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The Protégé, recensione: Maggie Q e Michael Keaton protagonisti di un insolito action

Ancora un action revenge, ancora una protagonista femminile: The Protégé è la nuova proposta targata Amazon Prime Video per un genere che sembra essere diventato ormai il nuovo, ed unico per certi versi, paradigma del cinema di movimento occidentale. Il film tuttavia si discosta dai canovacci a cui siamo stati abituati ultimamente grazie ad una sceneggiatura che paga dazio più ai classici franchise action degli anni ’80 e all’insolita carica ironica che contraddistingue i due protagonisti Maggie Q e Michael Keaton.

The Protégé recensione

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The Protégé: da predatore a preda

La piccola Anna (Maggie Q) viene salvata dal sicario Moody (Samuel L. Jackson) che la cresce ed addestra come una figlia. I due costituiscono ormai una squadra affiatata e infallibile, ma un imprecisato male sta frenando Moody che chiede così ad Anna di compiere un’ultima importante missione: ritrovare Lucas Hayes. Per farlo però la donna dovrà ritornare nel suo paese natale, il Vietnam, dal quale è stata salvata da Moody dopo il brutale omicidio della sua famiglia.

L’incarico però si presenta subito ostico: Moody viene attaccato in casa e ucciso. Anna giura vendetta e vola in Vietnam dove ingaggia subito Billy Boy (Robert Patrick), capo di una potente gang di motociclisti locali, ma trova anche ad attenderla un comitato di accoglienza tutt’altro che amichevole. Chi è davvero Lucas Hayes? Anna inizia a ricostruire a ritroso la storia del suo obbiettivo giungendo al padre, il trafficante internazionale, Edward Hayes che anni prima era apparentemente morto in un attentato.

The Protégé recensione

Dopo una rocambolesca fuga da un grattacielo nel quale aveva incontrato l’uomo d’affari, ed ex-socio di Hayes, Vohl, Anna tuttavia viene catturata e torturata. Proprio mentre è prigioniera però capisce di essere stata una pedina in un gioco più grande di lei facendo la conoscenza ufficiale dell’efficientissimo Rembrandt (Michael Keaton).

Anna tuttavia è piena di risorse e riesce a liberarsi. L’essere stata catturata è sinonimo del fatto che è sulla pista giusta, pista che la porta a scoprire non solo che Hayes è vivo ma anche che Rembrandt è la sua guardia del corpo. L’uomo inizia a nutrire per Anna una vera e propria attrazione fisica oltre che professionale e questo non fa altro che esacerbare lo scontro fra i due che si fa sempre più personale.

Quando emerge un clamoroso collegamento fra Hayes e Moody, Anna è sempre più decisa a portare a termine la sua missione e l’occasione per farlo sembra essere una grande festa che Hayes tiene in inespugnabile villa nella giungla. Il piano per eliminare l’uomo è senza compromessi così come lo scontro finale con Rembrandt. Proprio in questo frangente però riviviamo le origini, quelle vere, di Anna che cambiano drasticamente la prospettiva sul suo operato e su chi sia veramente.

The Protégé: Maggie Q e Michael Keaton protagonisti di un insolito action

Passata la prima mezz’ora decisamente stereotipata, The Protégé inizia a ricavarsi una propria personalità risultando discretamente divertente e appassionante proprio discostandosi in maniera sempre più netta e marcata da tutta quella serie di stereotipi narrativi e in parte anche registici che contraddistinguono il genere action della cinematografia contemporanea. E tanto basta a far scorrere in maniera leggera, con qualche momento eccellente, i 100 minuti scarsi della durata del film.

La partenza, pacata per ritmo, paga dazio subito idealmente come un enorme easter-egg a due classici assoluti come Léon e Nikita (recuperate il film originale in blu-ray su Amazon) vista la presenza di Maggie Q che era stata protagonista dell’omonima serie TV remake del film andata in onda su The CW dal 2010 al 2013. La trama infatti non è delle più originali con la piccola Anna salvata e addestrata dall’esperto Moody che diventa una sboccata e grottesca figura paterna, ruolo che sembra calzare oramai a pennello ad un Samuel L. Jackson sempre più sarcastico nelle sue interpretazioni.

The Protégé recensione

Fortunatamente però non ci sono società segrete di assassini contro cui combattere né backstory infarcite delle retoriche più in voga al momento, il passato di Anna è infatti più tradizionalmente brutale di quello che alcune sequenze in analessi lascino intendere, ma la sceneggiatura vira subito verso lidi estremamente più semplici e diretti ed il plot si fa classicamente robusto individuando, in un intreccio caratterizzato da un paio di discreti twist, subito un antagonista forte che possa rivaleggiare con Anna non solo nelle abilità in combattimento ma anche in fascino.

È proprio in questo frangente che il film trova la sua marcia in più cioè quando non si prende troppo sul serio e la tensione fra Anna e Rembrandt si trasforma in tensione sessuale aperta e sfacciata, condita da un pizzico di divertente ironia per un flirt che non può che sfociare in una delle più divertenti e brutali sequenze d’azione dai tempi del forse sottovalutato Mr & Mrs Smith.

The Protégé recensione

Il problema è che la bellezza e la forza esotiche di Maggie Q e il fascino istrionico e ficcante di un Michael Keaton, protagonista anche di un paio di sequenza d’azione ben coreografate, non bastano a colmare i vuoti della sceneggiatura firmata da Richard Wenk (The Equalizer, Jack Reacher) che prende in prestito diversi elementi da diverse pellicole del passato più o meno recente per confezionarne una appena sufficiente e che si lascia guardare ma che non offre spunti innovativi o caratterizzazioni di particolare interesse.

The Protégé è un film quasi old-school come dimostra la regia di un Martin Campbell solido ma privo di qualsiasi guizzo creativo in termini di movimenti di camera e inquadrature, tutte ispirati ai classici americani del genere, pagando così dazio più ad Arma Letale e Die Hard che al cinema di Hong Kong classico o più moderno che invece ha settato il nuovo standard. Va meglio con la fotografia grazie ad un Vietnam meno umido e selvaggio e più urbano e bagnato da luci al neon, una ambientazione esotica trattata in maniera esotica.

In definitiva The Protégé è un’ottima pellicola per passare una “serata cinema” poco impegnativa magari in compagnia di qualche amico/a amante del genere action perché lo spettatore casual difficilmente troverà motivo di interesse nel film.