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I processori Intel Xeon “Ice Lake” non avranno più di 38 core?

Stando a quanto riportato dall’utente momomo_us su Twitter, i processori Xeon Ice Lake a 10 nanometri di Intel per il settore server non si spingeranno oltre i 38 core. L’arrivo della nuova gamma è previsto per la seconda metà del 2020 e sarà preceduto nella prima parte del prossimo anno da Cooper Lake, un’architettura a 14 nanometri che invece offrirà modelli sino a 56 core.

Ne consegue che, al netto dei miglioramenti velocistici di Ice Lake (core di nuova generazione Sunny Cove, maggiori dettagli qui), la gamma Xeon Ice Lake potrebbe collocarsi nella fascia media del mercato, garantendo la retrocompatibilità con la piattaforma di Cooper Lake e modelli con un TDP massimo di 270 watt.

Il resto delle funzionalità tra Cooper Lake e Ice Lake dovrebbe rimanere pressoché simile, se non per il passaggio di Ice Lake al PCI Express 4.0, standard che inizialmente Intel sembrava voler saltare a favore del PCIe 5.0, ma che evidentemente l’azienda ha deciso di “recuperare” onde prestare troppo il fianco alla concorrenza, che oggi può vantare un vantaggio in tal senso.

Rimane da capire inoltre come l’offerta di Intel si scontrerà con i processori EPYC di terza generazione Milan di AMD, attesi nella seconda metà del 2020 e caratterizzati dall’architettura Zen 3 e dal processo produttivo a 7 nanometri “+”. Oggi la seconda generazione raggiunge un TDP di 225 W ed è auspicabile che i 7nm+ garantiscano ulteriori miglioramenti, tanto prestazionali quanto nei consumi.

Non ci resta che attendere, ben consapevoli come a margine della recente trimestrale Intel abbia manifestato la voglia di tornare a primeggiare sul fronte dei processi produttivi e che il business dei datacenter ha un peso specifico sempre maggiore nei conti dell’azienda, di conseguenza la casa di Santa Clara cercherà di accelerare a fronte di una concorrenza che con EPYC 2 si è fatta davvero agguerrita.