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Periferiche di Rete

Wi-Fi 802.11be, il Wi-Fi 7 è già in cantiere

Nonostante il Wi-Fi 802.11ax sia disponibile da poco, gli ingegneri sono già al lavoro su quello che sarà il prossimo protocollo, il Wi-Fi 802.11be, probabilmente chiamato Wi-Fi 7.

Il protocollo Wi-Fi IEEE 802.11ax, corrispondente al Wi-Fi 6, sta arrivando proprio in questo periodo su smartphone, portatili e apparecchiature di rete. Lo sviluppo però non conosce soste e così gli ingegneri sono già al lavoro su quello che sarà il Wi-Fi 7.

Con velocità fino a 30 gigabit al secondo, la prossima generazione di Wi-Fi promette video in streaming migliori, una portata più ampia e meno problemi di congestione del traffico. Il cambiamento non sarà improvviso, ma avverrà in più passaggi. Prima di vedere il Wi-Fi 7 nel 2024, infatti, assisteremo prima al perfezionamento del Wi-Fi 6.

Il sito Cnet racconta che V.K. Jones, vicepresidente di Qualcomm per la tecnologia, ha condiviso alcuni dettagli su come funzionerà il Wi-Fi 7. Prima però aspettiamoci tre fasi di miglioramento rispetto al Wi-Fi 6 attuale.

Il primo miglioramento riguarderà una maggiore capacità, grazie a nuove onde radio che i governi statunitense ed europei apriranno probabilmente il prossimo anno.

Il secondo miglioramento, previsto per il 2022, punterà a migliorare la velocità, specie in upload. Il terzo e più interessante passo avanti è atteso nel 2024 con un insieme di aggiornamenti al Wi-Fi, noto ancora solo con il nome Wi-Fi 802.11be.

Al momento, nessuno usa ufficialmente il nome Wi-Fi 7, nemmeno la Wi-Fi Alliance, ma in virtù del fatto che gli ultimi tre standard sono stati 802.11n, 802.11ac e 802.11ax e sono stati certificati rispettivamente come Wi-Fi 4, 5 e 6, è possibile che lo standard 802.11be venga chiamato Wi-Fi 7.

L’IEEE (Institute of Electrical and Electronic Engineers), che sviluppa gli standard 802.11 certificati poi dalla Wi-Fi Alliance, sta già lavorando sul protocollo 802.11be.

È stato proprio l’IEEE a proporre la velocità di 30 Gbps, senza dimenticare che si mira a ridurre la latenza per migliorare le prestazioni di attività sensibili a questo parametro come i giochi.

Come molti di voi sapranno, il Wi-Fi oggi usa due bande di frequenza radio: 2,4 GHz e 5 GHz. Gli Stati Uniti e l’Europa, tuttavia, stanno lavorando per rilasciare una frequenza radio a 6 GHz. Secondo il dirigente di Qualcomm dovrebbe quadruplicare le velocità.

C’è però un problema: alcune società di telecomunicazioni usano già parti della banda a 6 GHz in posizioni specifiche, ma tecnicamente dovrebbe essere aggirabile. La difficoltà maggiore sarà convincere i governi che non ci saranno problemi.

Nel 2022 dovrebbe arrivare un altro aggiornamento rispetto al Wi-Fi 6 attuale, offrendo le funzionalità promesse dallo standard 802.11ax. In particolare dobbiamo aspettarci l’UL MU-MIMO, ossia uplink multiuser multiple-input multiple-output. L’evoluzione dell’attuale MU-MIMO velocizzerà l’upload dei dati dai dispositivi alla rete.

Qualcomm ha già tenuto una dimostrazione di UL MU-MIMO con 10 telefoni che riprendevano una donna che dipingeva. I tre telefoni che supportavano UL MU-MIMO riuscivano a inviare un un video senza interruzioni, mentre gli altri sette spesso bloccavano la riproduzione per alcuni secondi.

Queste evoluzioni porteranno quindi al nuovo standard 802.11be, atteso nel 2024 con un altro miglioramento a MIMO chiamato coordinated multiuser MIMO o CMU-MIMO che dovrebbe portare un ulteriore aumento della velocità, della portata e decongestionare il traffico Wi-Fi.

MU-MIMO consente ai produttori di apparecchiature di rete di realizzare access point con una disposizione a otto antenne, ma 802.11be ne gestirà 16, cosa che aprirà le porte a CMU-MIMO. La parte “cooperativa” di CMU-MIMO deriva dal fatto che tutte quelle antenne non devono necessariamente trovarsi su un unico access point, con l’industria che per migliorare la copertura punta su reti mesh con più access point.

Dividere queste antenne tra dispositivi diversi significherebbe una migliore capacità di inviare dati diversi in dispositivi differenti – “risoluzione spaziale” nel gergo tecnico – e quindi aumentare le prestazioni complessive della rete. Lo standard 802.11be sarà inoltre in grado di inviare dati su più frequenze contemporaneamente. Laddove le reti odierne inviano dati ai dispositivi usando le bande a 2,4 GHz o 5 GHz, 802.11be potrà usarne due contemporaneamente o addirittura tutte e tre.

“È come tenere tre conversazioni telefoniche contemporaneamente – difficile per un essere umano, ma non è un grosso problema per i computer”, ha affermato il dirigente di Qualcomm. Ci sarà anche un aggiornamento, 4096-QAM, che permetterà d’inserire più informazioni in un segnale radio.

Per ora è comunque tutto in divenire, nonostante i piani non è detto che tutto ciò sarà integrato nel nuovo standard e le premesse saranno rispettate. D’altronde si parla di spingersi ai limiti della fisica e dell’ingegneria, nonché rispettare i regolamenti in termini di rispetto dell’uso delle frequenze.