Il panorama dei semiconduttori sta attraversando una fase di profonda ridefinizione degli equilibri, e le ultime notizie provenienti dai corridoi di Intel e AMD gettano nuova luce sulle strategie che plasmeranno l'industria nei prossimi anni. Da un lato, Intel sembra finalmente aver trovato una direzione credibile con il nodo produttivo 18A, ora ufficialmente aperto a clienti esterni dopo essere stato a lungo considerato esclusivamente per uso interno. Dall'altro, AMD naviga con cautela tra la domanda esplosiva legata all'intelligenza artificiale e le necessità del mercato consumer, con interrogativi ancora aperti sulla scelta del nodo per le future CPU Zen 6 destinate ai desktop.
La svolta sul fronte Intel arriva direttamente dalle parole del CFO Dave Zinsner, intervenuto alla Morgan Stanley Conference. Zinsner ha confermato un cambio di rotta significativo nella strategia del nodo 18A: «Mentre Lip-Bu pensava che avremmo dovuto concentrarci sul 14A come nodo per la fonderia e rendere il 18A un nodo esclusivamente interno, ora che abbiamo visto progressi concreti, sta iniziando a riconoscere che si tratta di un nodo valido da offrire anche a clienti esterni. Stiamo ricevendo interesse in entrata per l'18AP come nodo di fonderia». Si tratta di un segnale importante, considerando che il nodo 18A ha già debuttato con successo nel processore per laptop Panther Lake, ampiamente considerato un ritorno alla competitività per l'azienda di Santa Clara.
Al centro dell'attenzione c'è naturalmente la collaborazione tra Intel e NVIDIA, di cui si parla ormai da settimane. Zinsner ha però chiarito la natura dell'accordo, sgomberando il campo da speculazioni sulla produzione: «È stato un'intesa orientata al prodotto tra i due CEO. Molti clienti cercavano una soluzione x86, e NVIDIA voleva poterla offrire. Per noi è ottimo abbinare le nostre CPU alle loro GPU, che sono le migliori sul mercato». Questo significa che, almeno in questa fase, l'accordo non riguarda la manifattura di chip NVIDIA negli stabilimenti Intel Foundry, bensì l'integrazione tra architetture x86 Intel e unità grafiche NVIDIA in soluzioni di sistema.
Ciò non esclude però scenari futuri diversi. Il CEO Lip-Bu Tan ha fatto capire agli investitori che non comunicherà pubblicamente i nomi dei clienti della fonderia, ma ha indicato che l'aumento degli investimenti in substrati in vetro e nelle attrezzature per la spesa in conto capitale sarà il segnale tangibile dell'acquisizione di nuovi clienti produttivi. Un approccio indiretto, ma che gli analisti sanno leggere con precisione.
Il percorso di Intel verso questa credibilità ritrovata non è stato privo di ostacoli: anni di CPU con problemi di stabilità e nodi produttivi ripetutamente ritardati hanno pesato sull'immagine dell'azienda. Tuttavia, con Panther Lake costruito su 18A che si sta rivelando una proposta solida, il momentum sembra finalmente positivo. La domanda che rimane aperta è se Intel riuscirà a tradurre questi progressi tecnici in una vera e propria base di clienti per Intel Foundry, in grado di competere con TSMC e Samsung.
Sul fronte AMD, la CEO Lisa Su ha tracciato un quadro dai contorni ambivalenti per il mercato consumer. Da una parte, ha segnalato la presenza di vincoli nell'offerta dovuti a una domanda di CPU in forte crescita, situazione che non è mai una buona notizia per chi cerca componenti a prezzi stabili. Dall'altra, ha rassicurato che AMD è «molto, molto ben posizionata dal punto di vista dell'offerta per soddisfare una larga percentuale di quella domanda». Un equilibrio delicato, soprattutto in un contesto in cui le commesse legate all'intelligenza artificiale assorbono capacità produttiva significativa.
Un dato concreto emerge però con chiarezza: la nuova CPU server AMD basata su architettura Zen 6, nome in codice Venice, sarà prodotta sul nodo TSMC N2, il più avanzato attualmente disponibile presso il produttore taiwanese. Non si tratta di un'indiscrezione, ma di una conferma ufficiale da parte di AMD. La questione irrisolta riguarda invece il nodo che AMD sceglierà per i chiplet Zen 6 destinati al mercato consumer, ovvero desktop e laptop.
Attualmente, i chiplet per CPU AMD desktop e laptop vengono prodotti su TSMC N4. Un ipotetico passaggio a TSMC N3 per i prodotti consumer garantirebbe comunque un salto di un'intera generazione di processo rispetto alla situazione attuale, senza però mettere in concorrenza diretta le CPU consumer con i chiplet server Venice per la capacità produttiva sul nodo N2, risorsa che sarà estremamente contesa nei prossimi anni. La scelta di N3 permetterebbe ad AMD di bilanciare il miglioramento delle prestazioni con la disponibilità della produzione, evitando colli di bottiglia che andrebbero a svantaggio degli utenti finali.