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Emissioni ridotte del 68% con questo biocarburante per jet

Un nuovo studio ha confermato che un biocarburante derivato da una varietà di senape potrebbe abbattere le emissioni dei jet del 68%, al contempo contenendo i costi.

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Avatar di Alessandro Crea

a cura di Alessandro Crea

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 19/10/2021 alle 14:30
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L'industria aeronautica è necessaria per il mondo in cui viviamo oggi, ma mette a dura prova l'ambiente, a causa delle emissioni dei combustibili fossili a base di petrolio. Secondo un nuovo studio però potremmo ridurre queste emissioni fino al 68%, passando a un carburante sostenibile per l'aviazione o SAF, derivato dalle piante, nello specifico, la coltura di semi oleosi non commestibili Brassica carinata, una varietà di pianta di senape. E potrebbe essere più conveniente del combustibile petrolifero.

"Se riusciamo a garantire l'approvvigionamento di materie prime e fornire incentivi economici adeguati lungo la catena di approvvigionamento, potremmo potenzialmente produrre SAF a base di carinata negli Stati Uniti meridionali", ha spiegato lo scienziato della sostenibilità Puneet Dwivedi dell'Università della Georgia.

Circa il 2,4% di tutte le emissioni globali di anidride carbonica nel 2018 sono state generate dall'industria aeronautica, secondo un rapporto dell'Environmental and Energy Study Institute. Uno studio pubblicato all'inizio di quest'anno ha rilevato che queste emissioni costituiscono un contributo del 3,5% al cambiamento climatico antropogenico.

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Le sfide relative alla transizione ai biocarburanti includono il loro potenziale di spostare importanti colture alimentari e le domande sul fatto che sia possibile coltivare abbastanza colture combustibili. Dove, come e quale coltura viene coltivata ha anche un impatto enorme sul fatto che finisca effettivamente per ridurre le emissioni.

Detto questo, il carburante derivato da B. carinata non è un'idea nuova. È stato infatti sviluppato e testato alcuni anni fa: il primo volo a reazione su biocarburante puro derivato da carinata è stato realizzato con successo nel 2012, ma il costo era molto più alto del carburante per jet convenzionale. Il nuovo lavoro di Dwivedi e del suo team non era dunque quello di dimostrare che il biocarburante funziona, ma di stimare esattamente quanto potesse essere conveniente riducendo al contempo le emissioni.

Negli stati sud-orientali, dove le temperature tendono ad essere più calde, la carinata può essere coltivata nei mesi invernali, che è la bassa stagione per la produzione alimentare. Ciò significa che non compete direttamente con altre colture. Inoltre, i sottoprodotti della produzione di carburante possono ancora essere utilizzati per produrre foraggi per animali.

Sembra un gioco da ragazzi, tranne che per almeno un problema: gli Stati Uniti attualmente non hanno le infrastrutture per trasformare il raccolto in combustibile. La fattibilità della costruzione di queste strutture è al centro dell'attuale ricerca del team, con la speranza di informare le decisioni che devono essere prese da agricoltori, investitori e responsabili politici.

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