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Nvidia GeForce RTX 2060 al debutto e nuovi driver che portano il G-Sync sui monitor FreeSync

Debutta ufficialmente la GeForce RTX 2060 e arrivano i driver 417.71 che permettono di attivare il G-Sync sui monitor FreeSync.

È disponibile da oggi la GeForce RTX 2060, la nuova scheda video per giocatori di Nvidia che porta la possibilità di gestire il ray tracing in tempo reale in una fascia di prezzo sotto i 400 euro. È la scheda dal prezzo più basso che permette di gestire tanto i giochi tradizionali quanto i nuovi titoli con compatibilità con il ray tracing – per ora solo Battlefield V.

La nuova nata è disponibile sia sul sito dell’azienda in versione Founders Edition a 375 euro che nelle varianti personalizzate (custom) dai partner di Nvidia. A bordo della scheda troviamo una GPU TU106, una versione “castrata” di quella presente sulla RTX 2070, con 1920 CUDA core, 240 Tensor core, 30 RT core, 120 TMU e 48 ROPs.

Per quanto riguarda le frequenze, quelle di riferimento di Nvidia indicano 1365 MHz di base e 1680 MHz in GPU Boost, con una potenza di calcolo fino a 6,5 TFLOPs. Le soluzioni custom dei partner si spingono ovviamente più in alto. Dato che la RTX 2060 ha solamente 6 RT core in meno della RTX 2070, si parla di prestazioni in ray tracing di 5 Giga Rays, il minimo per garantire prestazioni giocabili con questa tecnologia d’illuminazione.

A bordo della scheda sono presenti anche 6 GB di memoria GDDR6 a 14 Gbps, su un bus a 192 bit, per un bandwidth di 336 GB/s. L’alimentazione, almeno per quanto riguarda il modello Founders, necessita di un singolo connettore ausiliario a 8 pin, mentre le porte posteriori sono composte da tre DisplayPort, una HDMI e una USB Type-C per visori compatibili VirtualLink.

Dal punto di vista prestazionale, secondo Nvidia la scheda offre prestazioni superiori a una GTX 1070, andando a insidiare la GTX 1070 Ti e la GTX 1080, tanto in Full HD quanto a 1440p, con variazioni da gioco a gioco. A 2560×1440 pixel, in 23 giochi testati dall’azienda statunitense, la scheda si è dimostrata fino al 60% più veloce di media della GTX 1060 che va idealmente a sostituire nell’offerta Nvidia.

Per quanto concerne il ray tracing, Nvidia ha dichiarato che in BFV la scheda può raggiungere i 90 FPS con effetti RTX disattivati, può mantenere 65 FPS con effetti attivi e DLSS disattivato e infine può arrivare a 88 FPS con ray tracing e DLSS attivi. In generale l’azienda parla di prestazioni fino a 2 volte maggiori con “i giochi moderni” rispetto alla GTX 1060.

Per quanto ci riguarda, non abbiamo ricevuto un sample della scheda da parte di Nvidia Italia, ma alcuni partner ci stanno mandando le loro soluzioni e vi proporremo la nostra recensione quanto prima.

Se avete intenzione di acquistare una RTX 2060, AK Informatica offre al momento quattro soluzioni custom: una Inno3D e una Zotac a 389 euro, una Zotac AMP Edition a 409 euro e una MSI Ventus OC a 419 euro. Il sito Next ha nel listino schede a partire da 379 euro (al momento non disponibili), mentre Eprice offre diverse soluzioni Asus e la Ventus OC allo stesso prezzo di AK.

Chiunque acquisti una RTX 2060 dal sito Nvidia o dai partner Eprice, Next, AK Informatica, Drako e altri partner indicati sul sito dell’azienda ottiene la possibilità di riscattare, a scelta, una copia digitale di Anthem o Battlefield V.

Intanto Nvidia ha pubblicato i nuovi driver GeForce 417.71 WHQL, caratterizzati da due novità degne di nota: la compatibilità con la GeForce RTX 2060 e l’introduzione del supporto “G-Sync Compatibile”, che permette di abilitare la sincronia tra refresh rate e frame rate (il G-Sync insomma) anche sui monitor Adaptive Sync (FreeSync).

Nvidia, come spiegato al CES 2019 pochi giorni fa, per ora garantisce la piena compatibilità del G-Sync solamente su 12 monitor – indicati nell’immagine sopra – ma permette comunque di attivare l’opzione su tutti i monitor, con la possibilità che si palesino problemi come flickering, pulsing o altri artefatti. Per il funzionamento è comunque necessaria una scheda video con GPU Pascal o Turing. Al momento sono supportati solo i singoli schermi, spiega Nvidia, “più monitor possono essere connessi ma un solo schermo dovrebbe avere il G-Sync abilitato”.