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Google DART, un linguaggio per il Web del futuro

Google ha creato DART, un nuovo linguaggio di programmazione per il Web che sarà presentato ufficialmente il mese prossimo. La novità ha riacceso il dibattito tra chi ritiene sufficienti i linguaggi esistenti, e chi invece crede che ci sia bisogno di rinnovamento.

Google ha creato DART, un “linguaggio per la programmazione del web strutturato“. La presentazione ufficiale sarà il prossimo 10 ottobre, in occasione della conferenza Goto (www.gotocon.com).

A presentarlo saranno i due ingegneri che lo hanno creato, Gilad Bracha e Lars Bak – il primo è tra i creatori di Java, e il secondo il padre di V8, cioè la tecnologia che dà al browser Chrome la velocità che lo caratterizza.

Tutti guardano Google, Google guarda tutti

DART non è il primo linguaggio pubblicato da Google, tuttavia. Nel novembre del 2009 fu infatti svelato Go, un linguaggio che da allora ha continua a evolversi, come si può verificare nel relativo sito web. E in effetti non è sorprendente: DART, Go, Java e Python rappresentano strumenti complementari nelle mani dei programmatori.

D’altra parte i linguaggi di programmazione di certo non mancano. La definizione “linguaggio per la programmazione del web strutturato” rimanda a qualcosa che si possa eseguire nel browser; un altro elemento che non sorprenderebbe, visto che stiamo parlando di Google. Forse si può ipotizzare che l’azienda stia sviluppando internamente strumenti per risolvere problemi specifici del proprio ecosistema, e che la loro pubblicazione sia un “valore aggiunto” non determinante.

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Comunque sia la notizia di DART ha già accesso discussioni stimolanti nei tanti forum di programmazione che si trovano in giro per il mondo. Essenzialmente la risposta può seguire una di due linee principali: o si approva l’innovazione nel linguaggio di programmazione, perché se ne sente il bisogno; oppure si disapprova, perché “siamo troppo occupati nel capire come parlare alle macchine, invece che nel risolvere problemi”, come scrive un utente di Hacker News.

Due posizioni che avranno altro di cui discutere se Google creerà ancora un altro linguaggio, questa volta con il nome di Spot. O almeno è quello che credono alcuni, basandosi sul fatto che Google il mese scorso ha registrato il marchio e alcuni domini relativi, come spotlang.com o spotlanguage.net.