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#ModemLibero, direttiva AGCOM a fine mese?

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Avatar di Dario D'Elia

a cura di Dario D'Elia

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 18/06/2018 alle 13:55 - Aggiornato il 19/06/2018 alle 09:55
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Che fine ha fatto la norma sul #modemlibero? Se lo domandano milioni di consumatori e anche, legittimamente, le associazioni di categoria come Aires-Confcommercio. Il problema infatti non riguarda solo la libertà di scelta per il consumatore, ma anche gli effetti collaterali nel comparto industriale.

Davide Rossi, Direttore Generale e Consigliere della Aires-Confcommercio, ha confermato a Tom's Hardware che il venduto ogni anno fluttua tra le 100 e le 200mila unità (modem e router). Nel 2017 si è registrato un crollo del 34% rispetto all'anno precedente; nei primi 5 mesi del 2018 siamo già a -47%. Insomma, il mercato dei router appare in gravissima difficoltà, se si escludono ovviamente le forniture per i provider - che rimarchiano o si fanno "progettare" i dispositivi da fornire alla clientela. E il tutto considerando che tra il 2016 e il 2017 si è registrato un aumento delle linee Internet pari a circa 500mila unità.

router

Rossi si dice anche stupito dell'apparente disinteresse della maggioranza dei produttori. "Rappresentiamo una categoria di operatori economici in totale trasparenza. L'Alleanza per il modem libero vede il coinvolgimento dell'Associazione Italiana Internet Provider (AIIP), l'Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati (AIRES Confcommercio), il distributore ALLNET, l'Associazione dei Provider Indipendenti (ASSOPROVIDER), il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) e l'Associazione dei Produttori di Terminali di Telecomunicazioni (VTKE) e altri. Ma a parte il produttore AVM, gli altri non hanno sollevato il problema minimamente", ha sottolineato Rossi.

"In un altro mercato come anche ad esempio la telefonia, di fronte a un picco così negativo, avremmo produttori e distributori che ci chiederebbero di agire e fare qualcosa".

Ad oggi sappiamo che manca solo l'attesa delibera dell'AGCOM, dato che la consultazione pubblica sul tema si è conclusa da più di 3 mesi fa. "Ci sembrava che tutto andasse bene e forse, ingenuamente, avevamo cantato vittoria, soprattutto dopo la presa di posizione di Cardani. Invece vi sono stati rinvii e oggi la speranza è che la questione venga affrontata durante il prossimo consiglio che si terrà a fine mese", ha aggiunto Rossi. "Sarebbe una buona occasione per il Garante poter annunciare, durante la relazione annuale di luglio, di aver risolto la questione".

Secondo il Direttore Generale e Consigliere della Aires-Confcommercio, è possibile che in questi mesi vi sia stata l'esigenza di affrontare prima altri temi, ma ora i tempi sono maturi e ogni cautela appare ingiustificata e non condivisibile.

Da sottolineare che i tempi di indagine e quelli per prendere le decisioni spesso sono in conflitto con le esigenze del mercato. A distanza di un anno dall'avvio del dibattitto, alcuni operatori hanno già individuato un escamotage per non rischiare perdite. Se un tempo l'attivazione costava zero o 50 euro, e il modem veniva regalato oppure fornito con pagamento a rate per 12 o 24 mesi, adesso si parla di un contributo di attivazione spalmato su 48 mesi, oppure l'obbligo di attivare un servizio di assistenza per 36 mesi.

Come a dire che il #modemlibero potrà diventare anche un obbligo, ma in molti casi non si trasformerà in un risparmio per l'utente finale. L'unica certezza è che si potrà avere la sicurezza di impiegare prodotti di maggiore qualità.

Il Commissario AGCOM Antonio Nicita ha risposto al nostro articolo: 

"Ho sollecitato oggi gli uffici che stanno ultimando la relazione, inclusiva dei risultati della consultazione pubblica, affinché entro le prossime due riunioni di consiglio Agcom (l'ultima di giugno o la prima di luglio) si possa approvare la relativa delibera".

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