Schede madre

Non criminalizziamo il DivX

Contatto diretto con la redazione

Inauguriamo una nuova iniziativa redazionale: da oggi pubblicherò con una certa regolarità le email di maggiore interesse selezionate tra le decine che ricevo quotidianamente in veste di caporedattore. Per ogni messaggio ci sarà una mia risposta, o quella di un esperto del settore oppure, nel caso si ci si rivolga a un produttore, la risposta ufficiale di quest’ultimo – nei limiti della collaborazione.

Sicuri che questa iniziativa non potrà che ricevere il vostro gradimento, aspetto sempre più email. Potrete protestare contro disservizi, annotare imprecisioni nei nostri articoli, o semplicemente dire la vostra su un argomento caldo. Iniziamo subito con una critica di un nostro lettore che ha innescato un interessante discorso su DivX, pirateria e strategie di mercato.

La lettera: non criminalizziamo il DivX

In riferimento al vostro articolo sul Media Center, vi informo che i divx, oltre ad essere un sistema per la compressione dei video fatti in casa, nonché formato diretto di registrazione delle videocamere allo stato solido… Ci sono pure film, venduti in edicola, in supporto cd-rom con formato divx!
La contestazione e precisazione dovuta è relativa alla riproduzione dei divx. Non vuol dire promuovere la diffusione della pirateria. Può dirlo Microsoft, come lotta di mercato. Ma un giornale dovrebbe dire: eseguire il play dei divx, vorrebbe dire, per Microsoft, togliersi dal mercato della protezione dei contenuti.
Quindi non si capisce la vostra frase, per cui la copia illegale sia associata ai divx.
Come mai?

Lettera Firmata

Dall’articolo
Windows Media Center Edition 2005
"Un altro problema sorge quando pensiamo ai file video. Microsoft non può tacitamente promuovere la copia illegale, e sia l’Extender che il PMC non dovrebbero essere in grado di riprodurre nativamente file DivX. Tuttavia, il gigante di Redmond non è molto esplicito riguardo questo problema. Supponiamo che questa scelta sarà lasciata la produttore. Chiaramente, se sarà necessaria la conversione, il sistema diverrà inevitabilmente meno attraente."

Risposta: un formato di compressione non è di per sé illecito

Caro lettore,
a mia volta ritengo che il DivX, come qualsiasi altro formato di compressione, non sia da collegare direttamente all’atto della pirateria.
Assicuro che Stéphane Kauffmann, autore dell’articolo e direttore della nostra redazione parigina, non appartiene alle schiere di quelli pronti a demonizzare la tecnologia, a differenza di alcuni giornalisti generalisti.

Ribadisco che i formati di compressione non possono essere definiti illeciti. Ma non possiamo ignorare che sono comunque lo strumento privilegiato per la distribuzione illegale di materiale protetto da copyright. La mia personale opinione è che gli strumenti non debbano mai essere "castrati". Ben venga un Media Center in grado di riprodurre ogni file multimediale – un utente che utilizza la tecnologia in maniera illecita dovrà rispondere alla legge, non a un produttore.

Una postilla sull’uscita di film originali in DivX. Commercializzare un film rippato in DivX e riversato su CD, porta a un prodotto di qualità inferiore rispetto al DVD di origine.
I consumatori ci perdono in qualità video, audio e ovviamente spariscono le caratteristiche tipiche dei DVD, come le colonne sonore in più lingue.

Invece di produrre supporti nuovi con qualità inferiore, perché non vendere direttamente le centinaia di migliaia di DVD che prendono polvere nei magazzini a 5,99 euro?
Semplice: ragioni di mercato, le stesse per le quali non si divulga che stampare un DVD, inteso come il puro e semplice dischetto, costa pochi centesimi più che stampare un CD.

Roberto Buonanno,
Caporedattore di THG Italia