image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Terremoti, perché non possiamo ancora prevederli Terremoti, perché non possiamo ancora prevederli...
Immagine di C’è un problema negli scacchi, che si risolve cambiando la posizione di partenza C’è un problema negli scacchi, che si risolve cambiando l...

Parkinson, coinvolto un metabolita prodotto dai batteri orali

Esperimenti su modelli murini mostrano come batteri orali possano innescare infiammazione e accumulo di alfa-sinucleina.

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 07/01/2026 alle 08:20

La notizia in un minuto

  • Un batterio delle carie, lo Streptococcus mutans, può migrare dall'intestino al cervello producendo imidazolo propionato (ImP), sostanza che danneggia i neuroni dopaminergici e contribuisce allo sviluppo del Parkinson
  • Esperimenti sui topi hanno dimostrato che bloccare il complesso proteico mTORC1 riduce l'infiammazione cerebrale e i sintomi parkinsoniani, aprendo nuove possibilità terapeutiche
  • Lo studio rafforza il legame tra igiene orale e salute neurologica, suggerendo che il microbioma intestinale potrebbe diventare un bersaglio preventivo per le malattie neurodegenerative

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

La salute orale potrebbe avere un impatto molto più profondo sul cervello di quanto finora ipotizzato. Un nuovo studio condotto da ricercatori sudcoreani ha identificato un meccanismo biologico attraverso il quale batteri comunemente presenti nel cavo orale, una volta trasferiti nell'intestino, producono sostanze in grado di raggiungere il cervello e danneggiare i neuroni dopaminergici, contribuendo potenzialmente all'insorgenza della malattia di Parkinson. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Communications, apre scenari inediti per comprendere le origini di questa patologia neurodegenerativa che colpisce circa l'1-2% della popolazione mondiale oltre i 65 anni.

Il team guidato dalla professoressa Ara Koh e dalla dottoranda Hyunji Park del Dipartimento di Scienze della Vita del POSTECH, in collaborazione con il professor Yunjong Lee dell'Università Sungkyunkwan e il professor Han-Joon Kim della Seoul National University College of Medicine, ha scoperto concentrazioni significativamente elevate di Streptococcus mutans nel microbioma intestinale dei pazienti affetti da Parkinson. Questo batterio, noto principalmente per il suo ruolo nella formazione delle carie dentali, produce un enzima chiamato urocanate reductasi (UrdA) e un metabolita secondario denominato imidazolo propionato (ImP). Entrambe queste sostanze sono state rilevate a livelli anomali sia nell'intestino che nel flusso sanguigno dei malati.

L'aspetto più rilevante della ricerca riguarda gli esperimenti condotti su modelli murini, che hanno permesso di tracciare l'intero percorso patologico. I ricercatori hanno introdotto S. mutans direttamente nell'intestino dei topi oppure hanno utilizzato batteri E. coli geneticamente modificati per produrre UrdA. In entrambi i casi, i livelli di ImP sono aumentati nel sangue e nel tessuto cerebrale degli animali, che hanno sviluppato caratteristiche tipiche del Parkinson: degenerazione dei neuroni dopaminergici, incremento dell'infiammazione cerebrale, problemi motori e accumulo di alfa-sinucleina, la proteina anomala strettamente associata alla progressione della malattia.

Gli esperimenti hanno dimostrato che gli effetti dannosi dipendono dall'attivazione del complesso proteico mTORC1, un bersaglio terapeutico potenzialmente rivoluzionario

La svolta metodologica è arrivata quando i ricercatori hanno somministrato ai topi un farmaco inibitore del complesso di segnalazione cellulare mTORC1. Questa proteina complessa, già nota per il suo ruolo nella regolazione della crescita e del metabolismo cellulare, si è rivelata cruciale nel mediare gli effetti neurotossici dell'ImP. Bloccandone l'attività, gli scienziati hanno osservato una marcata riduzione dell'infiammazione cerebrale, della perdita neuronale, dell'accumulo di alfa-sinucleina e dei deficit motori. Questi risultati suggeriscono che modulare il microbioma orale-intestinale e i composti che produce potrebbe aprire vie terapeutiche completamente nuove per una malattia che attualmente dispone solo di trattamenti sintomatici.

La ricerca si inserisce nel filone emergente degli studi sull'asse intestino-cervello, che negli ultimi anni ha documentato come alterazioni del microbioma intestinale siano associate a numerose patologie neurologiche. Precedenti osservazioni avevano già evidenziato differenze nella composizione batterica intestinale tra pazienti parkinsoniani e individui sani, ma fino ad ora non era stato identificato con precisione quali microorganismi fossero coinvolti né attraverso quali meccanismi biochimici potessero influenzare il sistema nervoso centrale. Il collegamento specifico tra un batterio patogeno orale e la neurodegenerazione rappresenta quindi un avanzamento significativo nella comprensione eziopatogenetica della malattia.

Come sottolineato dalla professoressa Koh, lo studio fornisce una comprensione meccanicistica di come i microbi orali nell'intestino possano influenzare il cervello e contribuire allo sviluppo del Parkinson, evidenziando il potenziale del microbiota intestinale come obiettivo terapeutico. La ricerca ha ricevuto finanziamenti dal Samsung Research Funding & Incubation Center di Samsung Electronics, dal Mid-Career Researcher Program del Ministero sudcoreano della Scienza e delle ICT, dal Microbiome Core Research Support Center e dal Biomedical Technology Development Program.

Le implicazioni pratiche sono molteplici. Nel breve termine, lo studio rafforza l'importanza delle pratiche di igiene orale non solo per prevenire patologie dentali, ma potenzialmente anche per ridurre il rischio di sviluppare disturbi neurodegenerativi. Nel medio-lungo periodo, la possibilità di intervenire farmacologicamente sul pathway mTORC1 o di modulare il microbioma intestinale attraverso probiotici mirati, prebiotici o interventi dietetici specifici potrebbe rappresentare una strategia preventiva o terapeutica complementare alle attuali terapie dopaminergiche. Rimangono tuttavia aperte domande cruciali: quanto è diffusa questa via patogenetica tra i pazienti parkinsoniani? Quali fattori determinano la migrazione di S. mutans dal cavo orale all'intestino? E soprattutto, studi clinici controllati potranno confermare nell'uomo ciò che gli esperimenti murini suggeriscono con forza?

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

Le notizie più lette

#1
VPN: cos'è, come funziona e a cosa serve
1

Hardware

VPN: cos'è, come funziona e a cosa serve

#2
Cos'è una VPN (Virtual Private Network)
1

Hardware

Cos'è una VPN (Virtual Private Network)

#3
I vantaggi di usare una VPN mentre si viaggia
1

Hardware

I vantaggi di usare una VPN mentre si viaggia

#4
C’è un problema negli scacchi, che si risolve cambiando la posizione di partenza
5

Scienze

C’è un problema negli scacchi, che si risolve cambiando la posizione di partenza

#5
Perché siamo sempre più poveri? I veri motivi sono questi

Altri temi

Perché siamo sempre più poveri? I veri motivi sono questi

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca cerchi

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

C’è un problema negli scacchi, che si risolve cambiando la posizione di partenza
5

Scienze

C’è un problema negli scacchi, che si risolve cambiando la posizione di partenza

Di Valerio Porcu
Terremoti, perché non possiamo ancora prevederli
1

Scienze

Terremoti, perché non possiamo ancora prevederli

Di Antonello Buzzi
Un errore scientifico durato 20 anni cambia una specie

Scienze

Un errore scientifico durato 20 anni cambia una specie

Di Antonello Buzzi
Informazione quantistica, un salto grazie ai qudit
1

Scienze

Informazione quantistica, un salto grazie ai qudit

Di Antonello Buzzi
Analgesici più sicuri grazie a una scoperta sui recettori

Scienze

Analgesici più sicuri grazie a una scoperta sui recettori

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.