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Hard disk WD da 18 e 20 terabyte pronti per i test sul campo

Western Digital pronta a toccare i 20 terabyte con il nuovo hard disk enterprise Ultrastar DC HC650. A breve sarà nelle mani dei primi clienti che potranno testarlo a fondo.

Entro la fine del 2019 alcuni clienti selezionati di Western Digital, tra cui Dropbox e Broadcom, potranno mettere le mani sui nuovi hard disk enterprise da 18 e 20 terabyte, chiamati rispettivamente Ultrastar DC HC550 e DC HC650. Queste unità fanno parte della linea Capacity Enterprise da 3,5 pollici. La produzione in volumi più ampi dovrebbe prendere il via nel corso della prima metà del 2020.

Il modello da 18 terabyte sarà basato su tecnologia di registrazione CMR, che sta per Conventional Magnetic Recording (altro nome della Perpendicular Magnetic Recording, PMR), mentre la proposta da 20 terabyte adotterà la tecnologia SMR, ovvero Shingled Magnetic Recording. Secondo WD, il 50% degli exabyte che commercializzerà da qui al 2023 sarà basata sulla tecnologia SMR.

Entrambi i modelli avranno un progetto basato su nove piatti di registrazione e saranno “helium-sealed”, cioè al loro interno avranno dell’elio al posto dell’aria e saranno sigillati. L’elio ha una densità che è pari a un settimo di quella dell’aria.

Inserirlo all’interno dei dischi, che sono sigillati ermeticamente, permette di ridurre l’attrito tra i componenti meccanici e favorire una maggiore densità di piatti e di registrazione sugli stessi. Insomma, è cruciale al fine di offrire unità ad alta capacità.

La piattaforma a nove piatti di questi nuovi hard disk contiene anche “tecnologia energy-assisted recording”, che nel caso di Western Digital vuol dire Microwave Assisted Magnetic Recording, in breve MAMR. Si tratta di una tecnologia di registrazione che nasce per ovviare ai costi elevati di un’altra soluzione in via di sviluppo, nota come Heat Assisted Magnetic Recording (HAMR).

Evidentemente WD – ma così faranno anche Toshiba e Seagate – prima di passare totalmente a MAMR, HAMR o altre soluzioni ha deciso di sfruttare un mix di tecnologie per continuare a incrementare le capacità. Per saperne di più su MAMR, vi suggeriamo la lettura di questo articolo.

Per quanto concerne la differenza tra CMR e SMR, nel primo caso abbiamo una tecnica di registrazione in cui la magnetizzazione dei bit di dati è allineata verticalmente al piatto. Le tracce magnetiche sono scritte una affianco all’altra e non si sovrappongono mai. Nel caso di SMR invece, le tracce possono essere sovrapposte, almeno in parte, rimuovendo il tradizionale “gap”.

Questo consente di aumentare il numero delle tracce e di conseguenza la densità di area di ogni piatto. Dato che l’elemento di lettura sulla testina è più piccolo rispetto a quello di scrittura, tutti i dati possono essere letti dalla traccia ‘tagliata’ senza compromettere l’integrità.

Hard disk così capienti come  Ultrastar DC HC550 e DC HC650 servono in ambito enterprise perché permettono di stoccare più informazioni in meno spazio, permettendo anche di ridurre i requisiti di raffreddamento dei sistemi.

Insomma, WD e le altre realtà del settore cercano di tentare piccole e grandi aziende del settore cloud e hyperscale proponendo una riduzione del cosiddetto “costo di possesso” (TCO), ossia garantendo un risparmio sui costi operativi.

L’utente PC classico non ha bisogno certamente di 20 terabyte, ma gli hard disk sono sempre più capienti e costano relativamente poco. Sotto i 100 euro potete acquistare unità da ben 4 terabyte come questo Seagate Barracuda.