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1 milione di terabyte! Il CERN aggiorna i dischi rigidi e fa record

Il CERN ha aggiornato i propri archivi digitali, raggiungendo l'incredibile cifra di 1024 Petabyte di spazio di archiviazione.

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Avatar di Luca Zaninello

a cura di Luca Zaninello

Managing Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 04/10/2023 alle 11:38
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Il CERN (Organizzazione europea per la ricerca nucleare) ha annunciato di aver raggiunto l'assurda capacità di archiviazione di un Exabyte nel suo data center. Questo notevole traguardo rappresenta un aumento del 39% rispetto all'anno precedente e testimonia l'incessante crescita della raccolta dati nel campo della fisica delle particelle ma anche in altre aree di ricerca.

L'organizzazione è conosciuta anche per aver ideato il Large Hadron Collider (LHC), il più grande acceleratore di particelle del mondo. Questa struttura complessa genera una quantità incredibile di dati provenienti da esperimenti e ricerche di fisica delle particelle. Tuttavia, la capacità di archiviazione dell'organizzazione non riguarda solo la fisica delle particelle ma anche altre forme di dati, tra cui servizi online e una vasta gamma di esperimenti scientifici.

La notizia più sorprendente è che il CERN ha ora superato la soglia dell'exabyte, con un totale di un milione di terabyte di spazio su disco. Per mettere in prospettiva questa cifra, considerate che un terabyte equivale a 1.000 gigabyte. Questo immenso archivio è stato raggiunto grazie all'impiego sia di unità disco rigido (HDD) che di unità a stato solido (SSD). Mentre la maggior parte dello spazio di archiviazione è fornita dagli HDD, gli SSD stanno guadagnando terreno, grazie alla loro affidabilità e prestazioni superiori.

Secondo la società di archiviazione cloud Backblaze, gli SSD stanno dimostrando una performance costante e una maggiore affidabilità rispetto agli HDD. Tuttavia, è importante notare che gli SSD hanno un costo più elevato rispetto agli HDD, il che rende un setup completo di SSD né economico né pratico. Il CERN ha affrontato questa sfida adottando un approccio resiliente e utilizzando diverse metodologie di replicazione dei dati per gestire i comuni guasti delle componenti.

Un altro aspetto chiave dell'enorme archivio dati del CERN è il software open-source EOS, creato appositamente per soddisfare i requisiti estremi di calcolo dell'LHC. Andreas Peters, il leader del progetto EOS, ha sottolineato come questa crescita esponenziale della capacità di archiviazione sia in preparazione per il prossimo esperimento LHC sugli "heavy-ion".

Il raggiungimento dell'impressionante cifra di un exabyte di capacità di archiviazione segna un traguardo significativo per il CERN. Questo straordinario incremento del 3100% rispetto a dieci anni fa dimostra l'incessante sete di conoscenza e l'impegno nel perseguire le frontiere della scienza. 

Fonte dell'articolo: www.techradar.com

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