Il settore delle schede grafiche consumer si prepara a un'attesa più lunga del previsto per il salto generazionale successivo. Mentre l'edizione 2026 del CES ha confermato l'assenza di nuove GPU NVIDIA, l'attenzione della comunità tech si è rapidamente spostata sulla prossima architettura di fascia alta destinata ai giocatori e ai professionisti: la famiglia GeForce RTX 60. Secondo le ultime indiscrezioni, questa generazione potrebbe basarsi su "Rubin", denominazione già utilizzata pubblicamente da NVIDIA per processori e acceleratori dedicati all'intelligenza artificiale e al calcolo enterprise, e arrivare soltanto nella seconda metà del 2027. Un orizzonte temporale che, se confermato, ridisegnerebbe completamente le aspettative sul ciclo di vita dell'attuale serie RTX 50 e sull'assenza di refresh intermedi.
La fonte principale di queste anticipazioni è il leaker kopite7kimi, figura nota per le sue previsioni affidabili nel panorama delle indiscrezioni hardware. Le prime speculazioni della community avevano tentato di collegare Rubin a una famiglia di die denominata "GR10x", ipotizzando che questa nomenclatura interna potesse rappresentare la base per le future GPU gaming. Tuttavia, le affermazioni più recenti puntano invece verso una diversa serie di chip identificata come "GR20x" o gruppo GR200, con particolare enfasi su un die specifico chiamato "GR212", potenziale cuore pulsante della prossima generazione GeForce.
Va sottolineato che questi codici identificativi restano ancora nel territorio delle indiscrezioni non verificate. Potrebbero riflettere nomenclature interne di sviluppo, informazioni parziali filtrate dalla supply chain o semplici ipotesi ragionate basate sui pattern storici di denominazione dei chip. Nessuna conferma ufficiale esiste al momento riguardo all'utilizzo del nome Rubin per prodotti consumer, né tantomeno sulla struttura della lineup RTX 60, sulla segmentazione dei modelli o sulle specifiche tecniche.
L'elemento più significativo di questa ondata di rumor riguarda proprio la finestra temporale: seconda metà 2027 come target per il debutto della serie RTX 60. Se questa previsione dovesse rivelarsi anche solo approssimativamente corretta, spiegherebbe l'attuale stasi sul fronte dei refresh incrementali e il progressivo disinteresse della community verso possibili varianti SUPER dell'attuale generazione. Un ciclo di vita esteso per l'architettura RTX 50 sposterebbe il focus verso l'evoluzione dell'ecosistema software, l'ottimizzazione dei driver, l'implementazione di funzionalità basate su intelligenza artificiale e il perfezionamento di tecnologie come il ray tracing e il frame generation, piuttosto che verso miglioramenti marginali delle specifiche hardware.
Dal punto di vista strategico, NVIDIA continua a utilizzare il branding Rubin esclusivamente per piattaforme enterprise e acceleratori AI, con annunci pubblici relativi a Rubin CPX e roadmap di piattaforma destinate al calcolo ad alte prestazioni. Questa separazione tra nomenclature enterprise e consumer è una prassi consolidata, ma storicamente l'azienda ha spesso derivato architetture gaming da fondamenta tecnologiche sviluppate inizialmente per il datacenter. Il percorso che ha portato da Volta a Turing, o da Ampere a Ada Lovelace, ha sempre visto una trasposizione adattata delle innovazioni dal settore professionale a quello consumer.
Lo scenario attuale si articola dunque su due livelli di certezza nettamente distinti. Da un lato, la conferma ufficiale da parte di NVIDIA dell'assenza di nuove GPU al CES 2026, informazione comunicata direttamente dall'azienda e quindi priva di ambiguità. Dall'altro, una roadmap speculativa costruita su indiscrezioni che collegano il branding Rubin, i die della famiglia GR20x (incluso il presunto GR212) e una finestra di lancio collocata alla fine del 2027 per la serie GeForce RTX 60. Quest'ultima rimane nel regno delle ipotesi fino a quando fonti aggiuntive o evidenze tangibili non la corroboreranno.