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Intel Devil’s Canyon e pasta termica: si può fare di meglio

La nostra recensione del Core i7-4790K ha evidenziato – insieme ad altri articoli apparsi sul web – come overcloccare i chip Devil's Canyon non porti a raggiungere frequenze "fantascientifiche" come ottimisticamente ci si aspettava prima dell'uscita. Con raffreddamento ad aria ci si ferma il più delle volte a 4.7 GHz con punte di 4.8 GHz in qualche caso. Risultati buoni, generalmente più alti di un Core i7-4770K, ma non tali da scatenare una corsa all'acquisto, soprattutto se avete una CPU Intel delle ultime tre generazioni.

L'azienda statunitense ha dichiarato di aver usato una pasta termica migliore (chiamata NGPTIM, Next-Generation Polymer Thermal Interface Material) tra il die del processore e l'heatspreader per smaltire più rapidamente il calore e ha adottato condensatori aggiuntivi assenti sulle altre CPU Haswell che consentono di erogare energia al die in modo più costante.

Non si può dire che abbia mentito, ma secondo alcuni test effettuati dal sito russo 3DNews (scovati da KitGuru) su un Core i5-4690K la nuova pasta termica si è dimostrata ancora lontana dai risultati ottenibili con prodotti disponibili in commercio. Molti appassionati rimpiangeranno i "bei tempi" in cui Intel usava la saldatura fluxless, consentendo un trasferimento di calore tra il die e l'heatspreader molto efficiente. I possessori di CPU Sandy Bridge ne sanno qualcosa.

Il redattore Ilya Gavrichenkov ha rimosso l'heatspreader del Core i5, che protegge il die del chip dal contatto diretto con i dissipatori, e ha deciso di provare a usare altre paste termiche per capire esattamente l'efficienza della soluzione NGPTIM adottata da Intel. Ha portato la frequenza base del processore a 4.2 GHz e ha usato un dissipatore Noctua NH-D15 per il raffreddamento. Ha rilevato poi le temperature in due scenari di carico, uno Estremo (stress test LinX 0.6.5) e uno Tipico (transcodifica video Freemake Video Converter 4.1.4).

Nei due casi descritti la pasta termica di Intel ha superato solamente la KPT-8, concepita negli anni settanta, rimanendo dietro alla Arctic Cooling MX-2 e prendendo una batosta dalla Coollaboratory Liquid Pro. Quest'ultima pasta ha permesso di portare il Core i5-4690K a 4.6 GHz con tensione di 1,46 volt, 200 MHz in più rispetto al migliore risultato ottenuto da Gavrichenkov con la soluzione di base.

Insomma, se l'overclock ottenuto con i nuovi processori non vi soddisfa, sembra sia possibile raggiungere frequenze più alte. Rimane tuttavia necessaria l'operazione rimozione dell'heatspreader per la sostituzione della pasta termica, e questo invalida la garanzia. Astenersi quindi inesperti perché stiamo parlando pur sempre di processori che hanno un certo costo: 240 euro per il Core i5-4690K e 350 euro per il Core i7-4790K.