La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina nel settore dei semiconduttori sta per entrare in una nuova fase. L'amministrazione Trump ha annunciato l'introduzione di dazi aggiuntivi sui prodotti semiconduttori cinesi, ma con una particolarità che sta facendo discutere gli analisti del settore: l'entrata in vigore è stata posticipata di ben 18 mesi, precisamente al 23 giugno 2027. Questo rinvio potrebbe segnalare un temporaneo disgelo nelle tensioni commerciali tra le due superpotenze tecnologiche, specialmente dopo che Pechino ha a sua volta rimandato al prossimo anno le restrizioni sull'esportazione di terre rare verso gli Stati Uniti.
Dal punto di vista tecnico-normativo, gli Stati Uniti hanno chiarito che le tariffe sono tecnicamente già attive ma con un'aliquota dello 0%, destinata ad aumentare tra un anno e mezzo. L'aliquota definitiva verrà comunicata con almeno 30 giorni di anticipo rispetto alla data di implementazione, lasciando l'industria in una sorta di limbo regolamentare che complica la pianificazione degli investimenti a lungo termine.
L'aspetto più preoccupante per l'industria tech riguarda l'effetto cumulativo di queste misure. Le nuove tariffe si andrebbero infatti a sommare alla tassa del 50% già esistente sulle importazioni di semiconduttori cinesi, entrata in vigore il primo gennaio di quest'anno. Questo scenario potrebbe portare a un ulteriore incremento dei prezzi per componenti fondamentali come chip di memoria, controller per SSD e altri semiconduttori legacy ancora prodotti in grandi quantità in Cina.
La motivazione ufficiale della Casa Bianca si basa su un rapporto che denuncia una situazione di "sovraccapacità non di mercato e coercizione economica" da parte della Cina. Secondo l'analisi dello studio legale internazionale HoganLovells, il documento punta il dito contro le politiche industriali cinesi, in particolare l'iniziativa Made in China 2025, che stabilisce obiettivi numerici specifici per la produzione domestica di semiconduttori e l'espansione della capacità produttiva nazionale.
Il lungo periodo di preavviso fino al 2027 offre all'industria tech il tempo di adattarsi, ma introduce anche un'incertezza prolungata che potrebbe frenare gli investimenti. Per i consumatori, l'impatto sui prezzi finali dipenderà dalla capacità dei produttori di diversificare le fonti di approvvigionamento e dall'evoluzione delle relazioni commerciali tra le due maggiori economie mondiali nei prossimi 18 mesi.