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Thrawn: Tradimento, recensione: l’altra faccia della Flotta Imperiale

Uno di punti di forza di Star Wars è, da sempre, l’avere messo sulla strada dei protagonisti della saga dei villain carismatici. Che si tratti dell’oscura presenza di Darth Vader o lo sprezzante ghigno di Moff Gideon, in ogni avventura di Star Wars, che si tratti di film, videogioco, fumetto o romanzo, compare un antagonista capace di mettere in difficoltà l’eroe di turno. Un tradizione che era stata preservata anche all’interno dell’Universo Espanso, ora Legends, dove erano comparse figure divenute leggendarie, su tutte il Grand’Ammiraglio Thrawn, personaggio dal grande fascino portato nel Canon, dove è stato antagonista di Rebels, serie animata disponibile su Disney+, e protagonista di una serie di romanzi, di cui è uscito da poco il terzo capitolo, Thrawn: Tradimento.

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Come accaduto ai tempi dell’Universo Espanso, anche in questa nuova declinazione canonica le avventure del Grand’Ammiraglio Thrawn sono affidate alla penna di Timothy Zahn. Nome caro agli appassionati di Star Wars, considerato che fu proprio con Zahn con La Trilogia di Thrawn (L’Erede dell’Impero, Sfida alla Nuova Repubblica e L’ultima missione) a tenere a battesimo l’Universo Espanso di Star Wars sul finire degli anni ’80, introducendo il temibile ufficiale imperiale. Con l’apparizione di Thrawn in Star Wars Rebels, il fascino di questo genio tattico, così avulso dal tipico ufficiale imperiale, ha suggestionato una nuova generazione di cultori della saga, rendendo necessario raccontare l’esistenza di Thrawn all’interno della nuova cronologia ufficiale di Star Wars.

Thrawn: Tradimento, intrighi e complotti nella Flotta Imperiale

Con Thrawn: Tradimento, quindi, Zahn prosegue il suo ritratto del Chiss all’interno del mondo di Star Wars. Interessante notate come nella sua precedente versione, Thrawn compariva alla caduta dell’Impero, una sorta di segreto gelosamente custodito da Palpatine, mentre all’interno del Canon viene direttamente coinvolto nel periodo di consolidamento dell’Impero, portando Zahn ad ambientare questo ciclo di storie in un ristretto arco temporale, tra la Caduta della Vecchia Repubblica (La Vendetta dei Sith), la costruzione della prima Morta Nera (Rogue One) e la nascita della Ribellione (Star Wars Rebels). Un delicato gioco di incastri che porta Zahn a doversi destreggiare all’interno di paletti narrativi ben delineati dal punto di vista cronologico, ma che al contempo gli consentono di andare a svelare retroscena spesso ignorati sui primi giorni dell’Impero e il funzionamento della sua burocrazia, specialmente in ambito militare.

La condizione di alieno all’interno della Marina Imperiale, fortemente razzista nei confronti dei non umani, è stata la forza motrice dei primi due volumi, Thrawn e Thrawn: Alleanze, dove Zahn ha colto questo elemento della flotta imperiale per esaltare la genialità e la caparbietà del Chiss, portandolo a confrontarsi con personaggi noti della saga. Giocando in modo accorto con i flashback, ambientanti durante la Guerra dei Cloni, Zahn ha mostrato il passato di Thrawn all’interno delle forze armate dell’Ascendenza Chiss, prima che decidesse di indossare al divisa imperiale. Una narrazione che ha lasciato emergere il suo concetto di onore e dovere, oltre al mostrarci la sua particolare relazione con alcuni personaggi chiave della saga, Darth Vader e Palpatine in primis. Spetta a Thrawn: Tradimento raccontarci il solo presente del Grand’Ammiraglio, che ruota attorno a un interrogativo: a chi appartiene la sua fedeltà?

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Se è vero che Thrawn si è unito alle forze imperiali per valutarne le potenzialità su ordine dell’Ascendenza Chiss, non si può ignorare che le sue origini rappresentano una fonte di perplessità per gli ambienti militari dell’Impero. Un sospetto che non può che acuirsi quando Thrawn decide di allearsi con un ammiraglio chiss durante un’indagine volta a sgominare una banda di pirati che ha preso di mira i convogli di trasporto che riforniscono i cantieri del progetto Stardust, dove viene costruita la nuova, devastante arma dell’Impero, sotto le indicazioni del Direttore Krennic. Il nome, ovviamente, non inganna nessuno, dietro questo nome in codice si nasconde infatti la Morte Nera, un elemento che ci consente di datare l’avventura di Thrawn ma che soprattutto lo porta a confrontatsi cone Krennic.

Una contrapposizione avvincente, magnificamente resa da Zahn. In Rogue One e nel suo romanzo prequel, Catalyst, abbiamo avuto modo di conoscere Krennic, borioso e supponente burocrate imperiale, le cui ambizioni contrastano con la visione di fedeltà e rispetto per la divisa incarnate da Thrawn, che però manca del sottile acume politico necessario per muoversi all’interno delle dinamiche della flotta imperiale. Un punto su cui Zahn lavora molto in Thrawn: Tradimento, andando a ritrarre in modo perfetto il delicato gioco di ombre che si nasconde dietro le divise della Marina Imperiale.

Con la sua scrittura diretta e focalizzata al ritratto emotivo dei personaggi, Zahn riesce a ritrarre al meglio l’atipicità di Thrawn all’interno delle alte gerarchie militari, giocando in modo arguto sul contrasto con figure note per la loro ambizione, come il Tarkin e il citato Krennic. All’interno di questa saga, curiosamente, non si parla della guerra con la Ribellione, ancora embrionale, ma viene posta l’attenzione sulle faide interne della gerarchia imperiale. Specialmente in Thrawn: Tradimento emergono le gelosie e le perfide elucubrazioni che abbiamo visto caratterizzare personalità note di Star Wars sul grande schermo, ribadendo come la continuity del Canon sia uno dei punti di forza del complesso universo di Star Wars.

Il Canon nella sua forma migliore

Muovendosi all’interno di questa linearità narrativa, Zahn riesce comunque a inserire elementi innovativi, creando situazioni complesse che ribaltano, in un certo senso, la tradizione di Star Wars. La presenza della flotta dell’Ascendenza Chiss e due dei suoi ufficiali come protagonisti scardina, in qualche modo, il monopolio umano dei personaggi, non relegando più solamente Thraw al ruolo di alieno. Anzi, sfruttando l’espediente di avere un umano, l’ex ufficiale imperiale Eli Vanto, affidato come liasion presso l’Ascendenza abbiamo modo di vedere questa civiltà aliena da una prospettiva familiare, riuscendo a coglierne le sfumature più particolari. Un’intuizione felice di Zahn, che impiega questo dettaglio in Thrawn: Tradimento anche per creare un parallelo con l’esperienza di pariah vissuto da Thrawn in passato, quando fu Eli Vanto a essere il suo unico amico durante i suoi primi anni all’interno della società imperiale.

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Zahn dimostra di avere preservato i tratti essenziali della sua creazione anche nel passaggio al Canon, offrendoci nuovamente un Thrawn tatticamente perfetto, pur mostrando una certa ingenuità quando il terreno di scontro sono le sale del potere e non il familiare ponte di battaglia del suo Chimaera. Leggere Thrawn: Tradimento è un vero piacere, che viene solo in parte scalfito da una cura editoriale non proprio impeccabile, avendo incontrato diversi refusi e un uso della punteggiatura non sempre impeccabile segno di una revisione poco precisa. La traduzione, nuovamente affidata a Francesca Novajra come i precedenti volumi editi da Mondadori, è ben curata, al pari del progetto grafico, che mantiene una continuità con le edizioni dei precedenti capitoli. Panini Comics ha scelto di non interrompere questa tradizione editoriale, un segno non scontato di rispetto verso i lettori, che non risentono minimamente del cambio di casa editrice.

Terminata la lettura di Thrawn: Tradimento, l’attesa si concentra su Thrawn: L’Ascendenza – Insorge il Caos, libro di prossima pubblicazione che proseguirà le avventure del Grand’Ammiraglio Thrawn.

Thrawn: Tradimento


Thrawn: Tradimento è un capitolo essenziale della vita del personaggio creato da Timothy Zahn. La sua vita da pariah all'interno delle gerarchie imperiali assume un tono ancora più appassionante, rivelandosi un ottimo modo per conoscere aspetti poco noti di Star Wars, ma mantenendo il rispetto della continuity del Canon.

Pro

  • Continuity perfettamente rispettata
  • Zahn coglie le giuste sfumature per valorizzare i suoi personaggi
  • Storia appassionante e in linea con la saga

Contro

  • Qualche leggerezza in fase di revisione del testo