image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Editor's Choice
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Demenza e ictus: un farmaco comune aumenta il rischio Demenza e ictus: un farmaco comune aumenta il rischio...
Immagine di Le particelle potrebbero non seguire la relatività di Einstein Le particelle potrebbero non seguire la relatività di Einst...

Alzheimer: nuove cellule fermano l'accumulo di tau

La ricerca guidata dall’INSERM mostra che queste cellule trasferiscono tau tossica dal cervello al flusso sanguigno, contribuendo alla sua eliminazione.

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 09/03/2026 alle 08:35

La notizia in un minuto

  • I tanociti, cellule cerebrali non neuronali posizionate nel terzo ventricolo, svolgono un ruolo attivo nel trasferire la proteina tau tossica dal liquido cerebrospinale al flusso sanguigno per eliminarla: quando questo meccanismo si compromette, la tau si accumula favorendo la progressione dell'Alzheimer.
  • Lo studio, firmato da Vincent Prevot dell'INSERM, ha rilevato che nei cervelli di pazienti con Alzheimer i tanociti risultano frammentati e mostrano alterazioni nell'espressione genica legate proprio alla funzione di trasporto, confermando il dato su modelli animali, cellulari e tessuto umano.
  • I risultati aprono potenziali strategie terapeutiche mirate a preservare l'integrità dei tanociti, ma gli stessi autori avvertono che servono studi longitudinali più ampi per chiarire se la loro disfunzione causa l'accumulo di tau o ne è una conseguenza.

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Nella ricerca sull'Alzheimer, la comprensione dei meccanismi di accumulo della proteina tau nel cervello rappresenta uno degli obiettivi più urgenti della neurobiologia contemporanea. Uno studio pubblicato il 5 marzo sulla rivista Cell Press Blue della casa editrice Cell Press propone una nuova prospettiva su questo fenomeno, identificando un processo biologico finora trascurato che potrebbe spiegare come la tau si accumuli nelle cellule cerebrali fino a livelli patologici. La ricerca, condotta attraverso una metodologia integrata che combina modelli animali, studi cellulari in vitro e analisi di tessuto cerebrale da pazienti umani, porta la firma di Vincent Prevot dell'INSERM, l'Istituto nazionale francese della salute e della ricerca medica.

Al centro di questa scoperta vi sono i tanociti, cellule cerebrali non neuronali la cui funzione nell'ambito delle malattie neurodegenerative era stata fino ad ora ampiamente sottovalutata. Collocati principalmente nel terzo ventricolo del cervello, i tanociti sono noti alla letteratura scientifica per il loro ruolo nella regolazione della comunicazione metabolica tra il sangue e il liquido cerebrospinale, il fluido che avvolge cervello e midollo spinale e svolge funzioni cruciali nell'omeostasi del sistema nervoso centrale. Studi precedenti li avevano identificati come mediatori di segnali metabolici, ma il loro coinvolgimento nei processi di eliminazione di molecole tossiche non era mai stato documentato in modo sistematico.

Il gruppo di ricerca ha dimostrato che i tanociti svolgono un'attività di trasporto attivo: trasferiscono sostanze tossiche, tra cui la proteina tau, dal liquido cerebrospinale verso il flusso sanguigno, dove possono essere eliminate dall'organismo attraverso i normali meccanismi di clearance periferica. Quando questo sistema di smaltimento viene compromesso o rallentato, la tau inizia ad accumularsi nel tessuto cerebrale, contribuendo alla progressione della patologia neurodegenerativa tipica dell'Alzheimer.

La robustezza metodologica dello studio risiede nell'approccio multilivello adottato dai ricercatori. Non solo i modelli su roditori e le culture cellulari hanno confermato il ruolo attivo dei tanociti nella clearance della tau, ma le analisi condotte su campioni cerebrali di pazienti affetti da morbo di Alzheimer hanno rivelato alterazioni strutturali e molecolari precise in queste cellule. Come ha dichiarato Prevot, "i tanociti nel cervello di pazienti umani con Alzheimer risultavano frammentati e mostravano cambiamenti nell'espressione genica correlati proprio a questa funzione di trasporto."

"Le nostre scoperte forniscono la prima evidenza di alterazioni strutturali e funzionali in queste cellule cerebrali poco conosciute ma fondamentali nella malattia umana." — Vincent Prevot, INSERM

Dal punto di vista delle implicazioni cliniche, i risultati aprono una direzione di ricerca potenzialmente importante: preservare l'integrità e la funzionalità dei tanociti potrebbe rappresentare una strategia terapeutica per rallentare la progressione della neurodegenerazione e favorire la rimozione della tau tossica. Tuttavia, gli stessi autori sottolineano con chiarezza che la strada verso applicazioni terapeutiche è ancora lunga e irta di ostacoli tecnici e scientifici.

Tra le sfide principali identificate dal team vi sono la mancanza di modelli animali in grado di replicare fedelmente tutte le caratteristiche della malattia di Alzheimer nell'uomo, nonché la necessità di condurre studi longitudinali su coorti di pazienti più ampie. Solo indagini di questo tipo potranno chiarire il nesso causale tra disfunzione dei tanociti e accumulo di tau, distinguendo con certezza se il deterioramento di queste cellule precede e provoca l'accumulo proteico oppure ne è una conseguenza.

Lo studio è stato sostenuto da un consorzio di finanziatori internazionali di primo piano: il Consiglio Europeo della Ricerca (ERC), i National Institutes of Health statunitensi, la Fondation pour la Recherche Médicale e la Fondation NRJ per la Neuroscienze dell'Institut de France. La presenza del finanziamento ERC sottolinea la rilevanza europea di questa linea di indagine, che si inserisce in un più ampio contesto di ricerca continentale sulle malattie neurodegenerative.

Le prospettive future di questo filone di ricerca indicano la necessità di approfondire i meccanismi molecolari precisi attraverso cui i tanociti riconoscono e trasportano la tau, nonché di identificare i fattori che ne determinano la frammentazione nei cervelli malati. La caratterizzazione più dettagliata dei cambiamenti nell'espressione genica di queste cellule potrebbe inoltre suggerire biomarcatori diagnostici o bersagli farmacologici specifici, aprendo scenari terapeutici che oggi rimangono ancora nel dominio della ricerca di base.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

Le notizie più lette

#1
iOS 26.4, ecco le nuove funzioni per iPhone

Smartphone

iOS 26.4, ecco le nuove funzioni per iPhone

#2
I nuovi Mac desktop saranno più cari, ma il motivo non è quello che credete

Hardware

I nuovi Mac desktop saranno più cari, ma il motivo non è quello che credete

#3
PS5 è stata trasformata in una Steam Machine funzionante
4

Videogioco

PS5 è stata trasformata in una Steam Machine funzionante

#4
Galaxy S26, dov'è finita la modalità notte?
2

Smartphone

Galaxy S26, dov'è finita la modalità notte?

#5
Le particelle potrebbero non seguire la relatività di Einstein
2

Scienze

Le particelle potrebbero non seguire la relatività di Einstein

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca cerchi

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Le particelle potrebbero non seguire la relatività di Einstein
2

Scienze

Le particelle potrebbero non seguire la relatività di Einstein

Di Antonello Buzzi
Demenza e ictus: un farmaco comune aumenta il rischio

Scienze

Demenza e ictus: un farmaco comune aumenta il rischio

Di Antonello Buzzi
Una semplice modifica alla dieta migliora la flora intestinale
1

Scienze

Una semplice modifica alla dieta migliora la flora intestinale

Di Antonello Buzzi
Come la ketamina allevia la depressione grave

Scienze

Come la ketamina allevia la depressione grave

Di Antonello Buzzi
Ingegneri fanno comportare i magneti come grafene

Scienze

Ingegneri fanno comportare i magneti come grafene

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • SosHomeGarden
  • Aibay
  • Coinlabs

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.