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Windows 8 pirata: la storia dell'arresto di un dipendente MS

Il software architect Alex Kibkalo è il presunto responsabile della diffusione di Windows 8 in versione pirata. L'ex dipendente Microsoft è stato arrestato ieri.

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Avatar di Dario D'Elia

a cura di Dario D'Elia

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 20/03/2014 alle 12:42 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:49
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L'1 agosto del 2012 Microsoft annunciò di aver terminato lo sviluppo di Windows 8. Il 2 agosto la final build era già disponibile sui siti di file sharing. Oggi sappiamo che il responsabile di questo "furto" è un ex impiegato Microsoft che adesso è accusato di un crimine federale.

Ieri il software architect Alex Kibkalo è stato arrestato per traffico di segreti industriali. In verità le indagini avrebbero confermato il suo coinvolgimento non solo nella diffusione di Windows 8 ma anche di file di Windows 7 e il sistema interno studiato per la protezione contro la pirateria (Activation Server Software Development Kit).

Windows 8 pirata

E dire che Kibkalo non era un passacarte; probabilmente era arrabbiato con l'azienda per una serie di valutazioni negative ricevute sul suo operato. Resta il fatto che lo sviluppatore nel 2012 passa i codici a un blogger francese specializzato in hi-tech e di lì in poi la diffusione del software diventa planetaria.

L'agente speciale dell'FBI che si è occupato del caso dice di essere stato contattato da Microsoft a luglio dell'anno scorso, dopo un anno di indagini interne. Kibkalo avrebbe distribuito codici e kit di attivazione fondamentalmente per favorire la diffusione pirata del sistema operativo.

Il caso sembra praticamente chiuso perché lo sviluppatore in più colloqui con la security interna di Microsoft sembrerebbe aver ammesso praticamente tutto. La nota curiosa è che quel pollo di blogger francese pare aver domandato a un altro dipendente Microsoft di confermargli l'autenticità dell'Activation Server Software Development Kit ricevuto. Ovviamente l'impiegato invece di rispondere ha raccontato tutto alla dirigenza. E così andando a ritroso sono venute fuori tutte le prove, prima controllando gli account di posta usati e poi i sistemi di hosting coinvolti.

"Faccio una soffiata aziendale oggi probabilmente", si legge nel messaggio istantaneo mandato da Kibkalo al blogger, il 2 agosto 2012. "Hmm", risponde il blogger. "Sei sicuro di volerlo fare? Lol".

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