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Prestazioni CPU: quanto è importante la cache?

Quanto influisce la memoria cache sulle prestazioni generali di un processore? Risponderemo a questa domanda con una serie di completi test e benchmark.

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Avatar di Patrick Schmid

a cura di Patrick Schmid

Pubblicato il 29/11/2007 alle 15:34 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:14
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Che impatto ha la dimensione della cache?

What Is The Impact Of Cache Size?

Il primo processore dotato di cache L2 (non integrata) fu il Pentium Pro del 1995. Disponeva di 256 kB o 512 kB di cache di secondo livello sul die, e offriva un significante vantaggio prestazionale rispetto agli altri processori Pentium, la cui cache era posizionata sulla motherboard. Con l'introduzione del Pentium II su Slot 1, la cache dedicata fu impiantata sul processore. Tuttavia, solo con la seconda generazione di Pentium III su socket 370 la cache fu implementata nel die del processore, in maniera simile a quella odierna. Questa tecnica non è più cambiata per ragioni prestazionali, ma la dimensione della cache continua a variare. Ha senso spendere più denaro per dei modelli dotati di più cache? In passato, più cache non faceva la differenza.

Anche se le differenze prestazionali tra processori con poca cache e quelli con molta cache sono misurabili, ha senso risparmiare un po' di soldi optando per i modelli con meno cache? Inoltre, nessun modello prima dei Core 2 Duo era disponibile con tre differenti quantità di cache.

Il Pentium 4, nella sua prima generazione (Willamette, 180 nm) era dotato di 256 kB di cache L2, mentre quello di seconda generazione (Northwood, 130nm) ne ospitava 512 kB. A quell'epoca, i Celeron a basso costo erano basati sugli stessi core ma dotati di meno cache. I Celeron rappresentavano la prima generazione di prodotti a basso costo basati sulla stessa architettura dei fratelli più potenti, e differivano solo per la dimensione della cache e per la velocità di FSB e clock. Successivamente le differenze aumentarono, andando a riempire i diversi segmenti di mercato.

Con la presentazione del core Prescott a 90 nm, fu introdotta anche la cache da 1 MB, chee rappresentò il meglio del portfolio Intel fino all'introduzione dei Cedar Mill da 65 nm e 2 MB di cache, che sostituirono i Prescott. Intel utilizzò questo core per creare una seconda generazione di processori, la serie Pentium D 900. Tuttavia, la velocità più elevata e la dimensione maggiore della cache non facevano molta differenza. Oggi la situazione è diversa; i Core 2 Duo (Conroe, 65 nm) offrono prestazioni superiori e consumo energetico inferiore, tutto abbinato a più memoria cache.

Con i processori attuali, grazie a processi produttivi migliorati, è possibile implementare molta più cache nelle CPU moderne. Ma tutta questa memoria fa veramente la differenza? Scopriamolo.

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