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The Mandalorian: Chi è il Grand’Ammiraglio Thrawn?

Se il nuovo corso cinematografico di Star Wars ha deluso gran parte dei fan della saga, sembra quasi unanime l’apprezzamento per The Mandalorian, la serie live action ambientata nell’universo creato da George Lucas, disponibile su Disney+. Le avventure del cacciatore di taglie Din Djarin e del suo piccolo amico sono diventate un convincete capitolo di questa space opera, grazie a un accorto inserimento di riferimenti e nomi cari ai fan della saga. Dopo avere riportato in scena Boba Fett e Bo-Katan Kryze, con La Jedi sono stati coinvolti altri due personaggi molto amati: Ahsoka Tano e il Grand’Ammiraglio Thrawn.

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Se Asoka Tano sembra esser divenuta una delle figure centrali nella complessa continuity Canon di Star Wars, affrontare il ruolo del Grand’Ammiraglio Thrawn è un discorso più complesso, considerato come questo personaggio affondi le proprie origini nientemeno che nel fu Universo Espanso di Star Wars, oggi noto come Legends.

La nascita di Thrawn

Prima che Disney decidesse di dare una struttura organizzata al complesso escosistema di produzioni multimediali legate al brand di Star Wars all’uscita de Il Risveglio della Forza, le avventure nella galassia di Star Wars non si erano fermate con Il Ritorno dello Jedi, ma erano proseguite in altri media, come videogiochi, fumetti e romanzi.

Non è un mistero che alla conclusione della prima trilogia Lucas non avesse più intenzione di proseguire la sua avventura con Star Wars, ma i fan oramai erano assetati di nuove storie che coinvolgessero i propri beniamini. Eppure, Howard Roffman, presidente di Lucas Licensing, incaricata di gestire le proprietà intellettuali di Star Wars, nel 1986 decise che era il momento di tirare il freno e lasciare che Star Wars lentamente svanisse. Dopo avere dominato per gran parte degli anni ’80, la mancanza di nuovi film sembrò esser un segno che era ora di fermarsi.

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Peccato che i fan non fossero proprio contenti di questa decisione, e la mancanza di nuovi film divenne un’assenza che doveva esser in qualche modo arginata. Si doveva trovare una modalità narrativa che ampliasse quanto noto, lo rispettasse e al contempo lo spingesse verso nuove direzioni e la decisione fu quasi unanime: libri. All’interno di un romanzo si potevano affrontare con maggior definizione e trasporto le tipiche atmosfere di Star Wars, e quando nel 1989 si decise di avviare una nuova vita per Star Wars ci si affidò proprio ai romanzi.

Ma c’era necessità dell’autorizzazione di Lucas. Inizialmente scettico, il patron di Star Wars infine diede il suo avvallo a una condizione: che non si raccontasse nulla ambientato prima di Una nuova speranza. Nella mente di Lucas era rimasta la tentazione di tornare a girare film di Star Wars e nel caso avrebbe voluto raccontare gli avvenimenti che portarono alla nascita dell’Impero. Siamo ancora parecchi anni prima de La Minaccia Fantasma, ma qualcosa sta già frullando nella testa di Lucas.

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Concordato l’orizzonte temporale in cui ambientare i romanzi, a Roffman non rimaneva che trovare un editore interessato. Ma apparentemente, tutti erano propensi a credere che Star Wars fosse un filone aurifero esaurito. Tutti tranne la Bantham Books, che non solo mostrò interesse, ma propose anche uno scrittore di fantascienza che si era dimostrato particolarmente versatile e con alle spalle una carriera di prestigio: Timothy Zahn.

A lui fu affidato il compito di continuare le avventure di Luke, Han e Leia e il primo compito fu quello di trovare un villain all’altezza degli eroi. Compito non facile, visto che a Zahn venne affidato non un romanzo, ma una trilogia, che esordì con il primo capitolo, L’erede dell’Impero, nel 1991, facendo conoscere agli appassionati di Star Wars un personaggio divenuto uno degli antagonisti più amati dei protagonisti della saga: il Grand’Ammiraglio Thrawn.

Un nuovo nemico per una nuova era della Galassia

Con la caduta dell’Impero, il nuovo ordine imposto dalla Nuova Repubblica dovette comunque contrastare sacche di resistenza imperiale, che si erano raccolte attorno a comandanti imperiali capaci di catalizzare la fedeltà di vaste armate. Su tutti loro, primeggiava il Grand’Ammiraglio Thrawn, che grazie alla sua incredibile preparazione militare e alla sua carriera impeccabile era riuscito a emergere nelle fila della marina imperiale nonostante un evidente difetto: essere un non umano.

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Ripensandoci, all’interno dei film di Star Wars nell’Alleanza Ribelle abbiamo visto rappresentanze di ogni specie, dai twilek ai sallustiani, senza dimenticare mon calamari e bothan. A bordo della navi imperiali, l’equipaggio è esclusivamente umano, nella Trilogia Classica, e le poche presenze aliene tollerate a bordo sono stati cacciatori di taglie viste in L’Impero colpisce ancora. Un atteggiamento fortemente razzista da parte delle forze imperiali, in cui i comandanti sono solamente umani e spesso non si dimostrano particolarmente all’altezza del loro ruolo.

Quando Zahn fu incaricato di raccontare le nuove avventure dei personaggi di Star Wars, si rese conto che era necessario farli confrontare con un avversario che fosse impegnativo e non si limitasse a rifare i medesimi errori dei suoi predecessori. Zahn spiegò molto chiaramente quale fosse stato il suo processo creativo nel dare vita a questo personaggio:

“Gran parte dei comandanti imperiali che abbiamo visto nei film governano con una combinazione di paura e manipolazione. Volevo realizzare qualcosa di completamente diverso: un leader che sapesse ispirare fedeltà. Il risultato fu Thrawn, un genio della tattica le cui truppe lo seguono volontariamente, e che sono disposte a combattere per lui sia che sia alle loro spalle o meno”

Il concept di Thrawn fu rivoluzionario e si rivelò una delle armi vincenti del nuovo corso letterario di Star Wars. Zahn, per realizzarlo, si ispirò a figure storiche di grandi comandanti militari, come Rommel, Lee, Annibale o Alessandro Magno, e approfondì la personalità e le competenze del personaggio con capacità deduttive mutuate dal più celebre degli investigatori, Sherlock Holmes.

La scelta di rendere Thrawn un leader militare venne presa per distanziarlo da un approccio politico e machiavellico dell’universo della saga, un modo per distinguerlo, ad esempio, dai contorti piani di Palpatine. Renderlo un semplice ammiraglio sarebbe stato poco incisivo per definirne il ruolo, mentre una nomina a Moff, grado molto elevato, forse eccessivo. Mentre Zahn stava creando questo personaggio era intento nella lettura del saggio The Rise and Fall of the Third Reich di William Shirer, in cui venivano spiegati anche i gradi assegnati agli ufficiali nazisti, compreso il titolo di Grand’Ammiraglio. Per Zahn fu un’epifania, aveva trovato la qualifica del suo villain.

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Come detto, Zahn voleva distinguere il suo villain dalla massa di ufficiali inetti della Marina Imperiale. Era necessario che questo ufficiale fosse totalmente diverso nel suo approccio agli scontri, che fosse capace di vedere da una prospettiva diversa i suoi avversari.

Contrariamente ad altri leader militari imperiali avvezzi a considerare gli avversari come inferiori e a peccare di superbia, Thrawn preferisce eliminare i pregiudizi sui suoi nemici, conoscendoli. Zahn, rifacendosi al processo deduttivo tipico di Sherlock Holmes, rende il suo personaggio anzitutto un analista, una mente curiosa e assetata di conoscenza, soprattutto in merito all’arte. Per valutare i propri avversari, Thrawn colleziona le loro realizzazioni artistiche, vede nelle tecniche realizzative predisposizioni caratteriali e riesce a formulare delle previsioni sulle azioni dei nemici incredibilmente accurate. Va riconosciuto che in alcuni passaggi, questa sua dote sembrava sin esagerata, ma è un difetto che venne imputato anche a Conan Doyle. La bravura di Thrawn nel tratteggiare il carattere e la personalità di questo personaggio furono tali che questa sbavatura non riuscì a scalfire il fascino di Thrawn, che per anni è stato considerato da esperti della saga come l’elemento vincente per mantenere vivo l’interesse per Star Wars nel periodo in cui la saga rischiava di scivolare nell’oblio.

Thrawn nel Canon

Quando Star Wars venne rivoluzionato con l’introduzione del Canon, tutta la produzione precedente venne attentamente messa sotto esame da Disney, che non si fece scrupolo di considerare gran parte delle opere del fu Universo Espanso una sorta di what if…?, laddove quanto raccontato potesse andare in contrasto con la nuova cronologia imposta all’uscita de Il Risveglio della Forza.

Thrawn rimase inizialmente all’interno di questo universo parallelo, ribattezzato Legends, sino a quando Dave Filoni non lo considerò un personaggio troppo carismatico per non fare parte del Canon, motivo per cui lo introdusse nel suo Star Wars: Rebels. Nella terza stagione della serie animata di Star Wars, Thrawn fa il suo esordio nel Canon, mostrandosi da subito un avversario temibile per i ribelli.

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La personalità conosciuta nelle opere Legends viene rispettata in toto, e gli spettatori possono nuovamente affezionarsi a uno dei migliori villain dell’intera saga. Divenendo parte integrante della cronologia di Star Wars, per Thrawn si aprono altre possibilità, e il suo passato diventa materia per una serie approfondimenti, che passano dai fumetti ai romanzi. Per scrivere questi ultimi non ci furono dubbi sull’autore: Timothy Zahn.

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Il creatore stesso del personaggio ebbe quindi il compito di raccontare le sue nuove origini ‘canoniche’, potendo fare incontrare Thrawn con personalità chiave del mondo di Star Wars e rendendolo ancora più appassionante. Leggendo la trilogia di romanzi di Zhan, infatti, assistiamo a una sorta di racconto parallelo tra due periodi centrali nella storia di Star Wars: la Guerra dei cloni e i primi tempi dell’Impero.

Zhan, nuovamente,  ci presenta non Thrawn, ma Mitth’raw’nuruodo,n ufficiale delle forze armate chiss, che durante una missione segreta ed entra in contatto con un giovane Jedi, Anakin Skywalker, con cui stabilisce una collaborazione per raggiungere l’obiettivo comune di fermare un piano dei Separatisti che potrebbe sovvertire l’andamento della Guerra che sta distruggendo la Repubblica Galattica. Per Thrawn, la missione è più misteriosa, legata alla conservazione di un segreto della sua razza che potrebbe renderla un bersaglio di specie spietate.

Ma al contempo conosciamo il Grand’Ammiraglio Thrawn, leader militare della Marina Imperiale, che si trova a dover eseguire delle missioni al fianco del braccio destro dell’Imperatore, Darth Vader, in quella che sembra una rivalità con in palio l’approvazione di Palpatine. il lettore avvezzo all’universo di Star Wars, il fatto che i due personaggi si incontrino a distanza di tanti anni diventa un elemento appassionante, in cui si è inizialmente portati a credere che Vader sappia bene chi sia l’ammiraglio, mentre quest’ultimo non sappia che sotto la maschera del Signore Oscuro dei Sith si nasconde una vecchia conoscenza.

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Zahn si muove mirabilmente su questo dubbio, dando vita ad un’alternanza tra le due linee narrative precisa e mai scontata. LA scrittura di Zahn è sempre intensa, capace di far risaltare il carattere logico e misurato di Thrawn, contrapponendolo in modo eccelso alla più rigida e oppressiva mentalità di Vader.  Lo sviluppo della trama segue questo contrasto caratteriale in modo accorto, sia nel presente che nel passato, creando un eco tra le due diverse missioni che rapisce il lettore.

Soprattutto, la trilogia di Zah inaugurata da Alleanze ha il merito di inserire questo incredibile personaggio all’interno della cronologia di Star Wars, consentendoci di assistere alla sua vita da estraneo all’interno della società galattica, raccontando la sua ascesa nei ranghi militari e gli eventi che ne hanno plasmato la personalità ammirata in Rebels.

Al termine di Rebels, apparentemente Thrawn era stato dato per disperso con Ezar Brigder, facendo sparire il Grand’Ammiraglio dalla scena. A confermare che il chiss non fosse morte fu lo stesso Filoni, che confermò che Thrawn ed Ezra era sopravvissuti. Il fatto che in La Jedi venga mostrata Ahsoka alla ricerca di Thrawn può farci sperare che il Grand’Ammiraglio sia pronto per tornare in scena, consentendoci di rivedere all’opera uno dei migliori comandanti che l’Impero abbia mai avuto.

Potete scoprire la storia di Thrawn vedendo Star Wars: Rebels su Disney+