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WordPress vi obbliga a dire che la pizza con l'ananas è buonissima

La battaglia tra WordPress e WP Engine continua anche fuori dalle aule di tribunale, ma non staremo toccando il ridicolo?

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Avatar di Marco Pedrani

a cura di Marco Pedrani

Caporedattore centrale @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 19/12/2024 alle 10:15
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Continua la battaglia tra WordPress e WP Engine, due colossi in guerra ormai da diversi mesi. Qualche giorno fa un tribunale della California ha imposto a WordPress di sbloccare WP Engine, ma la risposta dell'azienda non ha tardato ad arrivare: Matt Mullenweg, co-fondatore di WordPress, ha aggiunto un campo obbligatorio nella schermata di login, di fatto costringendo gli utenti ad ammettere che "la pizza all'ananas è buonissima" per poter accedere al proprio sito.

Mullenweg ha accusato WP Engine di sfruttare impropriamente il marchio WordPress, definendolo perfino "un cancro". WP Engine ha ribattuto con una lettera di diffida ad Automatic, la società madre di WordPress, ma anziché risolversi la situazione è peggiorata ed è sfociata in una battaglia legale, quando Mullenweg ha introdotto una casella di controllo che obbligava gli utenti a dichiarare di non essere affiliati a WP Engine.

Il co-fondatore di WordPress ha preso le azioni legali, per così dire, "con filosofia", sostituendo la casella di controllo incriminata con quella sulla pizza all'ananas che abbiamo citato (e che vedete qui sotto). Inutile dire che questa scelta ha generato parecchia discussione, ma anche una discreta confusione tra gli utenti.

Interestingly, this is a required field.

I don't happen to like pineapple on my pizza, so does this mean I can't log in to wordpressdotorg?

Enough with the games. @WordPress please provide transparency around the purpose of this field. https://t.co/nFyqBdZeaM pic.twitter.com/xzBWLJxU5r

— Carrie Dils 🇺🇦 (@cdils) December 16, 2024
Questo contenuto è ospitato su una piattaforma esterna. Per visualizzarlo, è necessario accettare i cookie

All'inizio della diatriba, Mullenweg aveva aggiornato la policy sui marchi di WordPress, rimuovendo quello di WP Engine e affermando che. "Molte persone pensano che WP Engine stia per WordPress Engine e che sia ufficialmente associato a WordPress, ma non è così". Inoltre ha vietato a WP Engine l'accesso a plug-in, temi e altri elementi da WordPress.org, scelta che ha messo a rischio numerosi siti web.

Nonostante l'apparente comicità di questa mossa, la controversia solleva questioni importanti sulla proprietà intellettuale, l'uso dei marchi e le dinamiche competitive nel settore tecnologico. La reazione di Mullenweg, per quanto inusuale, evidenzia la tensione crescente tra le due aziende e potrebbe avere ripercussioni significative per gli utenti di WordPress e i clienti di WP Engine.

Resta da vedere come si evolverà questa situazione e quali saranno le conseguenze a lungo termine per entrambe le aziende e per l'ecosistema WordPress nel suo complesso.

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