Microsoft si trova a fare i conti con un bug critico che compromette la gestione degli stati di alimentazione in Windows 11 23H2, emerso dopo il rilascio dell'aggiornamento cumulativo KB5073455 di gennaio 2026. Il problema, che colpisce selettivamente i sistemi dotati della funzionalità di sicurezza Secure Launch, si manifesta con un comportamento apparentemente paradossale: quando l'utente seleziona l'arresto del sistema, il PC si riavvia invece di spegnersi completamente. Non si tratta di un malfunzionamento universale, ma di una regressione legata alla configurazione hardware e alle impostazioni di sicurezza specifiche, il che spiega perché alcuni dispositivi risultino immuni mentre altri sono pesantemente impattati.
Le implicazioni del difetto vanno ben oltre il semplice inconveniente di un riavvio indesiderato. L'aggiornamento KB5073455 interferisce anche con le modalità di sospensione e ibernazione, trasformando quello che potrebbe sembrare un fastidio minore in un rischio concreto per l'integrità dei dati e la salute hardware. Sui laptop, la mancata entrata in sleep dopo la chiusura del coperchio può lasciare il dispositivo attivo all'interno di uno zaino o una borsa, con conseguenze potenzialmente gravi: accumulo di calore per insufficiente circolazione d'aria, esaurimento rapido della batteria e, nei casi più estremi, instabilità termica del sistema.
La situazione diventa ancora più critica quando entra in gioco l'ibernazione. In condizioni normali, quando la batteria raggiunge livelli critici, Windows dovrebbe automaticamente attivare l'ibernazione per preservare lo stato della sessione e proteggere i dati non salvati. Con il bug introdotto da KB5073455, questo meccanismo di sicurezza può fallire, esponendo gli utenti a perdite improvvise di alimentazione e conseguente cancellazione del lavoro in corso. Per professionisti e content creator che lavorano su progetti complessi, questa vulnerabilità rappresenta un rischio operativo non trascurabile.
Per chi è attualmente alle prese con questo problema, Microsoft e la comunità tech hanno individuato una soluzione temporanea praticabile. Aprendo un prompt dei comandi con privilegi amministrativi ed eseguendo shutdown /s /t 0, è possibile forzare l'arresto del sistema aggirando il percorso standard che innesca il riavvio indesiderato. Questo workaround, sebbene funzionale per garantire lo spegnimento quando l'interfaccia utente fallisce, non risolve la causa alla radice né ripristina l'affidabilità delle modalità sleep e ibernazione. Si tratta quindi di una misura tampone, non di una correzione definitiva.
La risposta ufficiale di Redmond arriva sotto forma dell'aggiornamento KB5077797, specificamente progettato per correggere le anomalie negli stati di alimentazione introdotte dal precedente pacchetto cumulativo. Per gli utenti di Windows 11 23H2 che hanno installato l'aggiornamento di gennaio 2026, la procedura consigliata è chiara: applicare immediatamente la patch correttiva e verificare che le transizioni tra gli stati di alimentazione tornino a funzionare correttamente. La verifica dovrebbe includere test di arresto, sospensione e ibernazione in condizioni reali d'uso, specialmente su laptop dove le conseguenze di un malfunzionamento possono essere più severe.
Questo episodio si inserisce in un pattern ricorrente di regressioni introdotte dagli aggiornamenti cumulativi di Windows, che continuano a sollevare interrogativi sulla fase di test pre-rilascio e sull'efficacia del programma Windows Insider nel catturare anomalie legate a configurazioni specifiche. La natura mirata del bug, legata all'implementazione di Secure Launch, suggerisce che i test automatizzati potrebbero non coprire adeguatamente tutte le combinazioni di funzionalità di sicurezza e gestione energetica. Per gli amministratori IT e gli utenti avanzati, questo caso sottolinea l'importanza di mantenere strategie di rollback pronte e di monitorare attentamente il comportamento dei sistemi dopo ogni major update, specialmente in ambienti dove l'affidabilità delle funzioni di power management è critica per la produttività quotidiana.
