Wilden: una sorta di bastone magico. Ad accompagnare l’artefatto, ci sono anche una gemma rara ed una lettera scritta dal padre stesso, in cui l’elfo parla ai figli di un incantesimo che può farlo ritornare in vita per un giorno soltanto. 

Senza pensarci due volte, Barley cerca di lanciare l’incantesimo, ma rimane alquanto deluso quando l’epilogo è negativo. Con Ian, però, le cose sembrano differenti e poco dopo riesce accidentalmente ad attivare il bastone e la magia di cui è intriso. Tuttavia, l’incantesimo non sembra non funzionare completamente, dato che Ian riesce a riportare solo la parte inferiore del padre, prima che la gemma vada distrutta. I due fratelli non si perdono d’animo e decidono di porre rimedio a questo errore per far avere ad Ian l’occasione di incontrare il padre.

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Partono così in un’avventura dai toni epici alla ricerca di una nuova gemma per completare l’incantesimo e riunirsi così col padre anche se solo per un giorno. Ginevra – il minivan di Barley decorato con un unicorno – sarà il loro fido destriero che li accompagnerà in quella che sembra in tutto e per tutto una campagna del gioco di ruolo preferito dal maggiore dei due fratelli.

Quando il gioco di ruolo diventa… reale

Come si può ben immaginare, tutto il viaggio di Ian e Barley è riempito di riferimenti a uno dei giochi di ruolo più conosciuti al mondo: Dungeons and Dragons. I fratelli affrontano sfide e quest – cioè delle ricerche – seguendo i vari indizi che trovano sul loro cammino e le linee guida di Quest of Yore, di cui vi parliamo in questo articolo.

Il loro però non sarà un viaggio all’insegna della facilità: incontreranno diversi pericoli in cui rischieranno di mettere a repentaglio le proprie vite e dovranno affrontare situazioni – e persone – che faranno vacillare la loro sicurezza nel continuare la ricerca della gemma per riportare in vita il padre interamente.

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Queste però non saranno le uniche sfide che si troveranno a sostenere. Anche il loro rapporto di fratelli sarà messo a dura prova, mostrando lati diversi che solo una situazione a stretto contatto per uno scopo comune potrebbe portare allo scoperto. Pixar affronta quindi diversi temi in cui uno spettatore potrebbe riconoscersi, come la perdita di un genitore e il vuoto che ne consegue, ma anche il rapporto con i propri fratelli, facendolo con la delicatezza che è solita mostrare nei suoi cortometraggi.

Tra amore fraterno e perdite genitoriali

Parlando di Onward – Oltre la Magia, non possiamo che parlare anche dei doppiatori in lingua originale dei due protagonisti. Conosciuti in casa Disney nel Marvel Cinematic Universe, Chris Pratt e Tom Holland si ritrovano assieme per dar voce ai due fratelli, rispettivamente Barley ed Ian. I due sembrano avere una grande sinergia, dando quel tocco in più ai personaggi e facendoli propri, ma anche fuori dal set non sembrano essere da meno in quanto a complicità, come dimostra questa piccola intervista fatta ai due.

I due Peter dell’universo Marvel però, non prestano la propria voce a una semplice storia inventata. La trama di Onward – Oltre la Magia affonda le proprie origini nella vita del regista e sceneggiatore del film: Dan Scanlon.

Il veterano della Pixar ha parlato in alcune interviste di quanto la storia del suo film sia ispirata alla propria infanzia: assieme al fratello maggiore infatti non ha mai avuto modo di conoscere il proprio padre, poiché è morto quando erano entrambi molto piccoli. Il regista non parla mai delle circostanze in cui il padre è venuto a mancare, ritenendole troppo dolorose per condividerle. Durante un’intervista però, Scanlon ha dichiarato:

“Quando stavo cercando un’idea per un film, guardavo agli aspetti tristi della mia vita, ho cercato tra le paure perché è da lì che viene il dramma. E stavo parlando con mia madre al telefono e le stavo dicendo che la verità era che non sapevo su cosa fare il film, perché non mi era mai successo niente di così triste da cui attingere. Ma lei mi rispose che avevo perso mio padre. “Certo” le dissi “ma non è una cosa dolorosa, perché non me lo ricordo”. Ed è li che lei mi ha fatto capire che era proprio quello il motivo per cui quella perdita era così triste.” Dan Scanlon – Vanity Fair

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Onward – Oltre la Magia non è però un rimpiangere ciò che si è perso, ma più che altro un riconoscere e celebrare ciò che si ha. Nonostante il viaggio di Ian e Barley sia fatto con lo scopo di riportare in vita il padre che hanno perso da piccoli, la parte più importante di quest’avventura sembra proprio essere il rapporto tra i due fratelli e ciò che riescono a creare tra loro e scoprire l’uno dell’altro, avvicinandosi nonostante le difficoltà che incontrano sul cammino.

Con questo, Pixar non fa passare in secondo piano l’importanza del vuoto lasciato dalla figura paterna, ma vuole più che altro aiutare e far capire a chiunque abbia subito una perdita, che l’accettazione di questa mancanza è quanto di più utile ci sia per andare avanti e scoprire tutte le cose belle che la vita ha da offrirci.

Onward – Oltre la Magia è quindi un film intriso di magia e realtà, che mette ancora una volta allo scoperto le emozioni e i sentimenti di ciascuno di noi, affrontandoli in un modo delicato e per niente scontato, diventato ormai il marchio di fabbrica di casa Pixar.

Non ci resta altro che partire alla volta dei cinema – rispettando le norme anti Covid-19 – e goderci quest’avventura fraterna in un mondo pieno di magia.

Se siete dei provetti giocatori di ruolo come Barley, non potete farvi scappare il Bastone Magico usato da Ian nel film!