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Spider-Man: Far From Home, storia del Multiverso e di Terra-833

Andiamo alla scoperta di Terra-833, la realtà alternativa da cui proviene il Mysterio di Spider-Man: Fra From Home

Se siete qui vuol dire che avete visto Spider-Man: Far From Home o che, quanto meno, avete dato uno sguardo alla clip, uscita il mese scorso, in cui Nick Fury presenta Mysterio a Peter Parker.

Come saprete, infatti, sin dai primi trailer del film era stato dichiarato che il personaggio di Mysterio, interpretato dall’attore Jake Gyllenhaal, non sarebbe originario del pianeta Terra già visto nei vari film Marvel, ma di una realtà alternativa, da cui sarebbe arrivato tramite uno squarcio.

Questo mondo, simile ma diverso da quello di Spidey, degli Avengers e di tutti gli altri eroi dei Marvel Studios è stato poi definito “Terra-833”, un’informazione apparentemente secondaria, ma che in realtà ha stuzzicato non poco il nostro lato più nerd, da amanti del fumetto Marvel.

Ma cosa vuol dire “Terra-833”? Qual è il significato di questa terminologia, e da dove è nata? Ma soprattutto: è mai esistita una Terra-833 nei fumetti Marvel? Procediamo per gradi.

La nascita del concetto di Multiverso

La divisione in “Terre” deriva direttamente dal mondo dei fumetti Marvel, e se ne trova un corrispettivo anche nell’universo DC. Le origini vanno ricercate nel 1981, quando lo scrittore David Thorpe era alle prese con la serie Capitan Bretagna. È molto curioso, in tal senso, che nel film sia citata Terra-833, ma su questo ci arriveremo tra poco.

Thorpe, all’epoca, stava rilanciando il personaggio di Capitan Bretagna, che era stato creato, senza molto successo, da Chris Claremont nel 1976, e che nelle intenzioni originali doveva essere una sorta di corrispettivo europeo di Capitan America, anche se da quelle idee si deviò abbastanza presto, e Cap Bretagna divenne qualcosa di diverso. Non c’era scienza dietro ai suoi poteri, ma la magia, e le sue storie cominciarono a mescolare sempre più la modernità supereroistica con derivazioni dei clicli arturiani. Comparvero Merlino, sua figlia Roma, e tutta una serie di comprimari più o meno bizzarri.

Capitan Bretagna

Thorpe voleva creare un ciclo di storie il cui fulcro fossero le realtà alternative, e per questo cominciò a ragionare sull’idea delle dimensioni parallele, gettando le fondamenta per quello che sarebbe stato l’evento “dimensionale” dell’epoca, anche se il testimone sarebbe poi stato passato ad un altro artista. Questo, tuttavia, Thorpe non poteva saperlo.

L’artista, dunque, si ritrovò a riflettere sulla realtà del suo Capitan Bretagna, cercando un modo per identificarla rispetto ad altre possibili realtà alternative, ed ebbe quindi l’intuizione di dare una nomenclatura precisa alla Terra d’origine dei supereroi Marvel, identificando il pianeta Terra dell’universo canonico con il nome di Terra-616. Per molto tempo non è stato chiarissimo il perché della scelta di un nome simile, ma poi fu lo stesso Thorpe a dichiarare, in diverse occasioni, che l’idea gli venne pensando al famoso “666”, ovvero il numero della bestia.

Capitan Bretagna

La scelta del numero “maligno” era in realtà un inside joke che voleva sottolineare una sorta di amore/odio che l’artista nutriva per quello che era il fumetto supereroistico dell’epoca. 666, in sostanza, voleva designare con un certo piglio satirico l’opinione dell’artista verso il Marvel Universe (o almeno così dichiarò qualche anno fa Tom Breevorth), anche se Thorpe non voleva che l’identificazione fosse troppo esplicita, e ragionò sul modificare quel 666 in un altro numero. Decise quindi di sottrarre al 666 un cifra tonda, e la scelta che ricadde sul numero 50. Si disse più tardi che il risultato poteva anche essere dovuto alla volontà di richiamare i -61.6 gradi Fahrenheit (-50 gradi Celsius), necessari alle scuole siberiane per restare chiuse, ma la verità la conosce davvero solo Thorpe.

La gestione Moore

A questo punto della storia, Capitan Bretagna sta vendendo decisamente bene. Le storie sono pop, divertenti, e godono per altro delle tavole di un Alan Davis allora esordiente, che si fece le ossa proprio su Capitan Bretagna, collaborando per altro alla creazione del costume che poi divenne iconico.

Qui una nota è d’obbligo: parte del fallimento del personaggio ad opera di Cleremont, infatti, era stato causato proprio dal costume, in larga parte denigrato dal pubblico inglese. Questo perché il design originale di Cap prevedeva un grosso stemma araldico e leonino sul petto. L’idea voleva essere quella di rimandare agli stemmi nobiliari degli antichi cavalieri, peccato solo che lo stesso stemma, ovvero un leone dorato rampante, fosse usato per identificare le uova fresche, generando una certa ilarità tra i lettori.

Capitan Bretagna

Tornando alle storie, nonostante il successo editoriale, si cominciano a creare dei dissidi tra Thorpe e la Marvel Uk, che trova sgradevole la gestione editoriale dell’autore. Il problema è che Thorpe stava infarcendo il suo Cap di una forte critica politica che, col passare dei numeri, si era fatta sempre più evidente. Del resto questi sono i primi anni in cui si respira maggiore libertà creativa, complice la generale distensione nel mondo del fumetto, dovuta all’allentamento dei limiti imposti dalla Comics Code Authority americana, ma nei paesi europei si va declinando quel clima, poi esploso negli anni ’90, che porterà la politica a interrogarsi sull’impatto che i fumetti hanno sui giovani. Facile, dunque, che la Marvel non desiderasse attirare su di sé un’attenzione sgradita, sicché nel pieno dello sviluppo delle sue storie, Thorpe fu silurato, ed al suo posto entrò in gioco Alan Moore, ovvero il padre di Watchmen.

Alan Moore

Moore, che all’epoca era un artista freelance che aveva già lavorato occasionalmente in Marvel con ottimi risultati, fu quindi assunto per prendere in carico il lavoro di Thorpe, mantenendo le matite di Davis che, qualche tempo dopo, ammise che Moore non solo si era trovato in ballo in una storia che non aveva iniziato, ma che forse non aveva neanche compreso dove quella storia dovesse andare a parare. A sceglierlo è Marvel UK, divisione regionale della Marvel, che in una guerra con l’etichetta di fumetti 2000AD (per cui lo stesso Moore aveva già lavorato), sperava di utilizzare Moore per catapultare l’attenzione di un pubblico di giovani adulti sulla sua testata principale.

Non dovendo partire da zero, Alan Moore riprese quindi parte del lavoro di Thorpe, imbattendosi nella faccenda di Tera-616 che, prima di allora, non era ancora comparsa come dicitura ufficiale in nessun albo. Quella lunga run, nota oggi come “Jaspers’ Warp”, parte un po’ sommessa, palesando quanto poco Moore ci stesse capendo del lascito di Thorpe, ma poi finisce letteralmente per esplodere, portando ad uno dei migliori momenti supereroistici dell’epoca, e risultando ancora oggi una lettura fondamentale per comprendere appieno lo sviluppo dell’approccio di Moore al mondo dei supereroi che sfocerà poi, qualche tempo dopo, nella stesura di Miracleman (che, a proposito, va assolutamente recuperato).

Capitan Bretagna

Nella storia, un complesso alterco di viaggi dimensionali, dai colori sgargianti e dai personaggi squadrati ed eroici in contrapposizioni a buffi mostriciattoli scalcagnati, si divide per la prima volta il Multiverso Marvel. Ne nascono quindi l’ufficializzazione di Terra-616, secondo il modello di Thorpe, e la prima realtà alternativa ufficialmente numerata, ovvero Terra-238, nota anche come “Crooked World”, dove i supereroi sono stati messi fuori legge.

La consacrazione di Terra-616

Siamo però ancora lontani dalla consacrazione della dicitura “Terra-616”, e toccherà aspettare ancora un po’ affinché la nomenclatura venga definitivamente sdoganata non solo tra i lettori, ma in tutto il Marvel Universe.

L’anno della svolta è il 1985, quando l’autore del personaggio di Capitan Bretagna, ovvero Chris Claremont, insieme a quello stesso Alan Davis che aveva lavorato con Thorpe e Moore, si impegnerà per il lancio di una nuova serie: Excalibur. Claremont, che fino ad allora aveva lavorato sugli X-Men, ottiene il permesso di poter “ereditare” alcuni dei suoi mutanti preferiti per la sua nuova serie, ed unendoli al personaggio di Capitan Bretagna e di sua moglie Meggan, crea un nuovo supergruppo, in cui si mescoleranno i più tipici temi supereroisitici a una parte dei risvolti magici/esoterici tipi delle avventure di Cap. Capitan Bretagna, che a lungo era stato lontano dalle pubblicazioni americane, unisce quindi le sue forze a Nightcrwaler, Kitty Pride, il suo “cucciolo” Lockhead (un piccolo drago viola) ed a Rachel Summers, che all’epoca deteneva i poteri della Forza Fenice fondando il supergruppo Excalibur.

Excalibur

Claremont, che oltre ad essere un autore fondamentale del mondo mutante, era anche un fan della gestione Thorpe/Moore di Capitan Bretagna, riportando in America il suo personaggio eredita anche le intuizioni di Thorpe per il Multiverso, sdoganando definitivamente il termine “Terra-616” tra i lettori e i fumettisti di Marvel Us.

Da questo momento in poi, grazie soprattutto alla nascita delle varie storie “What If”, gran parte dei fumetti Marvel cominceranno a coniare e distruggere nuove linee alternative, contribuendo a creare, negli anni, una moltitudine immensa di “Terre”, poi collassate in seguito agli eventi della maxi-saga Secret Wars, le cui conseguenze portarono alla distruzione molte realtà alternative ben note (come quella Ultimate), ed all’azzeramento del Mutiverso Marvel, sostituendo Terra-616 con quella che è oggi nota come Terra Prima, o Terra Prime.

Ora che abbiamo ripassato tutta la storia, dovreste aver capito il significato della nomenclatura “Terra”, ma resta da capire il riferimento, presente in Far From Home, alla succitata “Terra-833”.

La Terra di Mysterio

Terra-833 viene creata molto recentemente, per la precisione nel dicembre 2014, per durare giusto qualche mese, visto che verrà poi distrutta nell’aprile dell’anno seguente. Il contesto è quello della saga “Ragnoverso, servita per altro come base per la creazione del film animato “Spider-Man: Un Nuovo Universo”. La storia racconta, sostanzialmente, di un summit di vari Spider-Man raccattati da Superior Spider-Man (ovvero Dock Ock nel corpo di Peter Parker) per combattere alcuni “vampiri psichici”, guidati da un certo Morlun, in cui scopo è quello di nutrirsi dell’essenza vitale di tutti gli eroi del Multiverso dotati dei poteri di Spider-Man, detti “totem del ragno”.

Tra le varie versioni alternative viene convocato anche l’Uomo Ragno di Terra-833, che tuttavia non è Peter Parker, ma William Braddock. Di origini inglesi, si tratta del corrispettivo locale non di Spidey, ma di Capitan Bretagna (che sulla nostra Terra si chiama invece Brian Braddock), ed ecco perché vi avevamo suggerito che il riferimento fosse quanto mai curioso, e certamente non casuale.

Terra 833

Braddock, il cui nome in codice è Spider-UK, è un membro dei Captain Britain Corps (come le Lanterne Verdi, ma con vari “Capitan Bretagna”) che, tuttavia, è anche dotato dei poteri tipici di Spider-Man. Si tratta, sostanzialmente, di una fusione dei due personaggi, giocando per altro un ruolo a dir poco fondamentale nelle vicende di Ragnoverso. Risolti i risvolti della saga, Spider-UK non riuscirà tornare sulla sua Terra originale, in quanto questa finirà distrutta da un evento cosmico noto come Incursione.

La storia della Terra-833 dei fumetti spiega anche un altro piccolo, e celatissimo, inside joke relativo ad una battuta di Mysterio presente anche nel trailer. Quando questi incontra Spider-Man, infatti, dice a Peter che “avrebbe fatto comodo sul suo pianeta”, lasciando intendere che nella realtà di Mysterio non esiste alcuno Spider-Man. La citazione, come avrete capito, nasce dal fatto che in effetti Terra-833 è priva di uno Spider-Man, poiché l’eroe qui va più correttamente definito come versione alternativa di Capitan Bretagna.

Una citazione lunga e bellissima, che va a ripescare a piene mani non tanto dall’universo narrativo Marvel, ma dalla sua storia editoriale, che spesso passa per intuizioni, fallimenti, fortuiti rilanci, ed una storia di cui si parla, purtroppo, sempre più di rado.

Se questo articolo vi ha fatto venir voglia di leggere le grandiose storie di Capitan Bretagna, allora sappiate che potete recuperarle a queste coordinate. Qui, invece, il nuovo volume che Marvel Italia ha dedicato a Mysterio, in occasione dell’uscita di Far From Home.