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Un robot per vincere le tentazioni, recensione


Un robot per vincere le tentazioni
Genere
Saggistica
Autore
Paolo Gallina
Editore
Edizioni Dedalo

Disponibile dal 21 gennaio, Un robot per vincere le tentazioni potrebbe apparire ai più come un libro che punta dritto alla fantascienza o che si lancia in speculazioni su come i nostri istinti primordiali siano destinati a cambiare nel prossimo futuro. Il saggio di divulgazione scientifica di Paolo Gallina, professore di robotica presso l’Università di Trieste, parla in realtà del nostro presente e di come ci stiamo già abituando a rivedere certe priorità, limitando comportamenti nocivi tramite l’ausilio delle MAE. Di cosa si tratta? Semplicemente, MAE è l’acronimo di macchina anti edonistica, ossia un congegno o artefatto capace di sostituirsi alla nostra volontà. Sebbene possa sembrare un concetto avveniristico dai risvolti etici tutti da decifrare, la verità è che alcuni di essi sono già tra noi. E puntano tutti a limitare i nostri eccessi per migliorare infine qualità e stile di vita.

Un robot per vincere le nostre tentazioni – il futuro è oggi

Le macchine anti edonistiche, che da questo momento chiameremo semplicemente MAE, servono a impedirsi di provare un piacere immediato con il fine ultimo di raggiungere un obiettivo più a lungo termine. Edonismo non ha dunque l’accezione strettamente filosofica, ma rimanda a piaceri immediati e istintivi, legati anche ad atti compulsivi da cui la nostra volontà è soggiogata. Ci si potrebbe chiedere a questo punto come sia possibile che un uomo scelga scientemente di porsi delle limitazioni proprio quando la direzione che il mondo sta prendendo è esattamente opposta.

È una domanda che ha in effetti molteplici risposte che vanno tutte in diverse direzioni. Tuttavia le necessità e gli obblighi della vita moderna ci hanno costretto ad adattare i nostri comportamenti, a evolverci e a evitare che atteggiamenti indolenti risultino controproducenti nelle relazioni sociali e lavorative. Ma in quanti riescono davvero a non vivere male queste condizioni? Cosa si può fare per limare le nostre asperità? Un robot per vincere le tentazioni approfondisce questi temi di rilievo partendo dalla teoria dello squilibrio, addentrandosi nell’ambito della psicologia evoluzionistica che indaga le ragioni a cui si deve l’insorgenza di particolari comportamenti, di fatto svantaggiosi o addirittura lesivi.

L’introduzione di artefatti utili a porre un freno agli istinti è stata per l’uomo una scelta salvifica, e uno scenario futuro più pervasivo non è affatto da escludere, se utile a compensare la manca di quell’autocontrollo che ogni persona virtuosa ed equilibrata dovrebbe avere. In un’ottica più ampia, l’autore chiama MAE anche alcuni oggetti di uso quotidiano, come la sveglia: impedisce il piacere del sonno per non farci ritardare al lavoro o per non rallentare la nostra tabella di marcia (privazione finalizzata al raggiungimento di un risultato). E le pillole dimagranti, gli elettrostimolatori, i palloncini intragastrici o persino la bilancia? Coi dovuti distinguo e gradi di efficacia, sono delle MAE: alcune agiscono direttamente sul fisico, altre sulla capacità di creare un condizionamento psicologico. Tutte, affinché possano chiamarsi MAE, devono dipendere dalla volontà del singolo individuo ed escludere ogni forma di delega a terze parti.

Il motivo è legato anche al fatto che una MAE, per funzionare correttamente e per raggiungere il proprio scopo, non deve essere in alcun modo eludibile. Va però detto che senza consapevolezza non ci può essere un pensiero critico maturo. E senza quest’ultimo si rischia di subire la tecnologia, invece di impiegarla per migliorare la propria condizione. Nello spiegare tutto questo, Un robot per vincere le tentazioni si perde però in sin troppi esempi che non fanno altro che ripetere continuamente lo stesso concetto di base, aggiungendo poco a poco elementi tutto sommato trascurabili. Avviene in gran parte dei capitoli, che mescolano racconti di esperienze personali dell’autore a lungaggini che non ci hanno convinto.

Come le macchine anti edonistiche boicottano i nostri istinti

In condizioni di equilibrio psico-emotivo ottimale, e conoscendo perfettamente gli effetti delle azioni, l’uomo rischia ugualmente di percorrere la via sbagliata che lo porterà inevitabilmente al pentimento. Si comporta spesso come un animale dominato dagli istinti anziché come un’entità pensante progettata per valutare le scelte in funzione di un’ottimizzazione utilitaristico di lungo periodo. E ciò succede principalmente per una conclamata mancanza di volontà. Perché facciamo molti buoni propositi e li rispettiamo di rado? Perché le diete iniziano sempre “domani”? L’autore spiega che:

“L‘autocontrollo può essere allenato, esattamente come un qualsiasi muscolo del corpo umano. Questo aspetto è molto rilevante per quanto riguarda le MAE, perché esse, entrando a far parte del processo decisionale di un individuo, ne modificano proprio il livello di autocontrollo“.

Le MAE destinate al successo saranno quelle in grado di replicare la ciclicità della natura: in sostanza, quelle capaci a dosare sapientemente un’alternanza di ricompense e punizioni. Secondo quanto spiegato in Un robot per vincere le tentazioni, questo è il metodo di base più efficace per condizionare la volontà a fin di bene, migliorando le singole individualità e i nuclei sociali. L’autore si chiede però se sia etico impiegare una MAE nella vita di tutti i giorni. Più in generale, delegare eccessivamente alle macchine potrebbe comportare assuefazione, non permettere la formazione adeguata dell’autocontrollo interno, introdurre livelli di stress e paura non proporzionali all’obiettivo da raggiungere.

Di grande interesse è il capitolo conclusivo del libro, che apre una finestra fantascientifica su un futuro in cui robot e umani convivono in un sistema di co-evoluzione. In una previsione estrema di un domani distopico, è chiaro che l’obiettivo è quello di far porre al lettore delle domande sui risvolti etici e sull’essenza ontologica stessa dell’umanità. Se da una parte si intuisce la validità di eliminare ossessioni, comportamenti errati ed effetti nocivi sulla salute, dall’altra è lecito domandarsi fino anche punto di invasività si spingeranno le integrazioni tra MAE e uomo.

Un robot per vincere le tentazioni riesce con successo a inquadrare le macchine anti edonistiche da diverse prospettive, analizzandone tutti i pro e i contro. È anche in grado di suggerire accattivanti soluzioni per limitare problemi legati a vizi, dipendenze, disturbi alimentari e comportamentali. Lo fa però con un approccio eccessivamente didattico, schematico, rendendo diversi passaggi scontati e noiosi. Ciononostante, Il libro ha la grande virtù di essere molto chiaro, franco e diretto, dimostrandosi in ultima analisi capace di semplificare i concetti più complessi per renderli fruibili a tutti.

Un robot per vincere le tentazioni


Un robot per vincere le tentazioni è un saggio capace di approfondire con dovizia di particolari ciò che dispositivi, app e macchine possono fare per correggere comportamenti e tendenze nocive o controproducenti, sostituendosi alla nostra volontà o alterandola.

Pro

  • Tema di grande interesse, sviscerato al meglio
  • Tocca temi filosofici e di carattere morale

Contro

  • Stessi concetti di base ripetuti sin troppe volte