Samsung accelera sulla litografia a 2 nanometri e prepara il terreno per una nuova offensiva nel competitivo mercato della produzione di semiconduttori. Durante la presentazione dei risultati finanziari del quarto trimestre 2025, il colosso sudcoreano ha confermato l'avvio della produzione di massa della seconda generazione del suo processo produttivo a 2nm, denominato SF2P, entro il 2026. Una mossa strategica che potrebbe finalmente permettere a Samsung Foundry di recuperare terreno su TSMC, che da anni domina il settore delle tecnologie di fabbricazione più avanzate.
La roadmap tecnologica presentata nel 2022 si sta dunque materializzando nei tempi previsti. Il processo di prima generazione a 2nm è già operativo e alimenta l'Exynos 2600, il SoC che equipaggia milioni di unità della serie Galaxy S26 e Galaxy S26+. Il passaggio alla seconda generazione del nodo produttivo dovrebbe tradursi in miglioramenti tangibili sia sul fronte delle prestazioni che dell'efficienza energetica, un aspetto critico per dispositivi mobile sempre più potenti ma vincolati dalle dimensioni delle batterie.
Le indiscrezioni di settore suggeriscono applicazioni concrete già per il 2026. Secondo alcune fonti, Samsung Foundry potrebbe produrre una versione personalizzata dello Snapdragon 8 Elite Gen 6 utilizzando proprio il processo SF2P. Parallelamente, anche l'Exynos 2700 potrebbe sfruttare questa tecnologia di seconda generazione, con l'aggiunta di soluzioni migliorate per la dissipazione del calore, storicamente un punto debole dei chip Samsung. Entrambi i processori sarebbero destinati alla serie Galaxy S27, prevista per l'inizio del 2027.
Il contesto industriale in cui si inserisce questo annuncio è particolarmente significativo. Negli ultimi anni Samsung ha faticato ad attrarre clienti per i suoi nodi produttivi più avanzati, perdendo quote di mercato a favore di TSMC, che produce chip per Apple, NVIDIA, AMD e Qualcomm. La svolta potrebbe essere arrivata con l'ordine di Tesla per la produzione del chip AI6 utilizzando il nodo a 2nm, un contratto che ha riacceso i riflettori sulle capacità produttive dell'azienda coreana.
Il quadro si sta facendo più interessante: secondo indiscrezioni, sia AMD che Qualcomm starebbero valutando Samsung come partner produttivo per alcuni dei loro chip futuri basati sul processo a 2nm. Una diversificazione che avrebbe senso strategico per entrambe le aziende, storicamente dipendenti da TSMC e potenzialmente interessate a ridurre i rischi legati alla concentrazione geografica della produzione di semiconduttori avanzati, questione geopoliticamente sensibile dopo le tensioni tra Stati Uniti e Cina.
La competizione tecnologica resta serrata. TSMC ha già avviato la produzione di massa con il suo nodo N2, mentre Intel sta spingendo sul processo Intel 18A (equivalente a 1,8nm). Samsung deve dimostrare non solo di rispettare le tempistiche, ma soprattutto di offrire rese produttive competitive e prestazioni reali in linea con le specifiche dichiarate.