Il mercato dei componenti hardware per PC sta attraversando una delle fasi più critiche degli ultimi anni, e le dichiarazioni ufficiali di NVIDIA durante il più recente incontro con gli investitori non lasciano spazio all'ottimismo. La crisi della RAM — che da mesi sta comprimendo la disponibilità di schede grafiche e facendo lievitare i prezzi in modo sensibile — non si risolverà nel breve periodo. Anzi, stando alle parole della CFO di NVIDIA, Colette Kress, la carenza di componenti rimarrà un freno significativo per il segmento gaming almeno per tutto il primo trimestre dell'anno fiscale 2027 e probabilmente ben oltre.
I numeri presentati nel resoconto finanziario parlano chiaro: il fatturato gaming di NVIDIA nel quarto trimestre dell'anno fiscale 2026 ha registrato una crescita del 47% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma ha subito un calo del 13% rispetto al trimestre precedente (Q3 2026). Kress ha attribuito questa contrazione direttamente alla progressiva riduzione delle scorte di memoria RAM negli ultimi mesi, confermando che la situazione non è semplicemente una fluttuazione di mercato, ma un problema strutturale con radici profonde nella catena di fornitura globale.
L'anno fiscale 2027 di NVIDIA si estende da febbraio 2026 a gennaio 2027, il che significa che ci troviamo già nel primo trimestre sotto pressione. Chiunque abbia provato ad acquistare una scheda grafica di recente ha già toccato con mano il risultato di queste tensioni: prezzi gonfiati e disponibilità scarsa o nulla per i modelli più richiesti.
A rendere lo scenario ancora più preoccupante è il quadro temporale delineato dagli analisti di settore. Anshel Sag, Principal Analyst di Moor Insights and Strategy, aveva già anticipato che la carenza di memoria potrebbe prolungarsi fino al 2027 o addirittura al 2028. Le dichiarazioni di Kress sembrano ora confermare questa prospettiva, segnalando che l'industria potrebbe dover convivere con questa situazione per almeno un altro anno.
È fondamentale comprendere che la crisi non riguarda esclusivamente le schede grafiche. Ogni componente hardware moderno dipende dalla RAM per funzionare, e questo significa che l'intera filiera del gaming hardware è potenzialmente esposta: dalle GPU alle console, dai portatili da gioco ai mini PC. Mat Piscatella, Senior Director e Video Game Industry Advisor di Circana, ha già documentato come il prezzo medio di vendita dell'hardware gaming abbia subito un'impennata significativa nell'ultimo anno, complici anche l'ingresso sul mercato di dispositivi premium come Xbox Ally X e PS5 Pro.
Interpellato sulla situazione, Piscatella ha preferito evitare previsioni nette, sottolineando come la rapidità dei cambiamenti in termini di prezzi e disponibilità dei componenti renda difficile qualsiasi proiezione precisa. Tuttavia ha delineato uno scenario plausibile che include esaurimenti intermittenti delle scorte, nuovi aumenti dei listini e possibili slittamenti nei lanci di prodotto. Un segnale concreto in questa direzione è già arrivato: Valve ha recentemente posticipato il lancio dello Steam Machine proprio a causa delle difficoltà legate all'approvvigionamento e ai costi dei componenti.
Le prossime generazioni di console Sony e Microsoft sembrano ancora lontane, ma anche i loro piani di lancio potrebbero risentire indirettamente di questa situazione, con i produttori che potrebbero valutare uno slittamento dei tempi di uscita per gestire meglio costi e disponibilità.
In attesa di una risposta ufficiale da parte di NVIDIA — che non ha ancora commentato pubblicamente oltre alle dichiarazioni già rilasciate durante l'incontro con gli investitori — il mercato dell'hardware gaming si prepara a mesi di incertezza. L'evoluzione della crisi della memoria dipenderà in larga misura dalla capacità dei produttori di semiconduttori di aumentare la produzione e dalle dinamiche geopolitiche che continuano a influenzare le catene di fornitura globali: due fattori su cui né NVIDIA né i singoli consumatori hanno controllo diretto.