Cinema e Serie TV

Supercar: i grandi miti, la recensione

Disney+ è il servizio di streaming con abbonamento dedicato ai film e ai prodotti di intrattenimento di Disney, Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographic oltre al nuovo brand di contenuti di intrattenimento generale Star. Soffermandoci, in particolare, sul canale di National Geographic, al suo interno sono contenuti numerosi documentari di varia tipologia che riguardano sia la natura del nostro pianeta che l’universo che ci circonda. Recentemente, però, si è dato spazio anche a qualcosa di inusuale per le tematiche del brand: le automobili sportive. Dopotutto, più la tecnologia progredisce, maggiore è la straordinaria combinazione di arte e scienza che ne esce fuori dal prodotto finale. Per questo motivo su National Geographic è arrivata la docuserie Supercar: i grandi miti ed ecco a voi la nostra recensione.

Supercar: i grandi miti

Supercar: i grandi miti: la suddivisione degli episodi

Supercar: i grandi miti, il cui titolo originale è Ultimate Supercar, è una serie la cui prima stagione è composta da 6 episodi da 45 minuti ciascuno e che ha debuttato sul servizio di streaming di Disney all’inizio di quest’anno. La nuova produzione si va ad aggiungere alle altre due già presenti nel catalogo, ovvero Supercar: macchine da sogno e Supercar: duello in velocità, e mostra la storia di sei grandi auto sportive andando dietro le quinte di alcuni dei marchi automobilistici più leggendari al mondo per scoprire i segreti ingegneristici nascosti e le chiavi del successo di ogni macchina.

Supercar: i grandi miti

Nel primo episodio viene spiegata la storia della Aston Martin DBS Superleggera realizzata, appunto, dal prestigioso marchio inglese Aston Martin nonché l’ultima vera casa automobilistica indipendente ancora esistente. Poi tocca alla Ferrari Portofino, forgiata dal celebre “cavallino rampante” italiano che ha sempre spiccato per la produzione di auto sportive di alta qualità. Il terzo episodio è dedicato alla Bentley Continental GT, auto simbolo del marchio inglese e ora segno di rinascita dell’azienda che si trova obbligata a reinventare la propria icona per sopravvivere alla concorrenza.

Il quarto episodio tratta della supercar per eccellenza: la Lamborghini Aventador Svj. Questa è la macchina più recente della casa italiana del toro furioso e molto probabilmente l’ultima del suo genere. Negli ultimi due episodi, invece, vediamo la Pagani Huayra Roadster e la Porsche Taycan. La prima è una bellissima scultura e un capolavoro automobilistico, una macchina costruita per eccedere ad alte prestazioni e sconfiggere le leggi fondamentali della fisica. La seconda invece è la dimostrazione di quanto l’azienda tedesca voglia stupire gli acquirenti e i competitor presentando il suo primo veicolo completamente elettrico.

Una struttura lineare, ma coinvolgente

I sei episodi di Supercar: i grandi miti sono una pietra miliare per tutti gli appassionati di automobili e per coloro i quali adorano conoscere i retroscena produttivi delle più importanti auto sportive mai realizzate. Attraverso filmati d’epoca e interviste a giornalisti, tecnici, storici, manager e proprietari è possibile captare tutti gli aspetti positivi e negativi delle scelte intraprese dalle varie case automobilistiche. Le aziende, infatti, non sempre riescono a raggiungere gli obiettivi sperati e questo è ancora più marcato quando si parla di auto sportive dai costi produttivi e finali spesso decisamente proibitivi. Ogni impresa presente in questa prima stagione deve fare i conti con tante problematiche differenti, che vanno dalla concorrenza spietata di nuove aziende più competitive nei prezzi e nella produzione, all’avanzamento tecnologico e alle richieste sempre più esigenti del mercato.

Supercar: i grandi miti

Ogni episodio presenta una struttura abbastanza lineare: si inizia con la presentazione dell’auto protagonista della puntata che viene mostrata mentre sfreccia su un circuito, e poi si analizza il processo produttivo della supercar entrando anche negli uffici delle differenti aziende automobilistiche. In tutto questo è presente sempre la voce narrante di Jack Stewart che, oltre a spiegare i retroscena sulla produzione del veicolo, racconta alcuni segreti storici dei marchi e li mette a confronto con altri diretti concorrenti mostrandone i pregi e i difetti da correggere per non rischiare di restare indietro nella corsa verso il successo.

La storia dell’automobile con i suoi celebri protagonisti

Non vogliamo entrare molto nei dettagli della serie, anche perché Supercar: i grandi miti merita di essere guardata con calma e attenzione, come se fosse una lezione ritmata e frenetica di storia dell’automobile, tuttavia nel primo episodio si parla ad esempio della Aston Martin, una delle aziende automobilistiche di lusso più celebri al mondo famosa, purtroppo, per i suoi costanti problemi economici.

L’Aston Martin DBS Superleggera è protagonista di una puntata, in cuo nei primi minuti il narratore, con l’aiuto dell’ex amministratore delegato Andy Palmer e ad alcuni giornalisti, spiega le difficoltà storiche della società e perché un eventuale fallimento della DBS Superleggera potrebbe rivelarsi fatale per il futuro della Aston Martin. Questa analisi economica e strutturale, sebbene con le ovvie differenziazioni, viene effettuata per ogni azienda ed è una caratteristica difficilmente riscontrabile in altri documentari del genere.

Supercar: i grandi miti

Altro aspetto da non sottovalutare è la capacità di National Geographic di mettersi in contatto con le personalità cardine delle varie aziende automobilistiche. Vedere persone del calibro di Horacio Pagani, fondatore dell’omonimo marchio, o Stefano Domenicali, ex CEO di Lamborghini capace di raggiungere e superare una serie di traguardi significativi per l’azienda, è davvero emozionante. In alcuni momenti topici, infatti, donano allo spettatore delle spiegazioni tecniche e dettagliate della storia del marchio, dei progetti passati e futuri e delle sfide che hanno dovuto superare per raggiungere gli obiettivi prefissati (molti dei quali inizialmente proibitivi per costi e tempistiche) come nessun altro potrebbe fare. Questa è una peculiarità unica e memorabile di Supercar: i grandi miti.

Supercar: i grandi miti

Tutti gli episodi, inoltre, sono realizzati con l’intento di dare allo spettatore quante più informazioni possibili senza, però, renderli troppo accademici e didascalici. È proprio per questo motivo che vengono inseriti anche giornalisti, storici o appassionati esterni alle aziende che raccontano alcuni aneddoti e curiosità sui celebri marchi. Tramite questi brevi spezzoni, ad esempio, scopriamo il significato tecnico del termine chassis o che una roadster (auto a due posti scoperta) è generalmente più pesante della controparte coupé (tranne la Pagani Huayra Roadster grazie a una innovazione tecnica che viene interamente spiegata nell’apposito episodio).

Conclusioni

In conclusione Supercar: i grandi miti è una docuserie che deve assolutamente essere vista da coloro i quali sono appassionati del mondo delle automobili e che vogliono conoscere qualche retroscena più interessante riguardo alla produzione delle auto più lussuose, veloci ed eleganti in commercio. Ogni episodio è un diamante della storia dell’automobilismo moderno e non solo, grazie a brevi spezzoni e curiosità che indagano anche nel dietro le quinte del passato dei vari marchi. La struttura narrativa ben ritmata e mai ridondante vi incollerà davanti allo schermo senza il minimo rischio di annoiarvi. Non vi resta che allacciare le cinture ed esplorare il mondo delle supercar.