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Intel Core i9-10980HK: si arriva fino a 135 Watt?

Il Core i9-10980HK, ultimo top di gamma di Intel per notebook high-end dedicati a videogiocatori e creator, sembra avere un tetto massimo energetico estremamente elevato: ben 135 Watt.

È passata circa una settimana dal lancio di Intel della decima generazione di processori Core per sistemi portatili, basata su architettura Comet Lake H con processo produttivo litografico a 14nm. In questi giorni però sono emerse notizie più specifiche sul top di gamma, il Core i9-10980HK con moltiplicatore sbloccato e unità grafica UHD, che se pur fregiandolo di altissime frequenze di picco ed incredibili performance, allertano anche sui consumi energetici che può raggiungere e quindi sulla reale autonomia di tutto il sistema portatile in cui è installato.

Ricordiamo brevemente le caratteristiche di questo processore:

  • 8 core / 16 threads
  • 16 MB di cache
  • 2.40 GHz, frequenza base
  • fino a 5.10 GHz, frequenza Max Turbo Boost su più core
  • fino a 5.30 GHz, frequenza Max Turbo Boost su core singolo
  • 45 W TDP

Un processore sulla carta decisamente performante, con una frequenza massima di 100-300 MHz più elevata del precedente flagship Core i9-9980HK, destinato in sistemi portatili ricercati da quei videogiocatori e creatori di contenuti desiderosi delle più alte performance disponibili su sistemi che dovrebbero essere meglio definiti come desktop replacement. Grandi e grossi, insomma. I numeri ci sono tutti: 8 core, 16 threads, più di 5 GHz di frequenza turbo… e un possibile tetto termico a 135 W.

Certo ultimamente grazie ad AMD e alla serie Ryzen 4000 nel panorama portatile abbiamo ricevuto una ventata di aria fresca: tanti core a 7nm ad alto potenziale, ma a Santa Clara hanno deciso di controbattere sfruttando al meglio i loro 14nm, puntando su un ulteriore affinamento dell’architettura.

Tecnologia supercharging

Con il lancio di questa serie Comet Lake H, Intel ha colto l’occasione per presentare e ribadire al pubblico l’implementazione di diverse tecnologie proprietarie capaci di gestire e amplificare le frequenze operative nelle sue ultime CPU: se le varie Intel Speed Optimazer, Intel Adaptix Dynamic Tuning Technology e Intel Extreme Tuning Technology sono viste come strumenti per affinare le performance del chip che ci troviamo ad avere sottomano, venendo impostate ad hoc da ambiente operativo o da BIOS, Intel Turbo Boost Max Technology 3.0 e Intel Thermal Velocity Boost si basano su algoritmi interni che sfruttano al massimo il sistema di dissipazione termico implementato dal costruttore del notebook per poter garantire le più alte performance possibili.

In base ai carichi di lavoro e a diversi parametri, il processore può aumentare la sua frequenza fino alla bellezza di 5.10 GHz sui core performanti o 5.30 GHz su singolo core, rispettando anche vari target energetici, tra cui quello impostato come limite massimo, ben 135 Watt.

Un bel valore, circa 10 Watt in più del precedente top di gamma, il Core i9-9980HK, ad indicare comunque anche l’estrema maturità raggiunta dall’azienda coi suoi 14nm, ponendosi traguardi sempre più elevati.

Power Limit e Intel Thermal Velocity Boost: i dubbi

Come per l’intera gamma Comet Lake H, anche il Core i9-10980HK è parametrizzato con vari Power Limit: abbiamo quindi PL1, PL2, PL3 e PL4. Si presume che qui il PL1 sia a 45 W o 65 W con frequenza base di 3.10 GHz su tutti gli 8 core, per poi avere il limite superiore PL2 a 107 W, sostenibile per poco meno di 1 minuto, e infine quello massimo a 135 W, che potrebbe essere nel range del PL3, sostenibile per 10ms: PL3 e PL4 sono alquanto sospetti perché non definiti sui restanti modelli Core di decima generazione, mentre é lecito pensare che siano caratterizzanti sul top di gamma con moltiplicatore sbloccato.

È quindi naturale essere scettici sul realismo di questi 5.30 GHz e sui consumi che può generare a quelle frequenze, nonché sulle necessità in termini di dissipazione del calore.

Ciò che ha generato altra confusione è l’Intel Thermal Velocity Boost, essendo una ulteriore modalità Turbo Boost. Con essa, Intel dichiara di poter incrementare la frequenza massima del Turbo Boost 3.0 su singolo core di 200 MHz se il processore si trovasse ad una temperatura di 65°C o inferiori, raggiungendo i 5,3GHz dichiarati da Intel in fase di presentazione. Se invece il processore fosse ad una temperatura compresa tra 65° e 85°C, l’incremento su singolo core sarebbe di 100 MHz, raggiungendo 5.20 GHz. Valori di picco che oltretutto il processore non potrebbe sostenere per lunghi periodi o su workload impegnativi, ma solo su carichi single thread. Insomma, i dubbi ci sono, ma per arrivare a delle conclusioni dovremo aspettare di avere il processore tra le mani per poterlo testare.

Decideranno ventole, heatpipe e pasta termica

Abbiamo quindi un processore che può raggiungere picchi di frequenza elevati, ma è indubbio che i portatili dovranno garantire un ottimo sistema di dissipazione termica per poter garantire al processore di raggiungere le alte frequenze dichiarate. Il raffreddamento del portatile dovrà anche essere in grado di dissipare il calore generato dai 107-135 W della CPU, oltre a quello della scheda video discreta e degli altri componenti del sistema. Vedremo se i futuri test di laboratorio confermeranno i consumi e le velocità dichiarati da Intel e se, ovviamente, i portatili saranno dotati di un sistema di raffreddamento adeguato – ma siamo sicuri sarà così.

In cerca di massime prestazioni? Questo processore desktop Core i9-9900KF, 8c/16t, 14nm, overclockabile, 5.0 GHz di frequenza Turbo farà al caso vostro!