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Valorant, TPM necessario su Windows 11 per evitare i cheater

Riot ha deciso di imporre l'uso del TPM 2.0 in Valorant se in esecuzione su Windows 11 per offrire un'esperienza più sicura ai propri utenti.

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Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 10/09/2021 alle 14:00
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Con il fenomeno del “cheating” sempre più diffuso nell’ambito degli eSport, soprattutto negli sparatutto in prima persona, gli sviluppatori di Valorant hanno escogitato un nuovo modo per tenere a bada coloro che intendono usare dei trucchetti per vincere. Come riportato da @AntiCheatPD su Twitter, infatti, ora il titolo richiede che tutti i PC con Windows 11 siano dotati di un Trusted Platform Module (TPM) attivo; quindi, tutte le macchine con Windows 11 e TPM disattivato non saranno autorizzate a partecipare alle partite.

Valorant has started to enforce both TPM and Secure boot if YOU are playing on Windows 11 to ensure a trusted platform when playing Valorant. @RiotVanguard team yet again leading the anti-cheat industry in the right direction for competitive integrity pic.twitter.com/qgTM1yNqdA

— Anti-Cheat Police Department 🕵️ (@AntiCheatPD) September 3, 2021
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Questo requisito consente a Riot Games, software house responsabile di Valorant, di bannare eventuali cheater, sia a livello di account che di IP. Questa operazione viene eseguita tramite la chiave RSA incorporata del Trusted Platform Module che non può essere cancellata o modificata. Ogni chiave RSA impone l'autenticità con il dispositivo associato, assicurandosi che Windows e tutte le app in esecuzione sulla macchina sappiano qual è il sistema. Se tutto andrà secondo i piani, la nuova regolamentazione dovrebbe causare grossi problemi ai cheater che vengono scoperti, i quali dovranno sostituire il PC su cui giocano, o, più probabilmente, alcune componenti importanti come la CPU o la scheda madre, in modo da poter aggirare il divieto.

Per ora, Riot Games applica questa regola solo sui PC con Windows 11, senza alcun requisito ufficiale per Windows 10. Ricordiamo che già Microsoft richiede il supporto TPM per eseguire Windows 11 in primo luogo, con alcune eccezioni. Tuttavia, se sarà chiesto anche agli utenti Windows 10 di attivare il TPM in futuro, ciò potrebbe causare problemi significativi a coloro che utilizzano hardware più datato, tagliando fuori potenzialmente parte della base di giocatori di Valorant.

valorant-esports-twitch-rivals-96963.jpg

Riot Games potrebbe ugualmente decidere che valga la pena correre il rischio per assicurarsi che i cheater non cambino sistema operativo allo scopo di aggirare i divieti. Se ciò accadrà, Valorant diventerà un'esclusiva di Windows 10 e 11 con TPM obbligatorio su entrambi i sistemi operativi.

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