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Intel e Croce Rossa Americana usano l’IA per prepararsi alle catastrofi

Intel ha messo a disposizione della Croce Rossa America la propria tecnologia per l’intelligenza artificiale in un progetto chiamato Missing Maps.

L’idea è quella di mappare zone ancora non mappate in luoghi vulnerabili alle catastrofi, consentendo una risposta più rapida ed efficace. Sul territorio dell’Uganda, durante il 2019, i tecnici di Intel hanno costruito un modello computerizzato in grado di identificare infrastrutture ancora non mappate.

Dale Kunce, cofondatore del progetto Missing Maps e CEO della Croce Rossa della Regione delle Cascate (Burkina Faso, Africa), ha affermato in proposito:

“Nei panni di chi è stato sul campo con la Croce Rossa, avere accesso a mappe accurate è estremamente importante nella pianificazione in caso di disastri e nella risposta a queste emergenze. Tuttavia intere parti del mondo ancora non sono ancora mappate, rendendo pianificazione e risposta alle catastrofi estremamente difficoltose. Per questo motivo stiamo collaborando con Intel nell’uso dell’intelligenza artificiale per mappare aree vulnerabili ed identificare strade, ponti, edifici e città”.

Secondo la Croce Rossa Americana e il suo progetto Missing Maps, i disastri colpiscono ogni anno quasi 200 milioni di persone in tutto il mondo. Molte delle aree colpite sono assenti sulle mappe, il che significa che i primi soccorritori non dispongono delle informazioni necessarie per prendere decisioni rapide negli interventi di soccorso.

L’interpretazione delle immagini satellitari può essere una sfida dato che ponti e infrastrutture possono differire da paese a paese. Il modello di intelligenza artificiale dà una maggiore capacità ai mappatori nel coprire il terreno e può rilevare cose che potrebbero essere difficili da trovare per l’occhio umano. Ad esempio, il modello ha trovato 70 ponti nel sud dell’Uganda che erano del tutto assenti in OpenStreetMaps o nella mappa ufficiale dell’Ufficio delle statistiche ugandese.

Il modello di visione artificiale funziona grazie ai processori Intel Xeon SCalable di seconda generazione con DL Boost e nGraph.

Dal momento che Intel non possiede i diritti completi sull’insieme di dati, sta esplorando le opportunità per renderlo open-source per i ricercatori e la comunità geospaziale. Inoltre, ospiterà anche seminari su come utilizzare le immagini satellitari e l’intelligenza artificiale in caso di emergenza umanitaria, utilizzando i dati e il codice sviluppati per questo progetto.