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La Visione – Visioni del Futuro: recensione


La Visione: Visioni del Futuro
Genere
Supereroi
Autore
Tom King, Gabriel Walta
Editore
Panini Comics
Collana
Marvel Deluxe

Il mondo cinematografico Marvel, dopo un anno di assenza dalla sale per cause di forza maggiore, ha finalmente la possibilità di tornare in azione, lanciandosi pienamente nella sua Fase 4. Se al cinema vedremo in azione Natasha Romanoff in Black Widow e assisteremo anche alla comparsa di nuovi personaggi, nel mondo della serialità la Fase 4 è già iniziata grazie a WandaVision, serie disponibile su Disney+ con protagonisti Wanda e Visione. Vero e proprio fenomeno del momento, questa particolare produzione, come le altre opere del MCU, si divincola da un’aderenza stringente agli originali cartacei, ma ha comunque appassionato gli spettatori grazie a un divertente gioco di citazioni e omaggi, riferiti ai comics dei due Avengers, come La Visione: Visioni del futuro.

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Per dare agli spettatori della serie di Disney+ la possibilità di conoscere meglio la vita fumettistica dei due Vendicatori, Panini Comics ha pubblicato dei volumi dedicati ad alcuni dei momenti più importanti della loro storia. Visioni del futuro, dopo avere strabiliato il mondo dei comics alla sua uscita nel 2017, ha quindi beneficiato di questa congiuntura editoriale, venendo riproposta in un bel volume da collezione che nobilita ulteriormente una delle produzioni più interessanti degli ultimi anni.

Visioni del futuro, il lato umano di Visione

Gestire un personaggio come Visione non è semplice. Al momento della sua genesi, il sintezoide avrebbe dovuto esser l’arma di Ultron per distruggere gli Avengers, ma la sua programmazione si è liberata da questo vincolo, portandolo non solo a unirsi agli Eroi più Potenti della Terra, ma addirittura a trovare all’interno di questa formazione il suo grande amore, Wanda. Con tutto quello che ne è conseguito, tra gravidanze infernali, perdite di memoria e grandi tragedie, come nella migliore tradizione marveliana. A rendere il tutto appassionante, è vedere come Visione, essere sintetico e creato per essere il perfetto strumento di morte, assurge invece a un’umanità peculiare, nata dalla sua voglia di esser come noi, una sorta di Pinocchio moderno, animato da questa forza indagatrice dell’animo umano che lo porta all’ossessione.  D’altronde, parliamo di uno dei pochi personaggi, assieme a Jocasta e Aaron Stack, che sono stati utilizzati spesso dagli sceneggiatori Marvel come tramite per storie che esaltassero l’emotività umana tramite la contrapposizione con questa loro natura robotica.

Tom King, nello scrivere Visioni del futuro, ha colto pienamente quelli che sono i tratti essenziali del personaggio di Visione, portandoli sempre più sul piano della traversia emotiva tipicamente umano. Non solo ha reso la pulsione del sintezoide a voler esser sempre più umano il centro della sua narrazione, ma la ha impreziosita donando a Visione alcuni dei tratti più logoranti dell’essere umano, come le ansie e le paure.

Visione, nella sua ricerca di una vita ‘umanamente’ normale, decide di crearsi una famiglia sintezoide, dando vita alla moglie Virginia e ai due figli gemelli, Viv e Vin. Assieme a loro, deciderà di andare a vivere alla periferia di Washington, in modo da poter svolgere al meglio il suo ruolo di ufficiale di collegamento tra Avengers e l’amministrazione capitolina. In questo nuovo contesto sociale, la famiglia Visione ha modo di confrontarsi con le diverse interazioni tipicamente umane, dai rapporti con il vicinato alla vita scolastica, mettendo alla prova la propria percezione di umanità. Naturalmente, trattandosi di una famiglia decisamente atipica, le reazioni e le vicende che li vedranno coinvolti estremizzano quello che è la normalità cui siamo abituati, ma si evince dalle pagine di Visioni del futuro il vissuto emotivo di questi esseri così particolari, si respira la loro difficoltà nel sentirsi prigionieri di un ruolo in cui faticano a rispecchiarsi.

Visioni del futuro appassiona proprio perché siamo testimoni di questa lotta interiore della famiglia Visione, in bilico tra l’ossessione dell’Avenger di ultimare la sua transizione verso l’umanità e i suoi familiari che sono, ironicamente, incredibilmente umani nel vivere con sincera e reale sofferenza questa contrapposizione tra l’essere legati a un supereroe e la ricerca di un’apparente normalità. D’altronde, come presentava lo stesso King il suo lavoro:

“I nostri lettori si rivedranno in questa famiglia. Attraverso la continua, assurda lotta delle Visioni per esser normali, si riconosceranno nel tentativo di individui unici che cercano di inserirsi in una società omogenea”

Non a caso, King inserisce questo particolare nucleo famigliare all’interno di un contesto sociale quotidiano, ossia i piccoli quartieri periferici americani, in cui vive la middle class, che abbiamo imparato a conoscere in sit-com e serie tv, proprio come WandaVision. La scelta di ambientare questa ricerca di umanità in una dimensione così normale, quasi fosse un quadro di Norman Rockewll, è funzionale, accresce il contrasto emotivo dei personaggi, specialmente di Virginia e dei gemelli. Perché ogni famiglia affronta i propri demoni, e una composta da sintezoidi e parte della comunità umana non può che vivere questi dilemmi esistenziali all’ennesima potenza.

Nonostante la forza motrice della storia, almeno inizialmente, sia la volontà di Visione, in Visioni del futuro il punto di forza della caratterizzazione emotiva della vicenda è l’esperienza di madre e figli. Nelle prime battute, Visione e Virginia sembrano essere in sintonia sulla loro analisi del comportamento umano come metodo di raggiungimento dell’umanità, ma in breve la sintezoide sembra patire tutte quelle piccole incrinature emotive di una casalinga americana, raggiungendo, ironicamente, un’umanità che ancora sfugge al marito.

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Le sue problematiche di dizione, segno di una tensione interiore, si accompagnano a piccoli atteggiamente estremamente umani, dalla gelosia per la storica ex di Visione, Wanda, ai suoi slanci amorosi, arrivando anche a mettere in crisi la granitica aura di rigidità di Visione. Un aplomb che viene meno solo nel momento più drammatico della storia, in cui l’androide sperimenta il lato più oscuro dell’essere umano, un climax emotivo in cui il suo esser disposto a distruggere il suo mondo, le sue amicizie pur di cedere a una greve ma assolutamente umana emozione umana lo avvicina al lettore.

Una normale famiglia sintezoide alle prese con l’umanità

King è abile nel costruire il complesso impianto emotivo di Visioni del futuro. Visione è presentato come l’elemento scatenante degli eventi, ma rimane sostanzialmente sullo sfondo, come un osservatore che analizza e seziona l’evoluzione emotiva della propria famiglia. Le sferzate emotive della storia arrivano proprio da Virginia e dai gemelli, che vergini al contatto umano sperimentano per la prima volta il complesso mondo delle dinamiche sociali, cedendo alle difficoltà e reagendo adattandosi, cercando una propria definizione all’interno della vita della loro città.

Nel dare vita a questa storia, King ha potuto contare sulla perizia ai disegni di Gabriel Walta, capace di cogliere sfumature e tensioni umane con cui arricchire la rigida fisionomia della famiglia Visione. Laddove il sintezoide viene ritratto con una rigidità emotiva addolcita a volte da palesi forzature, i volti di Virginia, Vin e Vin sono invece disegnati con una grande sensibilità, che ne esalta un’umanità palpabile e a tratti spiazzante. Specialmente la signora Visione viene valorizzata nella sua difficoltà interiore, mentre cerca di soddisfare le volontà del marito e proteggere la sua famiglia. Walta sembra dare alla sintezoide una cura particolare, enfatizzando la sua figura centrale all’interno di questo insolito nucleo familiare.

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Visioni del futuro è una lettura appassionante, rivolta non solo ai Marvel Fan, ma anche a coloro che sono in cerca di un buon fumetto di fantascienza. Grazie all’intreccio di King, infatti, vengono presentati i momenti fondamentali del passato di Visione, caratterizzando al meglio il contrasto tra organico e sintetico, tra emotività e programmazione. Un dualismo che in questo volume diventa anche uno slancio evolutivo per il sintezoide, con ripercussioni anche nell’Universo Marvel.

L’edizione di Panini di Visioni del futuro è rispettosa dell’opera di King, un volume ben confezionato e dalle generose dimensioni che consentono che valorizzare al meglio il lavoro di Walta, che merita un posto nelle nostre librerie, oltra a essere una nuova chiave di lettura per WandaVision.

La Visione: Visioni del Futuro


Visioni del Futuro si addentra nella vita di Visione, l'Avenger sintezoide, mostrando la sua nuova, robotica famiglia alle prese con l'esperienza della vita umana. King realizza un'opera entusiasmante e rispettosa dell'animo del personaggio.

Pro

  • King rende onore al sintezoide Marvel
  • La dinamica familiare dei Visione è perfetta
  • Walta dona la giusta vitalità alla storia di King

Contro

  • Non pervenuti