Storage

Hard disk in caduta libera, le consegne fanno segnare un -13%

Nel corso della sua storia l’uomo ha cambiato ed evoluto spesso il modo di memorizzare le informazioni. In principio furono le pitture rupestri, poi si arrivò ad incidere sulla pietra, giungendo poi alla scoperta di vari supporti cartacei o simili che potevano essere colorati con l’inchiostro. Per l’archiviazione digitale le cose non sono poi andate così diversamente, nuovi supporti sempre più evoluti rispetto ai precedenti hanno prima affiancato e poi spodestato il precursore di turno.

Per questo l’ultimo report di Trendfocus, in cui viene illustrato un vistoso calo del 13% sulle spedizioni di HDD nel primo trimestre 2019, non sorprende, anche se questo declino non può essere attribuito solo alla perdita di interesse verso i dischi rigidi.

Storage Newsletter è riuscita a mettere le mani su un report di Trendfocus del 9 aprile, in cui sono illustrate le dinamiche del calo delle spedizioni globali degli HDD per desktop e portatili, sia trimestre dopo trimestre che anno dopo anno.

Gli hard disk per il settore enteprise, al contrario, hanno fatto segnare un rimbalzo. I dati riportati indicano un calo di quasi 4 milioni di unità per quanto riguarda le spedizioni di HDD per desktop rispetto al trimestre scorso, per una quota totale di 24,5 milioni di unità.

Le spedizioni di HDD per portatili invece hanno perso oltre 6 milioni di unità, fermandosi a 37 milioni. Gli HDD per il settore enterprise hanno visto invece crescere le spedizioni di circa 1 milione di unità, per un totale di circa 11,5 milioni di unità.

Questi dati, nel complesso, possono essere stati probabilmente influenzati da molti fattori. In primo luogo, la tendenza di acquisto stagionale può aiutare a spiegare il calo nel mercato dei portatili, così come la carenza di processori Intel può aver influenzato il mercato desktop e anche quello mobile.

I produttori nell’ultimo periodo hanno realizzato meno sistemi e di conseguenza ordinato un minor numero di hard disk. Questa situazione potrebbe sbloccarsi non appena le CPU Intel torneranno a una disponibilità tale da posizionarsi su livelli di prezzo consoni.

Produttore Hard disk (in milioni) Crescita Q/Q (trimestre su trimestre) Crescita Y/Y (su base annua) Quota di mercato
Seagate 31.40 – 31.80 -14.5% / -13.4%  -14.4% / -13.4%  41.0% – 40.9%
Toshiba  18.30 – 18.70 -13.3% / -11.4% -11.3% / -9.3%  23.9% – 24.0%
WDC 26.90 – 27.30 -10.8% / -9.5%  -26.1% / -25.0%  35.1% – 35.1%
Totale 76.60 – 77.80  -12.9% / -11.6%  -18.3% / -17.0%  100% – 100%

Un altro elemento da tenere in considerazione, che tra l’altro è anche quello più facile a cui pensare, è che sempre più consumatori e aziende preferiscono puntare sugli SSD, i cui prezzi sono sempre più vantaggiosi, permettendo così di acquistare capacità più elevate.

A questo punto va aggiunto il maggiore ricorso da parte dei consumatori ai servizi cloud per stoccare i dati. Insomma, la contrazione nelle spedizioni degli hard disk è il risultato di un mix di fattori stagionali, industriali e discrezionali.

Gli HDD sono ancora le soluzioni di archiviazione col migliore rapporto tra capacità e prezzo, ma il destino sembra segnato. Ciononostante, come scrivevamo qualche tempo fa, “vi sono interessanti novità per il settore, come ad esempio nuove tecnologie di registrazione che permetteranno di aumentare ancora di più il numero di dati che si potranno salvare sui piatti magnetici. Stiamo parlando di tecnologia HAMR (heat-assisted magnetic recording) e MAMR (Microwave Assisted Magnetic Recording).

Seagate vuole portare sul mercato hard disk da ben 100 terabyte entro il 2025 e sta anche lavorando sulla tecnologia Multi-Actuator, meglio nota come MACH.2, che sarà usata insieme ad HAMR: l’obiettivo è garantire il doppio delle prestazioni di un hard disk tradizionale. Insomma, gli hard disk vivono e lottano insieme a noi. Prima di suonarne il de profundis dovranno passare ancora molti anni, ma ormai è chiaro che diventeranno sempre più un prodotto di nicchia”.