Computer Portatili

Intel Ultrabook in tre fasi, il PC cambierà forma

I piani di Intel per i prossimi anni sono sviluppati intorno ai notebook. Lo ha spiegato la stessa azienda, con un post scritto da Becky Emmett, dove si legge che al Computex di Taiwan “Sean Maloney e Mooly Eden hanno fornito ulteriori dettagli sulle modifiche significative che Intel sta apportando ai piani sui processori Intel Core per rendere possibile una nuova generazione di computer portatili, chiamati Ultrabook”.

Asus UX21, per il momento l’unico Ultrabook che sia stato mostrato in pubblico

Gli Ultrabook (Intel Ultrabook, ecco come combattere Apple) sono un nuovo tipo di computer portatile, che nelle speranze di Intel e di molti produttori diventerà il prodotto più comune nell’arco dei prossimi mesi. La loro caratteristica più rilevante sta nell’essere supersottili e leggeri, senza però rinunciare né alla potenza né all’autonomia. 

“Si tratta di un cambiamento storico e crediamo che ridefinirà l’esperienza d’uso di un computer” scrive Emmett. Gli Ultrabook, si legge ancora sul blog di Intel, seguiranno tre fasi di creazione. Tre passi che ricalcano esattamente lo sviluppo delle nuove CPU.

Emmett riassume anche alcune delle caratteristiche principali degli Ultrabook, come lo spessore ridottissimo o la presenza di connessioni I/O ad alta velocità (Thunderbolt e USB 3.0). Ma anche un avvio velocissimo, grazie alla tecnologia Intel Rapid Start, sicurezza a livello hardware e grande autonomia.

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, infine, questa presa di posizione da parte di Intel dovrebbe chiarire che il computer desktop, che ormai ci accompagna da trent’anni, diventerà un prodotto di nicchia. I desktop non spariranno dall’oggi al domani, naturalmente: qualcuno li sceglierà per passione personale, pochi per reali esigenze.

Resta da vedere se non sia però troppo tardi:  abbiamo ormai raccontato diverse volte come il mercato dei PC stia cambiando, e di come i consumatori di tutto il mondo sembrino preferire investire il proprio denaro in smartphone e tablet. Per Intel questo significa spostare la competizione su un campo di gioco sconosciuto, e dominato dall’architettura ARM, sviluppata dall’omonima azienda inglese.

Secondo alcuni – si legge spesso nei commenti di Tom’s Hardware – si tratta di una fase transitoria, al massimo una moda passeggera. Ma se si allontana un po’ di più lo sguardo si può vedere che il Personal Computer, nel senso originale del termine, continua ad essere in ottima salute. Ha solo cambiato forma, e sta rinunciando alla propria eredità “da ufficio”. Per essere probabilmente ancora più personale.