Il mercato dei PC si trova all'alba di un periodo di forte instabilità, segnato da una tempesta perfetta alimentata dalla domanda di intelligenza artificiale, carenze di memoria e incertezze geopolitiche. Nonostante le previsioni turbolente per il 2026, i dati del quarto trimestre 2025 hanno sorpreso analisti e produttori: le spedizioni globali hanno registrato una crescita del 10% su base annua, toccando quota 76,4 milioni di unità secondo IDC. Un risultato che maschera però dinamiche di mercato profondamente alterate rispetto ai tradizionali cicli di domanda.
La fine del supporto a Windows 10 da parte di Microsoft ha certamente contribuito a spingere le vendite, costringendo milioni di utenti e aziende ad aggiornare i propri sistemi. Ma secondo gli analisti di IDC, il vero motore della crescita è stato un fenomeno inusuale: produttori come Lenovo e HP hanno accumulato scorte di memoria in modo aggressivo, anticipando l'impatto di possibili tariffe doganali e, soprattutto, della carenza globale di componenti di memoria.
Il collo di bottiglia riguarda specificamente moduli RAM e NAND flash per SSD, i cui prezzi sono schizzati verso l'alto negli ultimi mesi. La causa principale risiede nei data center dedicati all'intelligenza artificiale, che assorbono volumi crescenti di memoria ad alte prestazioni per addestrare e far funzionare modelli di machine learning sempre più complessi. Questa competizione per le forniture ha creato una pressione senza precedenti sulla catena di approvvigionamento del settore consumer.
Jean Philippe Bouchard, vicepresidente della ricerca presso IDC, delinea uno scenario preoccupante: "Oltre all'ovvia pressione sui prezzi dei sistemi, già annunciata da alcuni produttori, potremmo assistere a una riduzione media delle specifiche di memoria dei PC per preservare le scorte disponibili". In altre parole, i nuovi notebook e desktop potrebbero montare meno RAM o SSD di capacità inferiore rispetto agli standard attuali, pur mantenendo prezzi più elevati.
La risposta strategica dei produttori sarà orientare l'offerta verso sistemi di fascia media e premium, dove i margini di profitto possono assorbire meglio l'aumento dei costi delle componenti. IDC prevede infatti che il prezzo medio di vendita dei PC aumenterà nel corso del 2026, con conseguenze dirette per consumatori e aziende che pianificano aggiornamenti hardware.