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We Can Be Heroes, l’anteprima del film di Natale di Netflix

We Can Be Heroes è il nuovo film di Robert Rodriguez disponibile su Netflix a partire dal 25 Dicembre. La pellicola vede il regista messicano, oltre che alla direzione, anche come sceneggiatore e produttore del film per bambini che chiude questo 2020 tragico per il mondo del cinema. Tra i protagonisti della pellicola, un nome spicca tra tutti, quello di Pedro Pascal, che abbiamo recentemente visto protagonista nella seconda stagione di The Mandalorian disponibile su Disney PlusGli altri protagonisti sono tutti giovanissimi tra cui la protagonista Missy Moreno interpretata da YaYa Gosselin, che nel film veste i panni della figlia di Pedro Pascal aka Marcus Moreno. Cosa ci attende dunque in questo film? Abbiamo avuto il piacere di vederlo in anteprima ed ecco le nostre impressioni.

We Can Be Heroes (just for one day)

We Can Be Heroes racconta una storia di amicizia e solidarietà e riprende i temi cari a Rodriguez da quando ha deciso di dedicarsi a film rivolti a un target diverso dal suo solito, i bambini. La pellicola è il naturale sequel de Le Avventure di Sharkboy e Lavagirl, film del 2005 che racconta dei sogni di un bambino che prendono vita, attraverso un bellissimo parallelismo tra sogno e realtà.

In We Can Be Heroes, invece, la realtà prende il sopravvento sull’immaginazione e un gruppo di ragazzi, figli di supereroi, devono salvare i loro genitori da una minaccia aliena che li ha rapiti e incarcerati. I genitori di questi bambini fanno parte del team degli Heroics, un gruppo di supereroi che protegge il pianeta Terra da tutte le minacce incombenti.

We can be heroes

Da quello che apprendiamo già dalle prime immagini del film, Missy Moreno, orfana di madre, è la figlia di Marcus Moreno, l’ex leader degli Heroics chiamato nuovamente in servizio vista la grave minaccia aliena che vuole distruggere il pianeta. Missy viene inserita, nella base degli Heroics, nella classe di apprendimento degli altri figli del team supereroistico, dove conosce tanti bambini dotati di superpoteri.

Missy e gli altri bambini dovranno cercare di salvare sia la Terra sia i loro genitori, in un fitto susseguirsi di eventi catastrofici, sia per loro sia per tutta l’umanità. I ragazzi saranno chiamati ad affrontare una difficilissima sfida, a suon di superpoteri, che li porterà a prendere sempre più consapevolezza delle loro reali capacità e, soprattutto, del lavoro di squadra, imprescindibile per raggiungere obiettivi sempre più importanti. Seguendo l’esempio dei loro genitori, i bambini faranno squadra e uniranno i loro poteri e la loro intelligenza per raggiungere un fine molto più gente di loro e poter, finalmente, riabbracciare i loro genitori.

We can be heroes

I protagonisti del film, poi, riescono a regalare al pubblico una gradevole interpretazione e vestono i panni dei piccoli supereroi in maniera abbastanza corretta. Certamente la recitazione è un po’ enfatizzata ma, considerando il target di riferimento della pellicola, essa è assolutamente funzionale al messaggio che il film vuole mandare.

Il film e i suoi insegnamenti

We Can Be Heroes è un film che si rivolge a un target di spettatori molto giovane e riesce a dare un ottimo insegnamento sulla collaborazione tra forze e capacità diverse, non perdendo di vista l’inclusione. Infatti, quelli che sembrano i due ragazzi con meno poteri si rivelano essere proprio quelli che, più di tutti, riescono a dare un apporto maggiore al gruppo di baby supereroi.

Per questo motivo, il film è una ottima opera di intrattenimento ma anche di insegnamento, perché aiuta i ragazzi a comprendere cosa significhi collaborare e aiutarsi a vicenda. Il film, poi, non manca di scene divertenti e segue i ragazzi in tutto il loro percorso, dalla conoscenza reciproca fino all’azione vera e propria. Tra apprendimento, fallimenti e consapevolezza, il film di Rodriguez è davvero ben confezionato e mostra un bellissimo spaccato di vita quotidiana che accomuna molti giovani.

We can be heroes

A scuola così come nello sport e nella vita attiva, ogni giovane è chiamato a fare la sua parte per la collettività e per se stesso, We Can Be Heroes mostra tutto ciò in un ambiente e in una storia fantasmagorica che, però, risulta avere dei riscontri, reali e tangibili, che possono accompagnare i piccoli spettatori nel cammino quotidiano delle loro vite.

Anche il villain di turno (di cui non riveliamo l’identità per non fare spoiler) è ben costruito ed è proprio “chi non ti aspetti”, la persona che più di tutti dovrebbe proteggere i giovani supereroi e educarli a gestire i loro poteri.

Conclusioni

We Can Be Heroes è un ottimo prodotto, anche se ha alcuni limiti. Sicuramente insegna ai più giovani come condividere esperienze ed essere aperti verso l’inclusione delle diversità in generale, ma riduce in maniera semplicistica una storia che avrebbe potuto regalare molto di più, così come il sequel da cui è tratto il film, Le Avventure di Sharkboy e Lavagirl. 

We can be heroes

Ma, come ben sappiamo, Robert Rodriguez è come un cappellaio matto, nel vero senso della parola, e saprebbe tirare fuori dal suo cilindro qualsiasi tipo di coniglio. Anche in questo caso, infatti, regala al pubblico un prodotto di facile fruizione e che riesce a intrattenere e far riflettere i più giovani, coinvolti in prima persona nella narrazione. Il film è sicuramente consigliato per trascorrere una serata in famiglia in compagnia dei più piccoli, perché gli insegnamenti e la narrazione, così come il comparto artistico, ben si adatta al clima spensierato delle feste.

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