Brutte notizie per gli appassionati che stavano pensando di farsi un nuovo PC nel 2026: oltre alla crisi delle memorie, che ha fatto praticamente sparire dal mercato RAM e SSD, sembra che presto diventerà complicato anche trovare schede video entry level come la RTX 5060.
A una settimana dai rumor secondo cui NVIDIA si sarebbe focalizzata su RTX 5060 e RTX 5060 Ti 8GB per contrastare lo shortage di VRAM, nuove indiscrezioni vanno nella direzione opposta, sostenendo che la nuova strategia del colosso americano sarebbe quella di dare priorità alla produzione di acceleratori dedicati all'intelligenza artificiale, con conseguente riduzione delle allocazioni destinate alla gamma consumer. Una scelta che, ovviamente, avrebbe un impatto diretto sia sulla disponibilità che sui prezzi delle GeForce RTX 50.
NVIDIA ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito, che vi riportiamo di seguito.
La domanda di GPU GeForce RTX è forte e l'offerta di memoria è limitata. Continuiamo a spedire tutte le SKU GeForce e stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri fornitori per massimizzare la disponibilità di memoria.
Secondo quanto riportato da Moore's Law Is Dead, NVIDIA avrebbe messo in pausa per circa sei mesi la produzione della GeForce RTX 5060, modello tradizionalmente destinato a rappresentare il punto di ingresso nella fascia performance per il gaming a 1080p e 1440p. L'interruzione non si tradurrebbe in una sparizione totale dagli scaffali, ma in una drastica riduzione delle unità distribuite ai partner di assemblaggio, con conseguente scarsa disponibilità nei canali retail per buona parte dell'anno.
La contrazione produttiva inizialmente circolava come limitata ai modelli di fascia superiore, in particolare le versioni da 16 GB delle RTX 5060 Ti e RTX 5070 Ti, mentre le configurazioni da 8 GB erano considerate al sicuro. Le nuove voci ampliano però lo scenario, suggerendo che anche le varianti con 8 GB di memoria potrebbero arrivare sul mercato solo in quantità ridotte. Si tratta di un cambiamento importantissimo, poiché storicamente i modelli da 8 GB (e la famiglia 60) costituiscono la spina dorsale delle vendite nella fascia mainstream, grazie al rapporto prezzo-prestazioni più competitivo.
Per gli utenti che assemblano i propri PC, questa mossa di NVIDIA dovrebbe tradursi in una disponibilità intermittente, non in un'assenza totale di RTX 5060 acquistabili. Tuttavia, è difficile prevedere con precisione lo scenario che ci troveremo di fronte: quando la fornitura passa da volumi costanti a lotti sporadici, il mercato tende a sviluppare asimmetrie regionali marcate, rifornimenti imprevedibili e una maggiore rigidità sui prezzi da parte dei rivenditori. I partner di NVIDIA potrebbero inoltre concentrarsi su configurazioni a margine più elevato, riducendo ulteriormente le opzioni più convenienti nello stack di prodotti.
L'unica eccezione nel panorama delineato riguarderebbe la GeForce RTX 5050, che dovrebbe utilizzare memoria GDDR6 anziché le soluzioni impiegate sui modelli superiori. Questo tipo di memoria sarebbe meno esposto ai vincoli produttivi attuali, rendendo potenzialmente la 5050 la proposta più facilmente reperibile della lineup, anche se, come abbiamo visto nella nostra recensione, potrebbe faticare a soddisfare le esigenze dei videogiocatori.
A complicare ulteriormente il quadro emergono voci su un incremento dei prezzi di listino nell'ordine del 30%, giustificato ufficialmente dall'aumento dei costi dei materiali e dei componenti. Se questo rincaro dovesse materializzarsi contestualmente alla riduzione dei volumi, il risultato sarebbe un periodo prolungato di prezzi elevati e scelta limitata proprio nella fascia di mercato che storicamente garantisce i volumi maggiori e l'accessibilità per il gaming mainstream.
La pressione dell'IA sta spostando gli equilibri
La domanda di acceleratori per data center e applicazioni di machine learning ha raggiunto livelli tali da influenzare le decisioni di allocazione della capacità produttiva, con evidenti ricadute sul mercato consumer. La situazione ricorda dinamiche già viste durante le crisi delle forniture di chip, ma con una differenza sostanziale: stavolta il collo di bottiglia non sarebbe legato a limitazioni esterne, ma a scelte strategiche del produttore.
È evidente ormai da tempo che i margini di guadagno di NVIDIA siano quasi totalmente legati all'intelligenza artificiale, ma finora gli utenti consumer hanno sempre avuto il proprio spazio; se l'azienda dovesse davvero decidere di sacrificare la gamma GeForce in favore degli acceleratori IA, gli appassionati si ritroverebbero in una situazione tutt'altro che piacevole, con pochissime schede vendute a prezzi molto superiori a quelli che dovrebbero avere.
La buona notizia è che non ci troveremo di fronte a un altro "caso Crucial": se anche dovesse concretizzarsi, lo stop alla produzione di GPU consumer non sarebbe definitivo ma solo temporaneo, di conseguenza anche l'impatto sul mercato sarebbe contenuto nel tempo e, nel caso in cui i prezzi dovessero davvero schizzare verso l'alto, basterebbe aspettare qualche settimana per vederli tornare alla normalità.
La scelta di NVIDIA potrebbe anche rivelarsi un'ottima occasione per AMD: se la casa di Sunnyvale dovesse mantenere disponibilità e prezzi attuali, potrebbe conquistare la fiducia di molti videogiocatori, specialmente i più fedeli al Team Green che finora non hanno mai voluto cambiare bandiera.
Come sempre in questi casi, la conferma arriverà dai dati concreti: quantità effettivamente spedite ai partner, velocità di rifornimento dei distributori e densità dell'inventario retail nei prossimi mesi. Gli appassionati dovranno monitorare con attenzione come queste dinamiche si tradurranno in disponibilità e prezzi sul mercato, dove i rivenditori tendono a mantenere margini più rigidi in situazioni di disponibilità limitata.