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La rivoluzione delle memorie dovrà attendere: NVIDIA rimanda SOCAMM

Problemi di affidabilità e forniture costringono NVIDIA a rimandare SOCAMM, la nuova memoria per i componenti di nuova generazione.

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Avatar di Marco Pedrani

a cura di Marco Pedrani

Caporedattore centrale @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 16/05/2025 alle 10:28
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Bisognerà attendere ancora per l'atteso debutto di SOCAMM, la rivoluzionaria tecnologia di memoria sviluppata da NVIDIA in collaborazione con SK Hynix e Micron. Secondo quanto riportato da ZDNet, l'innovativa soluzione non vedrà la luce con l'imminente GPU Blackwell enterprise come inizialmente previsto, ma slitterà alla prossima generazione di processori grafici, nome in codice "Rubin". 

SOCAMM prende ispirazione da CAMM2 ed è essenzialmente una versione datacenter di quest'ultimo. Rispetto ai formati tradizionali come DIMM DDR5 e RDIMM, offre prestazioni di memoria e capacità di archiviazione per millimetro quadrato significativamente migliorate. Un singolo modulo SOCAMM, con dimensioni di appena 14x90mm, integra quattro stack di memoria LPDDR5 da 16 die ciascuno, raggiungendo una straordinaria capacità di 128GB con una larghezza di banda di 7,5 Gbps.

Lo standard SOCAMM doveva originariamente debuttare con GB300, variante della famiglia Blackwell Ultra progettata specificamente per workstation professionali anziché per server. Il GB300 rappresenta una versione più compatta del GB200, integrando una GPU Blackwell per datacenter e una CPU Grace in un formato installabile facilmente su sistemi desktop/workstation OEM. 

Secondo fonti vicine all'azienda, il rinvio sarebbe stato determinato da un cambio di rotta nel design della scheda madre per GB300. Il progetto iniziale, nome in codice "Cordelia", prevedeva l'implementazione della memoria SOCAMM insieme all'integrazione di due CPU Grace e quattro GPU Blackwell sulla stessa scheda. Tuttavia, NVIDIA avrebbe optato per il passaggio a un design esistente chiamato "Bianca", più limitato con una singola CPU Grace e due GPU Blackwell, ma che usa le classiche memorie LPDDR ed è privo di supporto SOCAMM.

La tecnologia SOCAMM promette prestazioni rivoluzionarie, ma richiede tempo per maturare.

Dietro questa decisione sembra ci siano questioni di affidabilità: il design "Cordelia" avrebbe manifestato problemi di stabilità, con conseguente perdita di dati. Anche la stessa tecnologia SOCAMM presenterebbe criticità dal punto di vista termico, compromettendo ulteriormente l'affidabilità complessiva del sistema. A complicare ulteriormente il quadro ci sarebbero anche difficoltà nella catena di approvvigionamento: NVIDIA starebbe incontrando ostacoli nella gestione delle rese produttive mentre tenta di avviare la catena di fornitura per il prossimo GB300.

Il passaggio a tecnologie esistenti, incluso il design di scheda "Bianca" con memoria LPDDR, rappresenterebbe quindi una mossa per mitigare queste problematiche di fornitura e trovare nel frattempo una soluzione alle varie criticità.

Stando alle nuove tempistiche, SOCAMM debutterà quindi con l'architettura Rubin, la prossima generazione di GPU NVIDIA per datacenter destinata a succedere a Blackwell. Sebbene le informazioni su Rubin e Rubin Ultra siano ancora limitate, si prevede che supporterà 12 stack di memoria HBM4E nel 2027, con una larghezza di banda impressionante di 13TB/s. L'architettura sfrutterà interposer CoWoS di dimensioni pari a 5,5 reticoli e substrati TSMC da 100mm x 100mm, mantenendo la compatibilità con l'infrastruttura NVL72 esistente di Blackwell.

Fonte dell'articolo: www.tomshardware.com

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