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Pro
- Processore Intel con transcodifica hardware 4K a 60 FPS
- Porta 2.5 GbE
- Rumorosità contenuta
- Supporto nativo a Plex, Jellyfin ed Emby con accelerazione hardware
- Prezzo competitivo rispetto ai principali concorrenti con CPU x86
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Contro
- Nessuno slot M.2 NVMe nella versione standard
- RAM di partenza limitata a 4 GB
- Ecosistema software TOS meno maturo rispetto ai concorrenti
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
Il mercato dei NAS a 2 bay per uso domestico e professionale è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni, spinto dalla necessità di gestire quantità sempre maggiori di dati in locale. Il Terramaster F2-425 si inserisce in questo segmento con un'architettura basata su processore Intel x86, una connettività di rete superiore al Gigabit standard e un sistema operativo proprietario che ha ricevuto aggiornamenti sostanziali con la versione 6. Si tratta di un dispositivo che punta a offrire funzionalità avanzate a un prezzo tutto sommato accessibile (si parla di 319 euro), collocandosi in diretta concorrenza con i modelli entry-level di Synology e QNAP. Scopriamo nel dettaglio cosa offre davvero e se vale la pena acquistarlo.
Recensione in un minuto
Il Terramaster F2-425 convince sul fronte prestazionale grazie al processore Intel Celeron N5095 quad-core a architettura x86, che garantisce una transcodifica hardware 4K affidabile e una buona capacità di calcolo generale. La porta 2.5 GbE rappresenta un salto concreto rispetto al Gigabit tradizionale, e la rumorosità contenuta, attorno ai 19 dB(A) in standby, lo rende adatto anche ad ambienti domestici.
La versione standard manca di slot M.2 NVMe, il che limita le possibilità di espansione e impedisce l'uso di SSD veloci come cache. La RAM di partenza è 4 GB DDR4 su un singolo slot, ma la buona notizia è che è espandibile fino a 16 GB. Il sistema operativo TOS, pur migliorato, non raggiunge ancora la maturità e l'ecosistema applicativo di concorrenti più maturi come Synology DSM.
Com'è fatto
Il Terramaster F2-425 ha uno chassis in plastica e dimensioni di 222 × 119 × 154 mm e un peso di circa 1,5 kg. Il design è funzionale senza eccessi stilistici: il frontale ospita due bay hot-swappable compatibili con dischi da 3,5 o 2,5 pollici SATA, sia HDD che SSD. La capacità massima raggiunge 60 TB utilizzando due unità da 30 TB.
Il cuore del dispositivo è il processore Intel Celeron N5095 quad-core con architettura x86 a 64 bit, frequenza base di 2.0 GHz e burst fino a 2.9 GHz. La scelta dell'architettura x86 ha implicazioni concrete: permette di eseguire applicazioni compiled per piattaforme desktop, garantisce compatibilità con container Docker e software come Plex Media Server, Jellyfin ed Emby senza necessità di transcodifica software inefficiente. La GPU integrata gestisce la decodifica hardware in H.264, H.265, MPEG-4 e VC-1 fino a risoluzione 4K a 60 FPS.
La memoria RAM installata di fabbrica è pari a 4 GB DDR4 non-ECC in formato SODIMM, alloggiata in un singolo slot espandibile fino a 16 GB. Sul fronte della connettività di rete, il dispositivo dispone di una porta RJ-45 da 2.5 GbE, il che consente velocità di trasferimento sensibilmente più alte rispetto al Gigabit, a patto che lo switch di rete supporti lo stesso standard. Le porte USB comprendono 2 connettori USB 3.2 Gen 2 da 10 Gbps e 1 porta USB 3.1 Gen 1 da 5 Gbps, utili per backup diretti su unità esterne o per collegare periferiche condivise in rete. Il raffreddamento è affidato a una ventola da 80 × 80 × 25 mm con quattro modalità operative: Smart, High Speed, Middle Speed e Low Speed.
I filesystem supportati internamente sono Btrfs ed EXT4, mentre per i volumi esterni il dispositivo riconosce anche NTFS, FAT32, HFS+, EXT3 ed EXT4. Le configurazioni RAID disponibili includono Single, RAID 0, RAID 1, JBOD, TRAID e TRAID+, quest'ultimo specifico di Terramaster e pensato per semplificare la gestione della ridondanza su array con dischi di dimensioni diverse.
Esperienza d'uso
Durante i test, la prima impressione riguarda il processo di configurazione iniziale tramite TOS 6. L'interfaccia web si avvia dopo pochi minuti dalla prima accensione e guida l'utente attraverso la configurazione del volume, della rete e degli account. Il processo è lineare, ma richiede una familiarità minima con i concetti di RAID e gestione dei volumi. Il pannello di controllo è pulito e organizzato in sezioni logiche, anche se la navigazione risulta meno fluida rispetto alla concorrenza diretta.
Sul fronte delle prestazioni di rete, la porta 2.5 GbE produce risultati tangibili in un ambiente correttamente configurato. Con uno switch compatibile e una connessione cablata, i trasferimenti in lettura da un volume RAID 1 con due HDD si attestano tra 220 e 260 MB/s, un valore che satura quasi completamente la banda disponibile. In scrittura, le prestazioni scendono in modo prevedibile attorno ai 180-210 MB/s, un risultato condizionato dalla velocità meccanica dei dischi più che dal processore o dalla rete. Con SSD SATA da 2,5 pollici il divario si riduce e la banda disponibile viene sfruttata in modo più uniforme.
L'assenza di slot M.2 NVMe nella versione standard è invece un limite da non sottovalutare. Non è possibile usare un SSD come cache per accelerare i dischi meccanici, e questo si traduce in latenze più alte in scenari di accesso casuale, come la gestione di database leggeri o l'uso del NAS come piattaforma di sviluppo. Chi ha bisogno di quella flessibilità deve orientarsi verso la versione Plus, che porta con sé 3 slot M.2, 8 GB di RAM DDR5 su slot singolo espandibile fino a 32 GB, e due porte 5 GbE invece di una da 2.5 GbE.
La transcodifica hardware in Plex è uno dei punti di forza del dispositivo. Il Celeron N5095 gestisce flussi H.265 in 4K senza affanno, con un utilizzo della CPU che rimane sotto il 30% durante la riproduzione diretta e sale in modo controllato durante la transcodifica attiva verso client meno capaci. Jellyfin ed Emby si comportano in modo analogo, anche se la configurazione dell'accelerazione hardware richiede qualche passaggio manuale nelle impostazioni. Chi vuole un NAS principalmente come media server trova in questo dispositivo un punto di equilibrio concreto tra costo e capacità.
La gestione del calore e del rumore si è dimostrata adeguata anche dopo diverse settimane d'uso. In modalità Smart, la ventola mantiene temperature operative stabili senza mai diventare troppo rumorosa. Solo durante operazioni intensive e prolungate, come la ricostruzione di un volume RAID o un backup simultaneo di grandi archivi, la ventola sale di velocità in modo percettibile, raggiungendo livelli comunque accettabili in un contesto d'ufficio.
Il sistema operativo TOS 6 ha migliorato la stabilità e introdotto nuove funzionalità, sebbene non sia ancora maturo e ricco di applicazioni come i competitor. Terramaster sta comunque dimostrando di essere sulla strada giusta, segno che le prossime versioni dell'OS saranno ancor più complete e competitive.
Verdetto
Il Terramaster F2-425 è un NAS a 2 bay che offre un processore x86 capace, una connettività 2.5 GbE e una buona gestione termica a un prezzo che lo rende competitivo nel suo segmento. La transcodifica hardware 4K funziona in modo affidabile, e per chi cerca un media server domestico o un sistema di backup locale con qualche funzionalità aggiuntiva, il dispositivo svolge il suo compito senza sorprese negative.
I limiti principali riguardano l'assenza di slot M.2 nella versione standard, un ecosistema software ancora meno maturo rispetto a Synology e una app mobile che non convince al 100%. La RAM da 4 GB è sufficiente per gli scenari d'uso di base, ma chi prevede di eseguire più applicazioni in parallelo dovrà considerare di ampliarla.
Il F2-425 è indicato per chi vuole un NAS con processore x86 senza spendere quanto richiede la concorrenza più affermata, e per chi utilizza Plex, Jellyfin o Emby come applicazione principale. Non è la scelta giusta per chi dipende da un ecosistema applicativo ricco, da funzionalità di virtualizzazione avanzate o da slot M.2 per configurazioni ibride. In quel caso, vale la pena valutare la versione Plus oppure guardare verso modelli competitor che offrono un software più consolidato, anche se spesso con un processore meno potente o un prezzo più alto.