La NASA si prepara a uno dei momenti più attesi dell'esplorazione spaziale del XXI secolo: il ritorno dell'umanità verso la Luna dopo oltre mezzo secolo dall'ultima missione Apollo. Il programma Artemis, che rappresenta l'erede contemporaneo delle storiche missioni lunari degli anni Settanta, si appresta a compiere un passo cruciale con il lancio di Artemis 2, una missione che porterà quattro astronauti in orbita circumlunare già a partire dal prossimo febbraio. Si tratta di un'impresa che segna non solo il recupero delle capacità di volo umano oltre l'orbita terrestre bassa, ma anche l'inizio di una nuova era di esplorazione lunare permanente, concepita come trampolino di lancio verso Marte.
L'agenzia spaziale statunitense ha comunicato che la finestra di lancio per Artemis 2 si apre con una data potenziale fissata per il 6 febbraio 2026, con un margine che si estende fino ad aprile di quest'anno. Lori Glaze, amministratrice associata ad interim per la Exploration Systems Development Mission Directorate della NASA, ha sottolineato come la sicurezza dell'equipaggio rimanga la priorità assoluta in ogni fase del processo, ricordando che diversi passaggi critici attendono ancora il completamento prima del lancio definitivo.
Il cuore tecnologico della missione è rappresentato dallo Space Launch System (SLS), il razzo più potente mai costruito dall'agenzia americana. La configurazione finale del veicolo raggiungerà un'altezza complessiva di 98 metri, superando la Statua della Libertà, grazie a uno stadio centrale alto 65 metri. Sulla sommità del gigantesco vettore sarà posizionata la capsula Orion, l'abitacolo pressurizzato che ospiterà i quattro membri dell'equipaggio durante il viaggio di circa dieci giorni attorno al nostro satellite naturale.
Le operazioni propedeutiche al lancio prevedono il trasferimento del razzo dal Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center in Florida alla rampa di lancio, un'operazione programmata non prima di sabato 17 gennaio. Nonostante la distanza da coprire sia di soli 6 chilometri, il trasporto di una struttura così massiccia richiede estrema cautela: le previsioni indicano una durata del trasferimento fino a 12 ore. La NASA ha precisato che l'operazione potrebbe subire rinvii in caso di condizioni meteorologiche avverse o problemi tecnici dell'ultimo minuto.
Nelle settimane precedenti, i tecnici hanno dovuto affrontare alcune sfide ingegneristiche, tra cui anomalie riscontrate nei sistemi di supporto a terra destinati alla fornitura di ossigeno per la capsula Orion. Questi interventi di troubleshooting rappresentano la normale routine di una missione di questa complessità, dove ogni componente deve funzionare perfettamente per garantire la sicurezza dell'equipaggio.
Una volta completato il rollout, la NASA condurrà una wet dress rehearsal entro la fine di gennaio, una simulazione generale che rappresenta una delle prove più critiche prima del lancio vero e proprio. Durante questo test, il razzo verrà riempito con oltre 2,6 milioni di litri di propellenti criogenici, replicando tutte le fasi del conto alla rovescia, comprese le procedure di defueling e i protocolli di sicurezza d'emergenza. Solo al superamento positivo di questa prova seguirà la revisione finale di prontezza al volo, che determinerà la data definitiva del lancio.
L'equipaggio di Artemis 2 è composto dagli astronauti NASA Christina Hammock Koch, prima donna destinata a circumnavigare la Luna, Reid Wiseman, comandante della missione, Victor Glover, e dall'astronauta canadese Jeremy Hansen, rappresentante della Canadian Space Agency. La presenza di Hansen testimonia la dimensione internazionale del programma, mentre la scelta di Koch sottolinea l'impegno della NASA nell'inclusività dell'esplorazione spaziale.
Il programma Artemis non si limita a ripetere le gesta delle missioni Apollo: l'obiettivo dichiarato è stabilire una presenza umana permanente sulla superficie lunare, utilizzando il satellite come banco di prova per le tecnologie necessarie all'esplorazione marziana. Le future missioni Artemis prevedono infatti l'allunaggio di astronauti al polo sud lunare, una regione ricca di ghiaccio d'acqua che potrebbe fornire risorse essenziali per il sostentamento delle basi lunari e la produzione di propellente per viaggi più lontani. Come per tutte le missioni spaziali di questa portata, le date rimangono soggette a possibili variazioni, considerando che il programma ha già sperimentato ritardi in passato.