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I Mac non sono più affidabili come un tempo, meglio Lenovo

I prodotti Apple sono meno affidabili che in passato, mentre migliorano Lenovo e Toshiba. Farà discutere l’ultimo rapporto pubblicato da Rescuecom, società specializzata in riparazioni attiva in tutto il mondo, e proprietaria di un metodo d’intervento brevettato.

Ogni anno l’azienda pubblica il Computer Reliability Report, un documento che si basa sull’esperienza diretta per dire quali marchi offrono i computer più affidabili. E nell’ultima edizione la sorpresa è il passo indietro di Apple, che si ritrova al quarto posto.

Il rapporto Rescuecom 

La quota di mercato di Apple è cresciuta negli ultimi dodici mesi, ma la sua affidabilità è calata. Toshiba e Samsung, proporzionalmente più piccoli, stanno invece mostrando una tendenza interessante dal punto di vista dell’affidabilità che merita di essere seguita da vicino in futuro”, ha affermato David Milman, AD di Rescuecom.

Il punteggio “è calcolato prendendo la quota di mercato USA del produttore, dividendola per il valore percentuale di chiamate ricevute per il marchio e moltiplicando il risultato per 100”.  In altre parole Apple ha guadagnato più clienti, ma il numero di chiamate per l’assistenza è cresciuto maggiormente. L’azienda di Cupertino è infatti passata dall’8,8 all’11% del mercato, e le chiamate dal 4,9 al 7,3%; il punteggio calcolato passa quindi da 179 a 151 punti.

Provare a interpretare questi dati è una questione di equilibrismi. Diamo per scontato che nel primo anno di vita i prodotti Apple venduti negli Stati Uniti siano gestiti direttamente dalla casa madre, con la garanzia di un anno. Gli anni diventano tre per chi ha comprato l’Apple Care. Lo stesso dovrebbe valere per gli altri marchi – fuori dall’Europa infatti non c’è il secondo anno di garanzia legale che tanto ha fatto discutere, e solo il primo anno di copertura è obbligatorio. Chiarito questo aspetto resta da capire che cosa ha fatto scendere il punteggio di Apple.

È senz’altro possibile che sia il prezzo del successo. Apple vende molti più computer di prima, e per star dietro alle richieste ha dovuto chiedere ai propri fornitori di intensificare molto i ritmi di produzione; forse non quanto accade con l’iPad, ma di certo è una situazione che espone al rischio di produrre oggetti meno affidabili.

L’altra metà dell’equazione sta nel pubblico. Una volta Apple vendeva computer solo a un pubblico fatto di appassionati molto attenti; oggi la platea è molto più ampia, e non tutti sanno qual è il modo migliore per far durare un computer, OS X o Windows che sia. Anni fa per esempio nessun utente Mac sarebbe caduto nel tranello di Mac Defender, proprio perché protetto da una solida esperienza: oggi invece il malware per OS X può contare su un pubblico meno cauto e più ingenuo, e infatti Apple è dovuta intervenire.

Difficile però spiegare che cosa stia succedendo senza altri dati che quelli sintetici di Rescuecom. Abbiamo scritto all’AD dell’azienda David Milman, che ha messo a disposizione il proprio indirizzo. Vi aggiorneremo se e quando ci risponderà.

Aggiornamento: Rescuecom ci ha spiegato che buona parte dei computer sono ancora in garanzia. Nel caso di Apple molti clienti non voglio aspettare i tempi di attesa, che sono diventati più lunghi negli ultimi tempi, e si rivolgono ad altri per avere un servizio più veloce. L’AD D.Milman invece non ci ha saputo dire che cosa abbia fatto Apple per creare questo cambiamento.