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Ubuntu conquista la Cina con 1,7 milioni di copie nel 2013

Canonical celebra i risultati ottenuti in Cina e i milioni di utenti già ottenuti.

Oltre un milione e mezzo di Ubuntu scaricati in Cina nel 2013. Anzi probabilmente un po' di più, visto che la statistica si limita alle copie di Ubuntu Kylin, una versione della popolare "distro" realizzata apposta per gli utenti cinesi.

Quasi tutto il merito, si legge sul blog di Ubuntu, va alla release 13.10 di Ubuntu Kylin, uscita lo scorso ottobre. I download sono stati infatti 1,3 milioni che, insieme ai 400.000 raggiunti a ottobre, dimostrano un crescente interesse verso l'open source da parte del pubblico cinese.

Di certo il territorio potrebbe essere più che fertile. In Cina, come nel resto del mondo, Windows ha infatti un ruolo dominante, ma alcuni dettagli fanno del paese asiatico una realtà a sé stante. Per esempio il livello di pirateria software è altissimo, e per questo la BSA (Business Software Alliance) porta avanti da tempo politiche davvero molto aggressive.

Non è detto però che un pirata diventi un cliente pagante, soprattutto se scopre di avere a disposizione alternative gratuite e accettabili. Ed è proprio questo il caso di Ubuntu, che nel Paese si trova anche preinstallato su molti computer (HP, Lenovo, Dell) venduti nei negozi.  Ebbene sì, spesso in Cina si può entrare in un supermercato e uscirne con un PC nuovo dotato di Ubuntu – in Italia sarebbe una vera rarità, una storia di quelle da raccontare ai nipoti.

Alla popolarità di Ubuntu Kylin, poi, ha contribuito senz'altro anche il fatto che il governo di Pechino e le Forze Armate l'hanno scelto come sistema operativo ufficiale. Insomma la strategia avviata da Canonical la scorsa primavera sta dando i suoi frutti.

Il panorama sembra giustificare un certo ottimismo nel mondo open source, e senz'altro dentro agli uffici di Canonical. Chi potrebbe esser scontento invece è senz'altro Microsoft: se questo è l'inizio di una conquista della Cina da parte di Ubuntu, infatti, l'azienda di Redmond vede a rischio il mercato più importante del mondo. Che cosa farà Satya Nadella per affrontare questo spinosissimo problema?