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Lo smartphone HP farà ologrammi come in Guerre Stellari

HP ha realizzato uno schermo capace di creare ologrammi tridimensionali, grazie alla modifica di un comune schermo LCD. I ricercatori in forza all'azienda statunitense sono riusciti a ottenere immagini e video ai quali si può "girare intorno" come se fossero oggetti fisici. L'effetto ottenuto è simile a quello visto nel film Guerre Stellari (1977), nel quale la principessa Leia compare in un'immagine olografica 3D al giovane Luke Skywalker.

La tecnica usata è relativamente semplice, e si potrebbe integrare negli schermi di smartphone, tablet e orologi da polso. Questa novità promette quindi cambiamenti molto rilevanti nel nostro modo di usare la tecnologia quotidianamente, e nel giro di pochi anni i costi potrebbero diventare accessibili al grande pubblico.

Da un punto di vista tecnico, i ricercatori di HP Labs hanno modificato uno schermo LCD, usando una trama in scala nanometrica per creare punti chiamati "pixel direzionali", ognuno dei quali indirizza la luce in una direzione diversa. Ogni pixel direzionale si compone a sua volta di tre punti – rosso, blu e verde – ognuno dei quali può "mandare" la luce in una direzione specifica. Questa passa successivamente attraverso una normale struttura a cristalli liquidi, e in questo modo si viene a creare l'immagine definitiva.

Questo sistema, concepito da David Fattal, può creare immagini tridimensionali visibili da 200 diversi punti di vista, mentre per i video questo numero si riduce a 64 – e 30 immagini al secondo. Secondo Fattal il limite dei video dipende solo dalla possibilità di combinare sistema di retroilluminazione e pixel direzionali: la produzione in serie e livello industriale dovrebbe consentire facilmente di ottenere risultati migliori.

Questa tecnologia è migliorabile anche in altri aspetti, per esempio al momento la struttura nanometrica può deviare la luce in solo 14 diverse direzioni, e ce ne vorrebbero di più per immagini di alta qualità. Il sistema inoltre ha bisogno d'immagini compatibili, quindi funziona con i prodotti di applicazioni 3D, ma non con una comune fotografia – che giocoforza non mostra tutte le angolazioni del soggetto.

Pur considerando tali limiti, è un sogno fantascientifico che si realizza, anche perché le possibili applicazioni pratiche per questi schermi sono già più che concrete. Basta pensare agli smartphone, che con un sistema simile potrebbero offrire un nuovo modo d'interazione, dare vita a un'intera generazione di videogiochi, o alimentare un filone di applicazioni che ora possiamo solo immaginare.

Infine ma non ultimo, possiamo anche considerare il fatto che stanno tornando di moda gli orologi da polso, in una forma ricca di tecnologia. Tra qualche anno, magari, potremo usare l'orologio da polso per esaminare una versione tridimensionale di Google Maps, o per mostrare a qualcuno un nostro progetto 3D. Per chi si sta appassionando alla stampa 3D, poi, questa novità non può che essere la benvenuta.