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I Ryzen 3000 non raggiungono le frequenze di boost pubblicizzate?

Un sondaggio del noto overclocker Der8auer fa emergere che molti Ryzen 3000 non raggiungono le frequenze di boost pubblicizzate da AMD.

Der8auer, il noto overclocker e recensore di hardware, ha condiviso in un video su Youtube i risultati di un sondaggio condotto il mese scorso riguardo la capacità dei processori Ryzen 3000 di raggiungere le frequenze di boost pubblicizzate da AMD.

Solo il 5,6% di chi ha risposto ha affermato che il proprio Ryzen 9 3900X  (Amazon) raggiunge la frequenza prevista. I risultati sono migliori per gli altri modelli, ma comunque emerge che la maggioranza dei Ryzen 3000 non raggiunge la frequenza di boost prevista. Un comportamento che abbiamo ravvisato anche noi in sede di test sui nostri sample.

AMD ha dichiarato che solo un core di ogni determinata CPU garantisce il raggiungimento della frequenza di boost, ma a quanto emerge dal sondaggio di Der8auer, sono diversi gli utenti che non raggiungono il clock previsto su nessuno dei core.

Il sondaggio di Der8auer comprende i dati di 2700 sistemi di utenti a cui è stato chiesto di svolgere il benchmark single-thread di Cinebench R15 e registrare la frequenza massima raggiunta usando HWINFO – un software consigliato da AMD. La maggior parte degli utenti ha dichiarato che non è riuscita a raggiungere la frequenza prevista, anche se per molti lo scarto era risibile, entro i 25 MHz.

Il risultato migliore l’hanno ravvisato i possessori del Ryzen 5 3600 (Amazon), con la metà di loro che ha riscontrato il “corretto” funzionamento del processore. Il risultato peggiore è quello relativo alla CPU a 12 core. La maggior parte degli utenti ha riscontrato una differenza entro i 100 MHz, ma un buon numero ha riportato risultati superiori ai 100 MHz.

Anche se lo stesso De8auer ha sottolineato che non si tratta di un sondaggio perfettamente scientifico (gli utenti hanno usato componenti hardware differenti), l’overclocker ha analizzato ogni risultato per tre giorni al fine di verificare la versione del BIOS, dell’AGESA e altri aspetti importanti. Per questo ha scartato alcuni risultati: valori anomali, sistemi che usavano configurazioni insolite come i chiller e risultati con PBO attivo.

Va inoltre sottolineato che probabilmente a sottoporre i risultati sono stati in misura maggiore gli utenti i cui processori non raggiungono la frequenza prevista, il che influenza negativamente il campione. Un altro aspetto di cui tenere conto è che Der8auer non è riuscito a verificare che gli utenti abbiano ottenuto i risultati su sistemi Windows 10 completamente aggiornati in modo da usare lo scheduler nel migliore dei modi.

I dati sono comunque indicativi e permettono comunque di chiarire che il “problema”, se così possiamo definirlo, non riguarda prettamente determinate motherboard o BIOS. In ogni caso queste discordanze tra le frequenze raggiunte e quelle pubblicizzate non cambiano il giudizio sulle CPU Ryzen 3000 (ottimo da par nostro), anche se lo stesso overclocker conclude chiedendosi perché AMD ha pubblicizzato determinate frequenze.

“Perché AMD ha ritenuto necessario pubblicizzare quel valore di boost o dare alle persone false aspettative e speranze per qualcosa che non possono ottenere? Perché hanno indicato per il 3900X una frequenza di 4,6 GHz quando probabilmente sapevano che la maggior parte di quelle CPU non è mai in grado di mantenere quella frequenza di clock? Chiaramente non è mai stato necessario. […] Le CPU sono abbastanza buone così come sono. Offrono le prestazioni previste, ma quei valori di frequenza sono completamente sbagliati”.

Al momento AMD non si è ancora espressa in merito, facendo chiarezza o spiegando se sta sviluppando qualche soluzione. In caso di novità vi terremo aggiornati.